sabato 21 gennaio 2012

Sciopero in Sicilia, “Forza d’urto” va avanti ad oltranza. Proclamato blocco nazionale dei tir dal 23 al 27 gennaio 2012.

E’ finito alla mezzanotte  il fermo degli autotrasportatori in Sicilia,  ma “Forza d’urto” tuttavia conferma lo sciopero a oltranza di tir, agricoltori e pescatori in Sicilia, anche se in maniera meno dura: “Da domani allargheremo le maglie, per poter fare effettuare i rifornimenti, apriremo i blocchi alle raffinerie. Ma i blocchi rimarranno. Questa è un’occasione unica per i siciliani, mica abbiamo scherzato“. 
Il movimento ha chiesto alla questura la proroga per i presìdi nei caselli autostradali della Catania-Messina di San Gregorio, Acireale e Giarre, della zona industriale e del porto di Catania. ”Stiamo chiedendo alle questure competenti le proroghe per continuare la nostra protesta”, conferma Mariano Ferro, uno dei leader dei forconi.
Non abbiamo ancora ottenuto risposte. Ciò che è assordante è il silenzio del governo nazionale“. 
Alla domanda se non ritiene che quei cittadini che all’inizio avevano simpatizzato col movimento ora possano esasperarsi Ferro ha risposto così: “Certo se c’era consenso, così lo stiamo distruggendo“. Secondo voci provenienti da Forza d’urto vi sarebbero delle diversità di vedute all’interno del movimento sul proseguimento della protesta. 
Alcuni esponenti vogliono tenere una linea dura confermando i 30 presìdi ufficiali, oltre a quelli che spuntano e vengono tolti senza preavviso, in tutte le province siciliane; altri, più moderati, vorrebbero allargare di molto le maglie dei blocchi e instaurare un dialogo più serrato con le istituzioni.
Intanto bisogna subito informare l’opinione pubblica che al movimento non aderiscono e non fanno parte nessuna categoria politica, ne centro, ne di destra e ne di sinistra .
In particolare ci riferiamo a Forza Nuova.
Le uniche forze in campo sono: Il Movimento dei Forconi  e AIAS , che insieme hanno organizzato questa Protesta sotto il nome di : FORZA D’URTO.
Le smentite sono giá state sottoscritte e firmate dai due movimenti.
Il movimento Forza d’urto si propone di restituire fiducia e dignità ai siciliani e a tal fine volendo rilanciare l’economia dell’isola chiede al governo regionale e nazionale di voler intervenire su una serie di punti, sulla base delle necessità comuni e specifiche delle Categorie, che il movimento rappresenta“. 
Comincia così la bozza delle richieste, presentate dal movimento Forza d’urto al presidente della Regione Raffaele Lombardo, l’elenco delle richieste contenute nella bozza: “Defiscalizzazione del carburante. 
Miglioramento e tutela del tenore di vita e delle condizioni generali delle famiglie insistendo su una riforma sul controllo dei costi fissi delle utenze ed i bisogni fondamentali (metano, acqua, energia elettrica). 
Rilascio del Durc anche in presenza di pendenze che verranno regolarizzate con un piano di rientro (Serit, Empaia, Inps) in anni 10 con interesse legali e senza spese aggiuntive (sanzioni accessorie, diritti di notifica, interessi per ritardato pagamento). 
Abolizione dell’Imu sui fabbricati rurali ed insediamenti produttivi che interessano il prodotto locale. 
Dotare la Crias di maggiori risorse finanziarie da destinare al mondo agricole e delle. No agli interessi usurai della Serit, sanzioni accessorie, diritti di notifica, interessi per tardato pagamento, blocco per due anni delle cartelle esattoriali“.
Primi segni di agitazione anche nel centro Italia, “Noi siamo in collegamento con il Movimento dei Forconi siciliani, ci sentiamo, abbiamo manifestato solidarietà con il loro movimento“. 
A parlare è Antonio Pappalardo, generale in pensione dell’Arma, e presidente del Movimento dignità sociale, una formazione che riunisce agricoltori, autotrasportatori e anche esponenti delle forze dell’ordine e armate, fondato lo scorso 15 gennaio a Latina “per salvare l’Italia dalla crisi morale ed economica”.
Vogliamo proseguire le loro proteste anche qui – ha aggiunto Pappalardo -per far sentire forte la voce degli agricoltori, dei trasportatori e anche degli uomini delle forze dell’ordine costretti a lavorare con strumenti irrisori e senza mezzi“. 
Pappalardo ha spiegato che già questa sera il Movimento, il cui segretario generale è il presidente dei Comitati riuniti agricoli Danilo Calvani, si riunirà in seduta plenaria per decidere il da farsi.
Sarà tutto da valutare – aggiunge il presidente – ma pensiamo che da tutti i dintorni andremo verso Roma, e sono certo che anche i nostri amici della Campania interverranno. 
La nostra idea è quella di bloccare il rifornimento di carburanti e scorte alimentari rallentando i camion, mettendoci nei punti nevralgici e invitandoli a tornare indietro. Se pensiamo di portare i trattori in città? Perché no?“. La data della iniziativa potrebbe essere domenica prossima.
Pappalardo ci tiene a sottolineare che, rispetto al Movimento siciliano, che coinvolge solo trasportatori e agricoltori, il Movimento dignità sociale, vede anche la presenza di rappresentanti delle forze dell’ordine, “naturalmente non in divisa. Non siamo collegati a nessun partito politico né ai sindacati” ci tiene a sottolineare.
Malgrado il forte attaccamento al lavoro e la non comune abnegazione del nostro personale, la Raffineria di Gela spa non è in grado di garantire la piena operatività degli impianti“. 
Lo scrive la direzione dell’azienda dell’Eni in una lettera inviata al prefetto di Caltanissetta, alle forze dell’ordine e alle autorità di governo, per denunciare le gravi conseguenze che cinque giorni di blocco dei cancelli, a causa dello sciopero dei tir, hanno avuto anche sul petrolchimico dell’Eni.
Un vertice d’urgenza è stato convocato nella Prefettura di Caltanissetta per discutere delle pesanti conseguenze sul piano igienico-sanitario e sul piano della sicurezza che lo sciopero e le manifestazioni di questi giorni stanno avendo in Sicilia.
Il sindaco di Gela (Cl), Angelo Fasulo, si è detto seriamente preoccupato “per la deriva che sta prendendo la protesta. 
I blocchi - ha aggiunto –mettono a rischio soprattutto i servizi di prima necessità; si registrano i primi problemi negli ospedali; i rifiuti hanno invaso le strade e c’è il delicatissimo problema della sicurezza negli impianti della raffineria”. 
“Rinnovo ulteriormente un appello al buon senso dei manifestanti – conclude – affinchè ci aiutino a garantire i servizi essenziali per la salute e la sicurezza dei cittadini“.
La polizia municipale di Agrigento rimane a piedi a causa dello sciopero dei tir e del mancato approvvigionamento di carburante.
A causa dell’impossibilità a reperire carburante – ha spiegato il comandante Cosimo Antonica – la polizia municipale non potrà assicurare i servizi di pattugliamento su tutto il territorio, a far data da domani. Saranno, pertanto, assicurati esclusivamente i servizi nel centro città da realizzare con personale appiedato“.
A Palermo ma anche a Catania, Agrigento e Messina poche le auto in circolazione: anche di mattina, ora di punta per i lavoratori che si recano in ufficio e le madri che accompagnano i bimbi a scuola, le grandi strade sono semivuote con poche auto che circolano. 
La paura tra la gente è che con l’annunciato sciopero dei benzinai, il proseguimento della protesta dei forconi e dei tassisti, l’approvvigionamento di benzina sia impossibile e la mobilità sia resa difficile.
Traffico rallentato sulla statale 189 Agrigento – Palermo, all’altezza del bivio per Aragona. Trattori, mezzi agricoli e camion, invadono le corsie laterali della strada, producendo un rallentamento del traffico automobilistico.  
Sotto la pioggia battente, che non riesce a stemperare assolutamente i loro animi, gli agricoltori esprimono il proprio dissenso non solo contro la manovra politica del Governo Monti sul rincaro del carburante, ma anche sugli alti tassi di interesse delle banche, l’imperante disoccupazione e le politiche di penalizzazione e di esclusione a carico della Sicilia e dei siciliani. 
Come i loro colleghi isolani, chiedono le dimissioni del Presidente della Regione Raffaele Lombardo, accusato di “aver tradito le promesse fatte in campagna elettorale di defiscalizzazione dei prodotti petroliferi e dell’applicazione dello statuto Autonomo”. 
La loro protesta si protrarrà sino a quando i rappresentanti delle Istituzioni non daranno risposte concrete.
Codacons e Comitato vittime dello sciopero “Forza d’urto” chiedono al Presidente del Consiglio Mario Monti la dichiarazione dello stato di emergenza in Sicilia.  
Lo rende noto Francesco Tanasi Segretario Nazionale del Codacons. Il blocco totale della Sicilia e delle attività commerciali isolane continua non c’è più benzina e anche i beni di prima necessità non sono più facilmente disponibili o sono aumentati molto di prezzo. 
Ingenti danni all’economia dell’Isola: interi camion di derrate alimentari andate a male, frutta e verdura inservibili, negozi chiusi perché i gestori non sono riusciti ad approvvigionarsi. Alcuni uffici sono deserti perché gli impiegati sono stati bloccati nei punti chiave del traffico o sono privi di carburante nell’auto. 
Lungi dall’aver procurato benefici di qualunque genere alla Sicilia e ai siciliani, questo blocco causa invece danni enormi a tutti determinabili tra i 500 e i 600 milioni di euro.
Ho sentito il Presidente del Consiglio Mario Monti. Abbiamo discusso di quanto sta accadendo in Sicilia. Al piu’ presto, gia’ all’inizio della prossima settimana, ci incontreremo a Roma per affrontare i nodi di una vertenza delicata e complessa“. 
Lo dice il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, che  ha parlato a lungo con il presidente del Consiglio, Mario Monti. “E’ la dimostrazione di come nessuno abbia sottovalutato le ragioni di chi sta manifestando. Non condividiamo certo i metodi della protesta – continua Lombardo – ma dopo il colloquio con Monti sono convinto che riusciremo a sbloccare positivamente la situazione“.
Non parlerei di rivolta ma sicuramente di fatti gravi e preoccupanti” dei quali “parlerò la prossima settimana con il governatore siciliano Lombardo“. Così il premier Mario Monti ha risposto ad una domanda di Lilli Gruber durante Otto e Mezzo, su La7, sulla cosiddetta rivolta dei Forconi.
I benzinai avevano annunciato una maxi-serrata di dieci giorni per protestare contro le norme che li riguardano nel decreto liberalizzazioni. Ma la Commissione di garanzia sugli scioperi frena. 
Il presidente Roberto Alesse ha infatti detto che la categoria non potrà fermarsi per un periodo superiore ai tre giorni, si presume che lo sciopero inizi giorno 23 gennaio.
Blocco nazionale dei tir dal 23 al 27 gennaio. Lo ha deciso Trasportounito al termine di una riunione del comitato esecutivo. 
“Considerata l’assenza di provvedimenti certi del governo – afferma l’associazione degli autotrasportatori – con particolare riferimento alla disciplina del settore (applicabilità dei costi minimi, tempi di pagamento e certezza del credito) e agli aumenti dei costi (gasolio, autostrade, assicurazioni), non esistono le condizioni per sospendere il fermo nazionale dei servizi proclamato dal 23 al 27 gennaio”.


Scritto da Redazione Canicattiweb il 21 gennaio 2012, alle 07:18

Servirail, paventato un eclatante blocco dello Stretto

Un incontro che ha ancora prodotto nulla per i lavoratori Servirail e per il ripristino dei treni a lunga percorrenza.
“E' veramente irresponsabile l'atteggiamento tenuto dai vertici di Fs al tavolo della Regione, in gioco non c'è solo il futuro dei lavoratori del settore ferroviario, degli 85 di Servirail rimasti senza lavoro, ma anche dei collegamenti ferroviari in Sicilia”. Non fa sconti la Cisl. Mentre Cgil, Orsa, Ugl e Fast intravedono un barlume di speranza sul ripristino dei treni a lunga percorrenza.

Due punti di vista che confermano la spaccatura tra sindacati che dovrebbero andare a braccetto per perseguire lo stesso scopo. Le vittime di questi scontri sono sempre i più deboli: lavoratori ed utenti. L'incontro di ieri a Palermo è stato giudicato in due modi diversi, sarà il tempo a stabilire chi ha ragione, anche se già l'esito sembra scontato. La Cisl, dicevamo, promette azioni eclatanti: “A questo punto, -sostengono Enzo Testa e Tonino Genovese- dato che per farsi ascoltare è necessario alzare la voce e i toni della vertenza, siamo pronti a manifestazioni eclatanti, a partire da lunedì prevedendo anche il blocco dei trasporti nello Stretto di Messina”.Un'azione di forza perchè totalmente insoddisfatti dai risultati del tavolo che si è tenuto nella sede dell'assessorato regionale alle Infrastrutture e Trasporti con la Regione, Fs e i sindacati sulla vertenza Servirail e treni a lunga percorrenza. “La proposta di ricollocare nel giro di due anni i lavoratori della Servirail in un un settore già dilaniato -sostengono i sindacalisti della Cisl- come quello degli appalti ferroviari è assurda, Fs continua a a tenere un atteggiamento inaccettabile proponendo finte soluzioni che sono lontane dalle reali esigenze dei lavoratori e del servizio ferroviario in Sicilia”.

Ma a quell'incontro c'erano anche altri sindacati che si dichiarano moderatamente ottimisti. Cgil Uil Orsa Ugl e Fast, parlano di un elemento di novità, del quale la Cisl non fa cenno. Pare che i delegati di Fs hanno aperto uno spiraglio per verificare effettivamente la possibilità di ridefinire l'offerta treni a lunga percorrenza e quindi risolvere tutta la vertenza sia sotto il profilo della mobilità che sotto quello occupazionale. “Come denunciamo da tempo, la soluzione alla vertenza Servirail ma anche Ferrotel, non può essere un contentino occasionale in appalti di nessuna certezza- spiegano i dirigenti di Cgil, Uil, Orsa, Ugl, Fast-. Questa vertenza passa necessariamente dal ripristino dei treni soppressi e quindi da un cambiamento di strategia di Fs che non deve e non può pensare di abbandonare la Sicilia e i suoi lavoratori. Oggi però, su questo punto, registriamo un'apertura insperata che ora chiede di essere sostenuta a livello nazionale”. Proprio sull'apertura di Fs riguardo il ripristino dei treni soppressi, l'assessore avrebbe invitato anche le organizzazioni sindacali a formulare una contro offerta e ha riconvocato il Tavolo per giovedì 2 febbraio.
Fonte: InfoMessina: sabato 21 Gennaio 2012 

venerdì 20 gennaio 2012

Ragusa in piazza per salvare la stazione

I sindacati chiamano a raccolta le istituzioni per chiedere il potenziamento del trasporto ferroviario. "Non vogliamo passerelle politiche"
Domani tutti in piazza per salvare la ferrovia. A Ragusa la stazione sta per essere chiusa e i sindacati chiamano a raccolta istituzioni e associazioni datoriali per salvare il trasporto ferroviario in provincia di Ragusa.
"Per anni - spiega Pippo Gurrieri, coordinatore provinciale Cub Trasporti - ci siamo battuti per la salvaguardia e il potenziamento del trasporto su rotaia e in una terra dove non ci sono infrastrutture quella ferroviaria ha rappresentato un punto fermo per migliaia di viaggiatori e centinaia di aziende. Gli eventi di questo periodo sul piano internazionale e nazionale (aumento dei prezzi e caro-benzina) e quelli locali (blocco dei tir) fanno comprendere a tutti l'importanza del trasporto ferroviario per un territorio".
Ma, avvertono i sindacati, l'assemblea "non deve essere l'ennesima occasione per far fare passerella a qualche personaggio della politica locale ma a tutti si chiederà un impegno concreto e preciso; un lavoro di squadra, una pressione forte verso le controparti (Regione, Rfi, Trenitalia), per dare dignità al trasporto ferroviario in provincia di Ragusa".

giovedì 19 gennaio 2012

SICILIA, IL MOVIMENTO FORZA D'URTO BLOCCA I TRASPORTI DELL'ISOLA

Sicilia, (TMNotizie) – Giorni difficili per i trasporti in Sicilia. Per cinque giorni, fino alla mezzanotte di venerdì 20 gennaio il movimento "Forza d'Urto" ha proclamato un blocco dei trasporti in tutta l'isola per protestare contro il prezzo della crisi imposto alle fasce più deboli della popolazione."Moltissime persone non hanno la possibilità materialmente di comprare il pane – dice Mario Cerrito – Non sto scherzando, è una cosa seria, siamo in mezzo ai guai e il siciliano non se lo può più permettere".
Il movimento Forza d'Urto nato dall'unione degli Autotrasportatori Aias, Movimento dei Forconi, pescatori, imprenditori agricoli, parla di una "manifestazione popolare" dove non sono consentite bandiere o simboli di partiti politici o di sindacati. I presìdi coinvolgono quasi tutte le provincie siciliane. 
A Catania il tratto più caldo è lo snodo della Tangenziale vicino allo svincolo Paesi Etnei. Francesco Crupi del movimento dei Forconi di Paternò.
"Noi non vogliamo fare la guerra dei poveri, non è uno sciopero dei sindacati o roba varia. 
Noi vogliamo unire il popolo e far capire che è un grave problema. 
Deve risolverlo il popolo e non la categoria".
"Siamo un popolo che vorrebbe vivere con la propria dignità e il proprio lavoro: ce l'hanno impedito".
Allo sciopero hanno aderito anche i sindaci, come Gaetano Punzi, primo cittadino di Regalbuto.
Critiche nei confronti della protesta da parte di Confidustria Sicilia e dalla sezione siciliana della Federazione autotrasportatori.

domenica 15 gennaio 2012

Treni Cancellati tra Palermo e Termini Imerese e viceversa

Da lunedì 16 gennaio 2012 a domenica 15 aprile 2012, per interventi di adeguamento tecnologico sui rotabili, i treni Regionali subiranno le seguenti modifiche: CANCELLATI.
In totale sono tredici coppie di treni che giornalmente percorrono 37 km/treno in andata e 37 km7treno in ritorno pari a 962 km/treno al giorno soppressi. Facendo due calcoli... quanti km/treno saranno cancellati in questi tre mesi circa???

Le bacheche della stazione centrale di Catania ancora senza i nuovi orari.

Trenitalia, così come avviene ogni anno nel mese di dicembre propone alla propria clientela il nuovo orario annuale che è entrato in vigore domenica 11 dicembre 2011. 
A distanza di un mese esatto dall’entrata in vigore del nuovo orario le bacheche orarie in quasi tutte le stazioni si prive dei poster con i nuovi orari. Credo che, la competenza relativa alle informazioni alla clientela  nelle stazioni, spetti a Rete Ferroviaria Italiana. 
Non è concepibile che a distanza di un mese, ci sia una fotocopia(formato A3) dei nuovi orari solo in una bacheca situata al primo binario della stazione centrale di Catania e tutte le altre bacheche dei rimanenti 7 binari compreso il sottopassaggio ancora vuote. 
Non è la prima volta che ciò accade, è ormai prassi consolidata o normalità da parte di chi gestisce il servizio informazioni, in considerazione del fatto che si verifica ogni anno sia al cambio orario annuale di dicembre che a quello intermedio di giugno, tutto ciò in barba alla tempestiva informazione alla clientela che ahimè deve strabuzzare la vista o fare la fila per leggere nell’unica e sola locandina i nuovi orari.

giovedì 12 gennaio 2012

Trasporti: la Regione incontra le associazioni

Le componenti presenti nel movimento "Forza d'urto" prendono atto del fatto che il Governo regionale insiste nell'invitare associazioni di categoria in cui esse non si rispecchiano per finalità e interessi.

Gli assessori regionali ai Trasporti, Pier Carmelo Russo, e all'Agricoltura, Elio D'Antrassi, hanno infatti convocato per domani, venerdì 13 gennaio, che vedrà la partecipazione di associazioni e soggetti che nulla hanno a che fare con il Movimento alla quale hanno aderito gli autotrasportatori siciliani, il Movimento dei Forconi, gli imprenditori del mondo agricoli ed i pescatori.
Questi ultimi, attraverso le parole del loro rappresentante regionale, Carmelo Micalizzi, comunicano che nella prima giornata di sciopero, il 16 gennaio, si muoveranno in corteo dal porto di Catania fino alla Prefettura dove chiederanno di essere ricevuti dal prefetto Francesca Cannizzo.

Inoltre, le componenti di Forza d'urto ribadiscono, in riferimento all'informazione errata e dissonante apparsa sulla stampa, che lo sciopero nazionale degli autotrasportatori, componente importante del Movimento, previsto per il 23 gennaio non si terrà in Sicilia perché difforme a quanto comunicato alla Commissione di Garanzia e Sciopero.
Rimane quindi fissata la durata del blocco dal 16 al 20 gennaio compreso, ritenendo ogni manifestazione che si protrarrà oltre quella data contraria a quanto stabilito dalla Commissione stessa.

Infine si ribadisce il fatto che lo sciopero che si svolgerà nei giorni 16, 17, 18, 19 e 20 gennaio, sarà assolutamente pacifico e rigorosamente nelle regole della più civile protesta. L'obiettivo è quello di sensibilizzare i siciliani e di ottenere l'attenzione del Governo nazionale in maniera da risolvere insieme i problemi delle categorie produttive dell'isola. Ogni elemento di disturbo o che non sia in sintonia con le ferree regole di buon comportamento e di civile azione saranno isolati e respinti dal servizio d'ordine del Movimento costituito tutto da «padri di famiglia» che rifuggono qualsiasi tipo di intemperanza e, ancor più, di violenza.