giovedì 4 aprile 2013

L'italiano maccheronico sul sito ufficiale Ferrovie dello Stato Italiane News

L'italiano maccheronico sul sito ufficiale Ferrovie dello Stato Italiane News
"rfi: via libera Cipe al Contratto di programma-servizi 2012-2014" 
http://www.fsnews.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=4a6651d540d7d310VgnVCM1000008916f90aRCRD


Questo è il testo preso da Fsnews.it

RFI: via libera del CIPE al Contratto di Programma-Servizi 2012-2014

Finanziamenti pari a 4.575 Milioni di Euro per Attività di Manutenzione ordinaria e straordinaria della Rete Ferroviaria, la sicurezza, la sicurezza e Navigazione Ferroviaria
Roma, 18 marzo 2013 Via libera dal Comitato Interministeriale per la programmazione economica (CIPE), Nella Seduta odierna, al Contratto di Programma-Servizi 2012-2014 TRA Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana. ho Finanziamenti, pari a 4.575 Milioni di euro, Saranno utilizzati per Attività di Manutenzione ordinaria e straordinaria della Rete Ferroviaria, la sicurezza e la sicurezza e Navigazione Ferroviaria. Il Contratto di Programma-Servizi E Il Nuovo STRUMENTO di rapporto fra il Gestore dell'infrastruttura Ferroviaria Nazionale e lo Stato il Che, in Un Quadro Stabile di Finanziamenti, permettera di continuare a garantire, in un'ottica di Manutenzione Integrata, Gli elevati standard di Sicurezza della Rete Ferroviaria Nazionale. Allo Stesso tempo consentira la Pianificazione delle Attività di Manutenzione il Che, con la Ricerca delle Migliori Soluzioni, Portera annuncio ONU sensibile contenimento dei Costi.  Con Il Nuovo Contratto di Programma-Servizi, inoltre, Gli Interventi di Manutenzione, PRIORITARI per il Gestore, Saranno DISTINTI Dagli Investimenti di Ammodernamento e Sviluppo della Rete Ferroviaria Nazionale. Nella Riunione odierna del CIPE ha Preso Atto dell'informativa Riguardo al Finanziamento dell'acquisto Dei Treni bimodali diesel / Elettrici per eliminare la Rottura di Carico Nella stazione di Ivrea e migliorare conseguentemente l'accessibilità Ferroviaria in Valle d'Aosta, finanziato con 22 Milioni di uro del Programma Attuativo Regionale (PAR) della Regione e con Risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2007-2013. 

Notizie dal Comitato Pendolari S.Agata Militello-Messina

S. Agata Militello-Torrenova 27.03.2013
Ancora ritardi nella circolazione del treno regionale 3832 Palermo-Messina
Anche oggi 27 marzo 2013 il treno n. 3832 nella tratta S. Agata Militello-Patti si è contraddistinto per il conseguimento di una performance oltremodo negativa. Nei dettagli:
-      sebbene il treno circolava con un solo minuto di ritardo dalla stazione di Santo Stefano di Camastra in direzione Messina,  alla  stazione di S. Agata Militello la  relativa partenza  veniva posticipata  di circa 15 minuti per incrocio con treno intercity notte n. 1957 Roma Termini - Palermo in ritardo;
-      altro ritardo veniva maturato presso la stazione di Zappulla per incrocio con treno “straordinario “ n. 3833 ;
-      il treno ripartiva dalla stazione di Capo d’Orlando alle ore 8,23  percorrendo quindi  dieci  chilometri in  30 minuti al posto dei  10  previsti;
-      alla stazione di Patti il ritardo ammontava a 25 minuti a fronte di un tempo di percorrenza  previsto pari a 35 minuti.
Gli utenti del treno 3832 non possono tollerare un simile disservizio in quanto la maggior parte di essi sono dei lavoratori che devono rispettare tempistiche ben precise,  e comunque non possono permettersi il lusso di arrivare in ritardo sul posto di lavoro a fronte di scelte non condivisibili, peraltro  alquanto stressati da tempi di attesa e/o percorrenza biblici  avuto riguardo alle modeste distanze percorse.
Quanto sopra lamentato,  con il presente reclamo si chiede conoscere  in modo dettagliato  le motivazioni  che hanno indotto le Autorità preposte a prevaricare un treno puntuale rispetto ad altri in ritardo, e  se le  ragioni  prospettate  siano  conformi o meno  alla  normativa vigente.
Si chiede ancora un immediato confronto/dialogo a livello telefonico al fine di meglio rappresentare la incresciosa situazione che si è venuta a creare e le legittime esigenze/aspettative degli  utenti.
Dr. Antonino Fazio - Sig. Francesco Mondì

S. Agata Militello- Torrenova 26.03.2013
Ritardi ed inadeguata composizione del treno regionale 12754 S. Agata Militello-Messina. 
Facendo seguito ai pregressi reclami pari all’oggetto datati 16 e 24 marzo 2013, ed in riscontro alle segnalazioni pervenute dagli utenti del treno in questione,  si  evidenzia quanto segue :
·       in ordine ai lamentati ritardi, un pendolare contesta  che in data odierna il treno ha accumulato sino alla stazione di Milazzo 11 minuti di ritardo a causa della mancata puntualità del treno intercity notte  n. 1957  proveniente da Roma Termini presso la stazione di Gioiosa Marea;
·       in ordine alla inadeguata composizione,  un pendolare lamenta  che  in data 25 marzo 2013  “ … dalla stazione  Barcellona P.G.  nessun posto a sedere, e' una situazione  impossibile, da Spadafora tipo sardine …” ; mentre altro utente segnala che oggi 26 marzo 2013 “… già dalla stazione di Barcellona-Castroreale i posti a sedere erano  insufficienti rispetto alla domanda dei passeggeri presenti…“.
I suesposti reclami pertanto sono la conferma  per il caso di specie  della  persistente violazionedell’articolo 7  della prefazione all’orario Generale di Servizio che espressamente prevede la priorità dei treni regionali rispetto ai treni Espressi, IC, merci, etc., nell’arco temporale compreso dalle ore 6.00 alle ore 09.00 (prima ipotesi segnalata),  nonché del mancato  rispetto dei  valori  guida e degli gli impegni  contenuti nella  Carta dei Servizi del Trasporto  Ferroviario Regionale, tra cui in particolare, il “soddisfacimento della domanda del trasporto, anche nelle ore di punta con treni capienti e ad alte prestazioni” nonché “ il miglioramento del comfort a bordo treno ” (seconda ipotesi ).
Alla luce di quanto lamentato e stante l’evidente elevato grado di insoddisfazione degli utenti, si chiede conoscere le iniziative che saranno intraprese e si coglie l’occasione per comunicare  che  il treno sarà costantemente monitorato.
Dr. Antonino Fazio - Sig. Francesco Mondì

S. Agata Militello-Torrenova 26.03.2013
Ritardi  nella circolazione del treno regionale 3832 Palermo-Messina.
Quanto verificatosi nella mattinata odierna  in merito alla circolazione del treno 3832 sulla tratta S. Agata Militello-Patti ha dell’incredibile,  e  si spera che rimanga  un episodio isolato.
Piu’ precisamente:
-il treno regionale  denominato “veloce” n.3832 arriva alla stazione di S. Agata Militello con appena 4 minuti di ritardo;
-un primo incrocio presso la stazione di Zappulla con il treno intercity  notte n. 1957  Roma Termini-Palermo  non puntuale  rispetto  i tempi di marcia;
-alla stazione di  Capo d’Orlando il treno  accumula ancora maggiore ritardo (circa 10 minuti) , ed invece di ripartire immediatamente  (come solitamente avviene) viene bloccato per altri 5 minuti  in attesa del treno regionale n. 3835;  
-alla stazione di Brolo il treno 3832 attende altri 5 minuti l’arrivo di  materiale regionale  ad  andatura “ lenta ”;
-alla stazione di Gioiosa Marea il treno in oggetto  viene ancora  fermato per  altro incrocio (non previsto) con  treno intercity  notte  Roma Termini- Palermo.
Il treno  n. 3832 arriva alla stazione di Patti con 21 minuti di ritardo  impiegando quasi il doppio del tempo  previsto.
Il gradimento degli utenti è … alle stelle.
Sarebbe stato sufficiente fare  proseguire  immediatamente il treno  in oggetto dalla stazione di Capo d’Orlando ed effettuare l’incrocio con il treno 3835 alla stazione di Brolo per garantire la puntualità  richiesta.
Invece… nulla di tutto questo.
Forse  ha poca importanza, e non è meritevole di riflessione alcuna, che  il treno citato:
-sebbene  puntuale, venga spesso bloccato presso la stazione di Cefalu’ per attendere altro  treno in ritardo ( 3833 ),
- debba attendere  l’arrivo di due treni intercity notte a lunga percorrenza in aperta violazione dell’articolo 7 della prefazione all’orario Generale di Servizio, che espressamente prevede la priorità dei treni regionali rispetto ai treni Espressi, IC, merci, etc., nell’arco temporale compreso dalle ore 6.00 alle ore 09.00;
-debba  essere preferito  rispetto ad  un treno ad andatura “lenta”.
Questi, ed altri ancora in negativo, sono le considerazioni e gli interrogativi che gli utenti del treno regionale in questione  si sono posti  in data odierna.
Quali le risposte e/o  le scuse  ufficiali?  
Gli utenti/clienti del treno  n. 3832 sono comunque fiduciosi.
Dr. Antonino Fazio - Sig. Francesco Mondì

lunedì 25 marzo 2013

Dove sono finiti i soldi dell'Ecopass?

Messina annega fra i tir, che attraversano il centro della città giorno e notte. Il sindaco Giuseppe Buzzanca, al suo secondo mandato da primo cittadino e con alle spalle un quinquennio da presidente della Provincia, nel 2011 se ne accorge e decide di fare qualcosa per migliorare la qualità dell'aria e la viabilità urbana.
Istituisce un ticket, il cosiddetto “ecopass”, per disincentivare gli autotrasportatori a imbarcarsi dalla rada San Francesco e dirottarli verso Tremestieri, il nuovo approdo che fu inaugurato nell'aprile del 2006.
Il meccanismo è semplice: se ti imbarchi a Tremestieri non paghi, se invece perseveri nell'usare la centralissima rada San Francesco (appena due chilometri dallo svincolo Boccetta) paghi un ticket perché crei un disagio alla città.
Peccato che la vita del porticciolo di Tremestieri non abbia mai avuto pace: nel 2010 la forte mareggiata che ha fatto cedere la diga protettiva dell'imbarco; poi, il 29 febbraio 2012, il guasto a uno degli automezzi che dovevano rimuovere 15mila metri cubi di sabbia che si erano accumulati, impedendo l'accesso delle navi traghetto; infine, solo per citare i casi più eclatanti, a novembre dello stesso anno un'altra mareggiata ne ha imposto la chiusura, riversando sulle strade della città decine di tir.
Ad ogni modo l'opera del sindaco di Messina, in carica per l'ultima volta dal 17 giugno 2008 al 31 agosto 2012, si presenta come lodevole e viene condensata in alcune ordinanze, emesse tutte in un intervallo di date compreso fra il 22 aprile e il 31 dicembre 2011, poi recepite in una delibera di Giunta del 29 giugno 2012. Quei documenti, però, non compaiono nell'albo pretorio del Comune di Messina e si possono ottenere solo per vie traverse.
La delibera di Giunta del 29 giugno 2012 che formalizza l'istituzione dell'ecopass e che ne indica la destinazione, è letteralmente scomparsa dagli archivi pubblici dell'Ente. In quella delibera si legge che il ticket entra in vigore «con decorrenza 01/07/2012» e indica «la destinazione e la gestione completa delle somme, destinate all'amministrazione comunale di Messina e derivanti dall'applicazione del piano tariffario di accesso e transito, al Dipartimento mobilità urbana e viabilità».
In più, sancisce che quegli introiti debbano essere finalizzati «esclusivamente a tutte le attività di competenza inerenti la pianificazione/gestione/monitoraggio della mobilità urbana e dell'inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, e per gli interventi relativi alla sicurezza stradale ed alla mobilità sostenibile». Il tutto per ottenere «la riduzione e razionalizzazione del traffico veicolare e per la connessa salvaguardia ambientale». Risultati che non sono mai stati raggiunti a Messina.
«Ho scritto una lettera al commissario straordinario Luigi Croce – dice il consigliere Nino Carreri – Il punto è che non si conosce né l'entità né l'utilizzo di questi fondi». Ribatte Buzzanca che «quei soldi sono stati usati per il 95% per la sistemazione delle strade cittadine, per il resto per il funzionamento della struttura commissariale, perché quando mi sono insediato commissario straordinario per l'emergenza traffico non ho trovato nulla in cassa».
Buzzanca dà anche una stima del fondo: circa 3,5-4milioni di euro «usati per sistemare le strade del centro di Messina, come il viale Europa, corso Italia, via Garibaldi, via Consolare Pompea».
A sentirlo parlare sembra che abbia rimesso a nuovo tutte le strade della città. Ma basta fare un giro fra le buche, gli allagamenti alle prime piogge e l'asfalto rovinato per capire che quei soldi (nella migliore delle ipotesi) sono stati spesi in modo poco efficiente.

Vedi articolo del Comitato Pendolari del 25 giugno 2010 

venerdì 22 marzo 2013

Niente servizi alla clientela di Trenitalia alla stazione centrale di Catania

Niente servizi alla clientela di Trenitalia alla stazione centrale di Catania: bar, edicola, ufficio informazioni turistiche chiusi ormai da troppo tempo.
Questo denota il fallimento del progetto e quindi della mission di Centostazioni, non tanto per il mancato investimento da parte dei privati ma, quanto per i consistenti aumenti degli affitti che Centostazioni ha richiesto ai vari imprenditori. Il risultato è stato la chiusura di quasi tutti gli esercizi commerciali e di conseguenza la perdita di parecchi posti di lavoro. 
Di seguito un estratto dell'inserto del Corriere della Sera "Sette" sulla situazione delle stazioni in Italia.


mercoledì 20 marzo 2013

7035 sono i minuti complessivi di ritardo rilevati nel monitoraggio del mese di febbraio 2013

7035 sono i minuti complessivi di ritardo rilevati nel monitoraggio del mese di febbraio 2013, pari a 117 ore e 15 minuti, pari a 5 giorni circa; 1073 sono i treni oggetto del monitoraggio.I ritardi perdurano quotidianamente, compromettendo in alcuni casi gli impegni dell’utenza pendolare, facendo perdere coincidenze con altri mezzi di trasporto e la cosa più grave è quella che siamo costretti a recuperare ore di lavoro perse, certamente non per colpa nostra. Abbiamo sollecitato, ai Dipartimenti competenti della Regione Sicilia, tale problematica chiedendo di intervenire sui problemi ritardi e soppressioni presso le sedi competenti di Rete Ferroviaria Italiana e di Trenitalia per far sensibilizzare le sale operative che gestiscono la movimentazione dei treni, specialmente nelle fasce orarie di maggior flusso di viaggiatori-pendolari e precisamente dalle ore 06.00/09.00, 14.00/16.00 e 17.00/19.00. Cogliamo l’occasione per invitare, ancora una volta, il Presidente Crocetta e l’assessore ai trasporti Bartolotta a fare un viaggio di riscontro a bordo dei treni dei pendolari per rendersi conto di persona e chiediamo di accelerare le procedure per la chiusura definitiva del Contratto di Servizio per il trasporto ferroviario, scongiurando così i tagli al servizio che Trenitalia potrà effettuare al cambio orario di giugno. I dati dei ritardi: (ricavati sempre dal server “ViaggiaTreno” di Trenitalia)

7035 i minuti complessivi di ritardo, pari a 117 ore e 15 minuti, pari a 5 giorni circa;

1073 i treni totali monitorati;

22 i giorni complessivi del monitoraggio;

346 in ritardo tra 0 - 5 minuti;

132 in ritardo tra 5 - 10 minuti;

107 in ritardo tra 10 - 20 minuti;

82 in ritardo oltre 20 minuti;

6 i treni soppressi per un totale di 255 km/treno non percorsi;

404 i treni in orario.

 
Giosue Malaponti - Coordinatore Comitato Pendolari Siciliani

Ferrovie ragusane fra tagli, incertezze e sbarre sollevate. L'ultimo treno passa da Palermo

Il 26 marzo sarà confronto con l'assessore Bartolotta a decidere il destino delle tratte ragusane.
La provincia di Ragusa, i suoi cittadini e le istituzioni locali, stanno per giocarsi l'ultima carta utile per bloccare lo smantellamento della rete ferroviaria iblea. Il processo, iniziato molti anni fa, è ormai giunto alla fase finale.
Il confronto con l'assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti Sebastiano Bartolotta, fissato per il prossimo 26 marzo, a Palermo, rappresenta, forse, l'ultima occasione buona, per tentare di ottenere un cambio di marcia da Rete ferroviaria italiana e Trenitalia. L'assessore Bartolotta, durante la riunione che si è tenuta a palazzo d'Orleans il 6 marzo scorso, confronto sollecitato dalla Cub Trasporti iblea, dalla deputazione regionale e dai rappresentanti del comitato provinciale di mobilità, ha assicurato che al vertice del 26 sarebbe stato presente anche un rappresentante di Rfi. Rete ferroviaria italiana è, infatti, il nostro principale interlocutore se si pensa che in provincia di Ragusa la società ferroviaria, così come sta facendo in altre parti della Sicilia e d'Italia (dove insistono i cosidetti "rami secchi"), sta addirittura cercando di vendere gli scali merci. "Immaginate che la sub società collegata a Rfi, che si chiama "Servizi urbani srl" - spiega il portavoce della Cub Trasporti, Pippo Gurrieri - riesca a vendere uno o tutti! gli scali merci ferroviari presenti in provincia di Ragusa: allora il privato acquirente potrà farci quello che vuole, anche costruire palazzine, cementificare laddove ci sono i binari". Lo scenario che ipotizza Gurrieri non è impossibile. L'unico modo per evitare che, ad esempio, si cementifichi nelle aree dove insistono gli scali merci, è imporre il divieto di cambiare la destinazione d'uso delle aree stesse. "Su questo punto l'assessore Bartolotta è stato chiaro - afferma Gurrieri - dato che è in atto questo piano di vendita, solo i Comuni possono tutelare le aree in questione, rendendo impossibile il cambio di destinazione d'uso". In quasi tutti i Comuni della provincia di Ragusa sono presenti gli scali merci (anche se, da anni, molti sono stati dismessi): la vendita di queste aree snaturerebbe la funzione delle ferrovie stesse. Un'altra strategia che è in atto e che di fatto dimostra che si stanno compiendo le ultime tappe dello smantellamento è il processo di eliminazione dei secondi binari. Due mesi fa è stato eliminato il secondo binario in coincidenza della ferma Ginisi. Da una settimana è stato bloccato il secondo binario a Comiso.
"La situazione di Comiso è provvisoria e non definitiva - afferma Gurrieri - in quanto il secondo binario è stato bloccato per mancanza di manutenzione, manutenzione che non è stata eseguita per mancanza di soldi: ma il problema serio è che c'è in itinere il progetto definitivo di smantellamento del secondo binario di Comiso". Questo progetto interessa anche il secondo binario di Acate. Eliminare, così come è già stato fatto a Ginisi, il secondo binario, significa ridurre ulteriormente la velocità dei treni (che sulla tratta iblea è già ridotta rispetto ad altre tratte ferroviarie). "Attualmente vi sono i cosiddetti scambi e incroci, secondo una media di uno ogni 15 chilometri, che in alcuni punti, come tra Comiso e Vittoria, si riduce a 7 - conclude Gurrieri - mentre, eliminando il secondo binario, questi punti di scambio si ridurrebbero drasticamente, cioè ce ne sarebbe uno ogni trenta chilometri.
Rossella Schembri 
La Sicilia - Lunedì 18 Marzo 2013 Ragusa Pagina 45

Le sbarre non si abbassano? «Niente paura, si marcia a vista»

Le Ferrovie dello Stato hanno convenuto in Prefettura sulla necessità di avviare un confronto per cercare soluzioni alternative rispetto alla chiusura totale del passaggio a livello di via Paestum tramite la creazione di un muro, ma pochi giorni dopo, il 6 marzo, ci hanno decisamente ripensato e hanno preso carta e penna e messo nero su bianco l'esatto contrario. Il muro va fatto e subito, entro il 6 maggio. Altro che sottopassaggi e ! misure alternative. Le Ferrovie hanno detto una cosa in Prefettura, mostrando in qualche modo quantomeno disponibilità all'ascolto, ma poi con una propria nota hanno ribadito che per motivi di sicurezza il muro va realizzato e dunque il passaggio a livello va chiuso. Ci sarebbe però una concessione alla collettività iblea, ovvero il passaggio pedonale che sarebbe garantito per un altro anno. Queste previsioni sarebbero contenute nella missiva fatta recapitare alla Prefettura e di cui il comitato di cittadini ed esercenti (nella foto) di via Paestum sta cercando adesso di ottenerne una copia. "L'ultima novità è il dietrofront delle Ferrovie - spiega Sergio Firrincieli, portavoce del comitato di via Paestum - In Prefettura, nel corso della riunione, i rappresentanti delle Ferrovie avevano avuto parole e toni in qualche modo concilianti e si erano detti disposti a verificare altre ipotesi alternative rispetto all'esclusiva soluzione della chiusura del muro alla luce delle! mutate condizioni di sicurezza cambiate dalla firma del proto! collo con il Comune ben 20 anni fa. Invece ci risulta che hanno poi mandato una nota in cui si ribadisce la necessità di andare a creare il muro per ragioni di sicurezza. Si lascerà invece solo il passaggio perdonale, che resterà aperto per circa un anno. Noi siamo ancora una volta convinti che si devono trovare altre soluzioni perché quello di via Paestum è un passaggio importante anche in caso di calamità naturali visto che è l'unico su terrapieno".
Michele Barbagallo -
La Sicilia - Lunedì 18 Marzo 2013 Ragusa Pagina 45

venerdì 15 marzo 2013

Trenitalia: «Errore nel database»

In relazione alla segnalazione di un comitato pendolari, pubblicata mercoledì 13 marzo con il titolo "Il Messina - Catania 12865, un treno fantasma", forniamo alcuni chiarimenti. L'apparente mancanza degli orari del Regionale 12865 sul sito web di Trenitalia è scaturita da un errato inserimento delle informazioni sulla periodicità del treno. Le informazioni inserite sul database rendevano "visibile" il treno soltanto nelle giornate di sabato invece che nei feriali, con esclusione del sabato, come accade in realtà.
Il comitato che ha segnalato il fatto era stato informato dalla Direzione Regionale Trenitalia dell'errore e che il treno avrebbe regolarmente circolato dal lunedì al venerdì. L'anomalia è stata corretta e da oggi 14 marzo anche i sistemi informatici saranno allineati con tutti gli altri strumenti di informazione al pubblico che fornivano le informazioni già corrette.
Ufficio stampa Trenitalia
La Sicilia -Venerdì 15 Marzo 2013 Catania (Cronaca) Pagina 34

 

giovedì 14 marzo 2013

Treni in ritardo e soppressi. Il monitoraggio di febbraio 2013 del Comitato Pendolari Siciliani.

Visti i risultati del monitoraggio di gennaio sulla relazione Messina-Catania-Siracusa, che faceva registrare su 327 treni monitorati il 24,46% in orario, il 70,34% in ritardo, ed il 5,20% soppressi. Abbiamo voluto continuare a monitorare il traffico ferroviario sulla stessa relazione, che ci fa registrare un calo delle soppressioni ma mantiene un trend ancora alto sui treni in ritardo.
Queste sono le cifre del monitoraggio di Febbraio 2013:
22     i giorni complessivi del monitoraggio;
1073 i treni totali monitorati;
404   i treni in orario
346   in ritardo tra  0 - 5 minuti;
132   in ritardo tra  5 - 10 minuti;
107   in ritardo tra 10 - 20 minuti;
82     in ritardo oltre 20 minuti;
6       i treni soppressi per un totale di 255 km/treno non percorsi
7035 i minuti complessivi di ritardo, pari a 117 ore e 15 minuti, pari a 5 giorni circa;
Nel corso del mese non ci sono state giornate rilevanti di disservizi, così come era successo nel monitoraggio di gennaio. I dati dei ritardi sono stati ricavati direttamente dal server pubblico “ViaggiaTreno” di Trenitalia e quindi garantiti dalla stessa azienda. I ritardi perdurano quotidianamente, compromettendo in alcuni casi gli impegni dell’utenza pendolare, facendo perdere coincidenze con altri mezzi di trasporto e facendo recuperare ai pendolari lavoratori minuti e/o ore di lavoro perse, certamente non per colpa loro. Abbiamo sottoposto alla Regione Sicilia, nei dipartimenti competenti, tale problematica chiedendo di sottoporre il problema ritardi e soppressioni nelle sedi competenti di Rete Ferroviaria Italiana e di Trenitalia per sensibilizzare le sale operative che gestiscono la movimentazione dei treni, specialmente nelle fasce orarie di maggior flusso di viaggiatori-pendolari e precisamente dalle ore 06.00/09.00, 14.00/16.00 e 17.00/19.00. Cogliamo l’occasione per invitare, ancora una volta, il Presidente Crocetta e l’assessore ai trasporti Bartolotta a fare un viaggio di riscontro a bordo dei treni dei pendolari per rendersi conto della situazione attuale e sollecitare le procedure del passaggio delle risorse finanziarie per la definizione del Contratto di Servizio per il trasporto ferroviario, scongiurando così i tagli paventati a giugno, mese in cui entrerà in vigore l’orario estivo.

Giosue Malaponti - Coordinatore Comitato Pendolari Siciliani 

Mentre a Palermo si discute della ferrovia iblea, a Comiso RFI decide di interrompere il secondo binario.

Per non spendere qualche migliaio di euro per la manutenzione al secondo binario della stazione di Comiso, RFI ha deciso di annullarlo, immobilizzando lo scambio che consente il transito tra il primo e il secondo binario.
Il binario soffriva di “carenze strutturali” e necessitava di un intervento manutentivo per il quale non si sono trovate le somme necessarie. Del resto, se non si cercano, non si troveranno mai. Ma è assurdo che per una cifra irrisoria si inibisca la circolazione dei treni sul secondo binario, impedendo così che la stazione di Comiso possa essere sede di incroci e precedenze, necessarie alla circolazione dei treni.
Ancora una volta la nostra tratta ferroviaria è considerata un “ramo secco” su cui non vale la pena di investire neanche quelle modeste somme necessarie all’ordinaria amministrazione.
Del resto Comiso è già inserito nel piano di smantellamento dei deviatoi che assicurano il transito dal primo al secondo binario, fatto gravissimo, già attuato a Genisi e a Butera, che porterà – se attuato sino in fondo – al depotenziamento della circolazione dei treni sulla linea e al rallentamento dei treni che già vi circolano. Non solo: ma nella prevista manutenzione dei binari della linea, l’inutilizzabilità del secondo binario creerà non pochi problemi per il ricovero dei mezzi del cantiere, che dovranno essere trasferiti giornalmente lontano dalla città casmenea durante le pause dal lavoro. Tutto questo, però. Sembra non interessare RFI.
Contro questa prospettiva la CUB Trasporti da tempo si sta muovendo, e il punto è stato inseriti tra quelli discussi il 7 marzo scorso a Palermo con l’assessore Bartolotta, e verrà approfondito proprio con i vertici di RFI e Trenitalia nel corso del prossimo incontro fissato per il 26 marzo. La deputazione iblea dovrebbe vigilare affinché questi provvedimenti non venissero presi, ed è invitata ad intervenire sin da ora per far riaprire il secondo binario della stazione di Comiso.
Ragusa, 14-3-2013 - Coordinamento provinciale CUB Trasporti

mercoledì 13 marzo 2013

Trenitalia ed il treno fantasma dall’11 marzo 2013


Non essendo stati effettuati in Sicilia i tagli ai treni, a partire dall’11 marzo 2013, Trenitalia fa viaggiare i suoi clienti sulla relazione Messina-Catania con un “treno fantasma”. Si proprio un treno fantasma e precisamente il treno regionale 12865 che parte da Messina alle 5.50.  L’utenza della suddetta relazione allarmata perché non trovava e non trova tuttora il treno sul sito di Trenitalia, tenuto conto che è il secondo treno che parte da Messina in direzione Catania e che trasporta diverse centinaia di pendolari e studenti. Alla preoccupazione ed alla sollecitazione dell’utenza pendolare sottoponevamo, in data 5 marzo, il problema alla Direzione regionale Sicilia di Trenitalia dapprima telefonicamente e immediatamente dopo per email. Abbiamo chiesto, visto l’errore, di aggiornare prima possibile il sito ufficiale di Trenitalia per evitare di dare errate informazioni e creare falsi allarmi. Immediata la risposta della Direzione Sicilia di Trenitalia che prendeva atto dell’errore e ci rassicurava che avrebbe comunicato immediatamente, la nostra segnalazione, alla struttura competente per l’aggiornamento del sito. Aggiornamento che non è avvenuto, e nei giorni successivi, abbiamo continuato a sollecitare l’aggiornamento del sito ma ad oggi non è stata apportata nessuna correzione. Il portale di Trenitalia riporta ad oggi un’informazione errata che danneggia l’utenza che vuole mettersi in viaggio, poiché controllando sul sito www.trenitalia.it di certo non troverà il treno regionale 12865 e di conseguenza non potrà ne acquistare il proprio titolo di viaggio ne partire, quasi certamente, però, se fortunata potrà viaggiare, sullo stesso treno “fantasma” che sul sito, nonostante le nostre sollecitazioni ancora non c’è ma viaggia regolarmente tutti i giorni. 

Giosuè Malaponti - Coordinatore Comitato Pendolari Siciliani

Un "treno fantasma" parte ogni mattina dalla stazione di Messina

Un "treno fantasma" parte ogni mattina dalla stazione di Messina

Trenitalia e il treno fantasma dall'11marzo

Trenitalia e il treno fantasma dall'11marzo

Nebrodi e Dintorni: TRENITALIA ED IL TRENO FANTASMA DALL’11 MARZO 2013...

Nebrodi e Dintorni: TRENITALIA ED IL TRENO FANTASMA DALL’11 MARZO 2013...: 13/03/2013 - “Non essendo stati effettuati in Sicilia i tagli ai treni, a partire dall’11 marzo 2013, Trenitalia fa viaggiare i suoi clienti...

Treno fantasma, c'è ma non si vede - Corriere del Mezzogiorno

Treno fantasma, c'è ma non si vede - Corriere del Mezzogiorno

sabato 9 marzo 2013

Le Risorse del contratto di servizio per scongiurare i tagli al trasporto ferroviario in Sicilia

Non ci tranquillizza il dato che i tagli paventati da Trenitalia a partire dal 10 marzo sono rientrati. Poche o inesistenti sono state le prese di posizione della politica regionale a salvaguardia ed a garanzia del trasporto ferroviario. Sembra che il Contratto di servizio per il trasporto ferroviario, che assicurerà la mobilità su ferro in Sicilia, non interessi alla politica siciliana. Forse perché non porta consensi? Occorreva mettere alle strette il governo nazionale uscente, così come è avvenuto per il CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo), affinché sottoscrivesse l’ultimo atto di responsabilità nei confronti della nostra regione, firmando il passaggio delle risorse finanziarie che aspettiamo dal 2009 e che da 130, 120, 111 oggi sono giunti a 101 milioni di euro ma non bastano, per chiudere definitivamente il capitolo Contratto di servizio per il trasporto ferroviario. Di certo chi, dovrebbe fare di tutto per garantire la mobilità ai siciliani, afferma che è complicato chiudere il Contratto di servizio e che non possiamo avere tutto e subito.
Giosuè Malaponti - Coordinatore Comitato Pendolari Siciliani