sabato 2 marzo 2013

Trasporti. La Regione ha sottoscritto ieri a Roma il Contratto istituzionale di sviluppo Prima tranche dei 5 per modernizzare le linee Messina-Catania-Palermo

Palermo. Piovono subito sull'Isola 2,4 miliardi di euro per modernizzare la rete ferroviaria siciliana. La Regione ha sottoscritto ieri il Cis, Contratto istituzionale di sviluppo, con investimenti totali per 5 miliardi di euro sulla direttrice ferroviaria "Messina-Catania-Palermo": la seconda metà della somma è da reperire. L'accordo è stato siglato ieri a Roma dal presidente della Regione, Rosario Crocetta, dai ministri per la Coesione territoriale e dei Trasporti, Fabrizio Barca e Corrado Passera, e dagli amministratori delegati di Ferrovie dello Stato e di Rfi, Mauro Moretti e Michele Mario Elia.
L'Isola, così, avrà finalmente ferrovie più veloci. «L'obiettivo - ha spiegato il ministro Barca - è potenziare un servizio che oggi in Sicilia non è normale, non è civile e non è europeo». Per non parlare del trasporto locale tra Catania e Palermo che «è assolutamente insostenibile: c'è un solo treno al giorno con il quale si viaggia in 2 ore e 45 minuti, mentre gli altri impiegano 4 ore. Con questi tempi - ha aggiunto - non si può definire una "ferrovia di servizio". Oggi la situazione del trasporto pubblico locale tra Catania e Palermo - ha detto Barca - è assolutamente insufficiente».
Il Contratto, nello specifico, interessa 5 macro-interventi per un totale di 14 opere, per le quali, a fronte di ! un costo complessivo di 5.106,1 milioni di euro, «oggi - ha aggiunto Passera - sul tavolo ce ne sono già 2.426».
Questi gli interventi: lungo la Messina-Catania (valore investimenti: 383,8 milioni di euro) è prevista la progettazione del raddoppio della tratta "Giampilieri-Fiumefreddo" (che resta ancora da coprire finanziariamente). Per il nodo di Catania, verrà completato il raddoppio dei binari nella tratta "Catania Ognina-Centrale", progettato l'interramento della stazione centrale e realizzato il raddoppio del bivio "Zurria-Acquicella". Sulla Catania-Palermo (investimenti per 823,4 milioni di euro) verranno raddoppiati i binari nelle tratte "Bicocca-Motta-Catenanuova" e "Catenanuova-Raddusa-Agira", al fine di raggiungere una velocità da 200 km/h e di consentire una crescita nella frequenza dei collegamenti. Per la tratta "Raddusa-Enna-Fiumetorto" è tutto da vedere. È prevista la tempestiva realizzazione di uno studio di fattibilità, d'intesa con la Regione, per valutare 3 soluzioni alternative: la riqualificazione della linea ferroviaria esistente; la variante di tracciato Enna-Pollina-Castelbuono; oppure la variante di tracciato contigua all'autostrada Catania-Palermo. Infine, interventi tecnologici lungo le linee Messina-Catania e Catania-Palermo, più la realizzazione del nodo di Palermo (da 1,2 miliardi di euro).
Soddisfatto dell'accordo Crocetta, che punta ancora più in alto: «Alle grandi opere genericamente sono contrario, ma per le ferrovie, che sono un problema serio, si fa un progetto col quale finalmente si possa arrivare dall'aeroporto di Catania a quello di Palermo rapidamente. Lo sviluppo dovrà coinvolgere anche le aree di Comiso, Siracusa, Gela, Agrigento e Trapani per favorire il turismo e lo sviluppo del Centro-Sud dell'Isola. Incassiamo questo risultato - conclude - ma guai se ci fermassimo: il problema del raccordo con l'aeroporto di Trapani si pone immediatamente».
Oggi, ha ribadito Passera, «mettiamo sul tavolo oltre 2 miliardi, il resto verrà».
Possono gioire i pendolari siciliani, anche se la strada è ancora lunga (fine lavori nel 2020). Il prossimo passo per rendere le ferrovie siciliane più «europee», dovrà essere la stipula del Contratto di servizio con Trenitalia.
Davide Guarcello
La Sicilia -
Venerdì 01 Marzo 2013 I FATTI Pagina 10 

Conto alla rovescia per il destino del Ponte sullo Stretto di Messina. Alla mezzanotte di oggi...

Roma. Conto alla rovescia per il destino del Ponte sullo Stretto di Messina. Alla mezzanotte di oggi scade infatti il termine per l'atto aggiuntivo tra la concessionaria Stretto di Messina e il contraente generale Eurolink (guidato da Impregilo) e se le due società non raggiungeranno un accordo, naufragherà con esso anche il «sogno» del Ponte. Per ora, ha spiegato il ministro Corrado Passera, non ci sono stati «segnali concreti» e «quindi la scadenza andrà non rispettata».
«In novembre abbiamo fatto un decreto legge che fissava le condizioni a cui si poteva tenere aperto il progetto» e ci si è dati 4 mesi (cioè fino al primo marzo) per riformulare l'accordo con il contraente generale, ha spiegato Passera: ma al momento, non essendoci alcuna novità, è improbabile che il termine venga rispettato e, di conseguenza accadrà quanto prevede la legge, cioè il contratto siglato nel 2006 tra Stretto di Messina e Eurolink decadrà. Anche perchè il governo ha deciso martedì di non prorogare il termine del primo marzo come invece richiesto dal contraente generale. Si sta quindi per abbassare il sipario su un'opera costata dal 1981 (anno di costituzione della società Stretto di Messina) ad oggi circa 300 milioni tra ricerca e sviluppo, stato di fattibilità, progettazione e bando di 4 gare internazionali.
Un progetto che ha preso forma nel lontano 1968 (quando l'Anas bandì un concorso internazionale di idee per la realizzazione di un collegamento stabile tra Sicilia e continente), ma che si è concretizzato negli ultimi 10 anni, a partire dall'approvazione del progetto preliminare da parte del Cipe nell'agosto 2003. Un'opera ambiziosa (una campata unica da 3,3 km che ne farebbe il ponte più lungo al mondo; con 6 corsie stradali e due binari), discussa e contestata: bloccata dal governo Prodi nel 2006 (con l'esclusione del ponte dalle priorità del programma dell'esecutivo), ma poi «resuscitata» da Berlusconi nel 2008, fino all'avvio della progettazione definitiva nel 2010.
Il 2 novembre scorso, però, il governo Monti ha chiesto alle due società di recepire una serie di clausole tra cui la sospensione dell'opera per due anni senza che si debbano pagare all'appaltatore penali per i ritardi. Una decisione contestata da Eurolink, che ha subito dichiarato il recesso del contratto e impugnato davanti al Tar l'opposizione della Stretto di Messina al recesso. Nel caso in cui oggi non si arrivi alla firma, Eurolink sarà risarcita solo di alcune decine di milioni - dicono fonti ministeriali - per gli studi di fattibilità e le spese del progetto. Sulla vicenda, tuttavia, si aprirà un confronto in sede giurisdizionale. Mentre per la Stretto di Messina andrà fatto un decreto per la sua liquidazione.
Contro il rischio di uno stop al Ponte, in cui sperano gli ambientalisti, hanno alzato la voce ingegneri e architetti di tutto il mondo che ieri, con un'inserzione sulla stampa, hanno chiesto di non disperdere «un patrimonio di conoscenze altrimenti impensabili».
Enrica Piovan
La Sicilia - Venerdì 01 Marzo 2013 I FATTI Pagina 10 

venerdì 1 marzo 2013

La stazione «dimenticata». «Qui il treno non fischia più»

Siracusa tagliata fuori dal Contratto di sviluppo fra Regione e Ferrovie dello Stato.
Si firma oggi a Roma il Contratto istituzionale di sviluppo fra Regione e Ferrovie dello Stato (le quali, ancorché privatizzate, restano comunque "dello Stato"). E' un primo passo avanti per la Sicilia. Dopo anni di stasi. Ma ancora una volta Siracusa rimane tagliata fuori. Gl'interventi previsti dal Cis rimangono limitati al "triangolo magico" Palermo-Messina-Catania. Anzi, per il prossimo 11 marzo sono previsti ulteriori tagli. Stavolta di treni regionali. Anche perché sulle lunghe percorrenze rimane poco da tagliare.
Intanto, la stazione centrale e lo scalo merci Pantanelli stanno morendo. E il silenzio è calato sul deragliamento di un vagone letto in manovra, fra la centrale e lo scalo, il 18 gennaio scorso. Mentre nel Centro-Nord sfrecciano le Frecce rosse e d'argento e gli Italo.
La ferrovia è ormai l'emblema consolidato della vergogna di questa classe politica siciliana. Siracusana in particolare. Una classe politica autoreferenziale, preoccupata soltanto della propria sopravvivenza, del proprio attaccamento alle poltrone dei singoli e nulla più. E inoltre, cosa ancor più grave, tace anche il sindacato.
Qualche "attenuante" potrebbe anche esserci per il sindacato. Magari il sindacato è impegnato in problemi ancor più gravi di quello della ferrovia: i posti di lavoro che diminuiscono sempre più, per esempio. Non ci sono invece attenuanti di sorta per la politica. Per quella regionale e territoriale innanzi tutto. Da parte di questa politica, finita la propaganda elettorale, è silenzio su tutto il fronte. Silenzio dal presidente della commissione regionale per le Attività produttive dell'Assemblea regionale, Bruno Marziano. Il quale anzi considera la questione ferroviaria "una battaglia persa" per Siracusa. Silenzio dal deputato regionale Enzo Vinciullo. Silenzio dal grillino new entry di Siracusa, Stefano Zito. Silenzio da tutti.
Intanto Trenitalia taglia. Non sono mancati i reclami dei passeggeri per il deragliamento del 18 gennaio. Anche perché quel vagone letto, rimasto danneggiato dal deragliamento, non è stato sostituito. E quel treno per Roma è partito senza vagone letto. Alla faccia dei passeggeri che per il vagone letto avevano prenotato e pagato.
Dopo il primo reclamo c'è stato pure il sollecito per una risposta. Ma la risposta non è arrivata. E non arriva. Arriva invece la notizia dei nuovi tagli previsti dal! l'11 marzo con il nuovo orario estivo. «ll treno è sempre stato veicolo di civiltà. Non soltanto di passeggeri e merci - sottolinea Liliana Gissara di Italia nostra -. Il suo progressivo abbandono in Sicilia, in provincia di Siracusa soprattutto, è segno della nostra progressiva perdita di civiltà».
SALVATORE MAIORCA
La Sicilia - Giovedì 28 Febbraio 2013 Siracusa Pagina 30 

Crocetta: «Chiederò commesse per Carini» oggi la firma con rfi, domani incontro con fincantieri

Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, che oggi a Roma firmerà il Contratto di servizio con Stato e Rfi per gli investimenti sulla rete ferroviaria dell'Isola, punta ad un Accordo di programma che riservi alle industrie siciliane di materiale rotabile, l'AnsaldoBreda e la Keller di Carini, una quota delle commesse da realizzare.
L! o ha detto ieri lo stesso Crocetta ai sindacati dei metalmeccanici, che sollecitano un intervento della Regione per il rilancio produttivo del polo ferroviario. Il prossimo 18 aprile, fra l'altro, il tribunale fallimentare di Cagliari si pronuncerà sulla proposta di concordato per evitare il fallimento della Keller. Fondamentale sarà la disponibilità di documenti che attestino la possibilità di riattivare la produzione nella fabbrica siciliana.
Ieri, nel corso di un altro incontro con i sindacati, si è appreso che Crocetta e l'assessore alle Attività produttive Linda Vancheri domani incontreranno l'A. d. di Fincantieri, Giuseppe Bono, per chiedergli di assegnare maggiori carichi di lavoro allo stabilimento navalmeccanico di Palermo.
Si è appreso, però, che la serie di ricorsi che hanno bloccato l'aggiudicazione della ristrutturazione dei bacini di carenaggio galleggianti da 19 e 52 mila tonnellate, è stata allungata da un ricorso presentato da una terza impresa, la ! Ergom, nella gara per l'impianto da 19 mila tonnellate. Gara p! er la quale Fincantieri potrebbe presentare un ulteriore ricorso, dopo l'esito dell'udienza di metà marzo relativa al bacino più grande.
michele guccione
La Sicilia - Giovedì 28 Febbraio 2013 Prima Palermo Pagina 27 

giovedì 28 febbraio 2013

Contratto Istituzionale di Sviluppo per la realizzazione della direttrice ferroviaria Messina-Catania-Palermo












L'incognita sui tagli. Il Contratto di Servizio: l'importanza del trasporto ferroviario in Sicilia

In riferimento all’incognita sui tagli che Trenitalia attuerà in Sicilia a partire dall’11 marzo 2013, desideriamo intervenire considerato che, tale questione, deve trovare immediata soluzione anche in considerazione delle drammatiche conseguenze che si registreranno a breve, dal punto di vista sociale ed economico per tutti gli utenti del trasporto ferroviario.
Non comprendiamo le scelte che, il sindaco dei siciliani Crocetta e l’assessore ai trasporti e alla mobilità Bartolotta, hanno intrapreso, infatti, anziché chiudere definitivamente il capitolo sul trasporto ferroviario sottoscrivendo con Trenitalia il Contratto di servizio, assicurando così ai Siciliani quanto gli spetterebbe di diritto; hanno pensato bene di sottoscrivere il contratto sugli interventi strategici per le infrastrutture siciliane con Rete Ferroviaria Italiana, non tenendo conto che la priorità era garantire e salvaguardare il trasporto ferroviario. Di certo loro non la pensano così!
Con l’attuazione dei Decreti Legislativi 422/97 e 400/99), il trasporto regionale e locale diviene competenza esclusiva delle regioni. Sono queste ultime a scegliere un concessionario, anche con gara d'appalto europea, ed erogare ogni anno i contributi per il servizio universale. A tutto questo fanno eccezione le Regioni a statuto speciale (Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia) che hanno rifiutato di ricevere il trasferimento di competenze. Di conseguenza i servizi ferroviari di queste Regioni sono rimasti di competenza diretta dello Stato.
Quasi tutti i contratti di servizio sono stati sottoscritti a Roma il 7 settembre 2009 con affidamento diretto a Trenitalia ed alcuni a seguito di gara europea. Da un comunicato della Regione Sicilia del 13 settembre 2011 apprendiamo che la giunta regionale aveva dato il via libera all’Accordo di programma con il Ministero che, di fatto, spianava la strada alla sottoscrizione del Contratto di servizio con Trenitalia. Ma ciò non è ancora avvenuto. Tale sottoscrizione avrebbe consentito alla Regione Sicilia di attuare una programmazione dei servizi più vicina alle reali esigenze dell’utenza e del territorio.
Trenitalia, con la sua Divisione Passeggeri Regionale, fornisce il servizio di trasporto ferroviario regionale su tutto il territorio italiano. Le Regioni decidono quali e quanti servizi intendono acquistare, stipulando con Trenitalia un vero e proprio contratto, della durata di 6 anni ulteriormente rinnovabili per altri 6. Con il contratto si definisce la Carta dei Servizi, un sistema di valutazione e monitoraggio della qualità dei servizi.
 In ogni caso sono le Regioni a stabilire i prezzi dei biglietti e degli abbonamenti, e a fissare nei contratti di servizio i livelli minimi di qualità (puntualità, pulizia, informazioni, ecc.) che il gestore deve erogare. Se tali obiettivi non vengono raggiunti, la Regione applica delle penali, detraendo tale importo dal corrispettivo che deve pagare a Trenitalia. Le penali sono utilizzate da molte regioni come strumento a favore dei pendolari abbonati, trasformando le risorse decurtate in sconti sugli abbonamenti futuri.
Giosuè Malaponti - Coordinatore Comitato Pendolari Siciliani

Il treno è in ritardo ma non lo dicono

La stazione «dimenticata». Ore 9: tutti sbagliati gli annunci sul convoglio in arrivo da Roma.

Stazione di Siracusa, ieri mattina alle nove. C'è gente, non tanta in verità, che aspetta il treno delle 9,30 in arrivo da Roma. Nessun annuncio del convoglio in arrivo. La gente comincia a chiedersi: vuoi vedere che siamo alle solite, col treno in ritardo? Poi un annuncio, dieci minuti prima dell'orario previsto. Lo speaker rende noto che il treno delle 9,30 in arrivo da Roma arriverà sul binario due. Passano le 9,30. Silenzio. Finalmente un annuncio: il treno delle 9,30 in arrivo da Roma arriverà sul binario tre anziché sul binario due.
Passano i minuti. Passa anche l'addetto ai rifornimenti per vagoni letto e cuccette, con il carrellino di lenzuola, coperte e altro. Ma va dritto al binario 4. Qualcuno dei pochi in attesa lo segue. Un addetto ai lavori saprà bene dove andare... E l'unico treno atteso è quello da Roma.
Passano altri minuti. Seguono altri annunci. Sempre uguali: il treno delle 9,30 da Roma arriverà sul binario tre anziché sul binario due. E si aspetta.
Ore 10,30. Arriva un treno. Sul binario 4. Ma senza alcun annuncio. E la gente aspetta sempre lì: marciapiedi del binario tre. Si ferma il treno sul binario 4. Un altro annuncio: «Il treno da Roma - eccetera eccetera - arriverà sul binario tre anziché sul binario due».
Intanto, dal treno sul binario 4 cominciano a scendere i primi passeggeri. La gente s'insospettisce: vuoi vedere che è quello il treno da Roma? Qualcuno si avvia al binario 4. Altri seguono a ruota. E in effetti, quello sul binario 4 era il treno delle 9,30 proveniente da Roma. Con buona pace degli annunci. E nel silenzio sul ritardo. Ebbene, poco male per l'incidente. Però «una domanda sorge spontanea», come diceva Catalano: ma che organizzazione è?
Intanto, domani la Regione firma l'atteso Contratto di sviluppo con le Ferrovie dello Stato. Ma tutti gl'interventi previsti sono bloccati nel «triangolo magico» Palermo-Messina-Catania. Per Siracusa è inutile attendere.

SALVATORE MAIORCA
La Sicilia Mercoledì 27 Febbraio 2013 Prima Siracusa, pagina 35

Addio al Ponte sullo Stretto il governo revoca la concessione

Da venerdì requiem definitivo per il Ponte sullo Stretto. Risarcibili 300 milioni. Attaguile: usare fondi privati. Realacci: la farsa finisca

Palermo. Il Consiglio dei ministri non ha concesso la proroga rispetto al termine perentorio del prossimo 1 marzo, entro cui la società "Stretto di Messina Spa" e il general contactor "Eurolink" avrebbero dovuto presentare l'atto aggiuntivo per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Visto che, come ha illustrato il ministro delle Infrastrutture, Corrado Passera, «il contraente generale è receduto dal contratto poiché lo scorso mese di novembre ha impugnato davanti al Tar del Lazio la nota con cui "Stretto di Messina Spa" si opponeva al recesso», sono venute meno «le condizioni necessarie per l'emanazione di un decreto legge per la proroga del termine per la stipula dell'atto aggiuntivo».
La costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina era stata congelata con un'apposita norma inserita nel decreto legge di stabilità varato a novembre e trasformato in legge nel dicembre 2012, concedendo tempo fino all'1 marzo per presentare al Cipe il progetto definitivo ed indicare le fonti di finanziamento. Tempi tecnicamente troppo ristretti. «Nel caso in cui - si legge al comma 8 del provvedimento - l'atto aggiuntivo... non venga stipulato entro il termine perentorio dell'1 marzo 2013, sono caducati, con effetto dalla data di entrata in vigore del decreto legge 2 novembre 2012, n. 187, tutti gli atti che regolano i rapporti di concessione, nonché le convenzioni ed ogni altro rapporto contrattuale stipulato dalla società concessionaria... ».
ll governo Monti come eventuale risarcimento all'Impregilo, capofila di una cordata internazionale di imprese, ha stanziato 300 milioni di euro. Una somma ritenuta poco congrua. Si prevede un lungo contezioso che è difficile stimare quanto potrà costare alle casse dello Stato, mentre la Sicilia e il Sud d'Italia saranno private di un'avveniristica infrastruttura.
Per Francesco Attaguile, presidente dell'associazione "Hub Sicilia internazionale", «non si può consentire al governo Monti di penalizzare la Sicilia così pesantemente. Caso mai, dica che il Ponte non si può realizzare con fondi pubblici, ma privati. Ci sono parecchi investitori stranieri pronti a farlo. Il Ponte è fondamentale per lo sviluppo della Sicilia e del Meridione. I cinesi, per esempio, sono pronti ad investire e gestire il porto di Augusta per 99 anni, ma senza un collegamento stabile sullo Stretto che consenta alle merci di risalire verso il centro Europa non avrebbero alcun interesse. La Sicilia e i suoi porti sono strategici per il flusso delle merci provenienti dall'estremo oriente. Stanno raddoppiando la portata del canale di Suez per consentire il transito delle mega-portacontainer per le quali è antieconomico raggiungere i porti del Nord».
Di parere contrario, Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd: «La farsa del Ponte sullo Stretto di Messina deve finire. Non si possono sprecare, tanto più visto il difficile momento, risorse pubbliche per un'opera dall'utilità estremamente dubbia. E' un bene, quindi, che il Consiglio dei ministri abbia desistito e deciso di non procedere alla proroga del termine perentorio dell'1 marzo 2013». Per Realacci, pertanto, «dal primo marzo si dovrà procedere alla liquidazione della società "Stretto di Messina Spa", mettendo finalmente fine ad una vicenda durata e costata già troppo».

Lillo Miceli Mercoledì 27 Febbraio 2013 Il Fatto, pagina 9

Battaglia contro i mulini a vento Ponte addio.

Non avrei mai voluto scriverlo perché questo giornale si batte da 50 anni per la realizzazione sullo Stretto di Messina del ponte più lungo del mondo: 3.300 metri a campata unica, lavoro per 30 mila persone per dieci anni nelle regioni con il più alto tasso di disoccupazione. Torri di sostegno di 400 metri, più alte della Tour Eiffel, con dentro ristoranti, alberghi e uffici, treni veloci che passano su quel ponte. Un sogno che va in frantumi, ma soprattutto una speranza per la Sicilia che si perde nell'incomprensione generale. Un'opera considerata a torto come voluta da Berlusconi e quindi politicamente da affossare con tutti i mezzi. Gli ingegneri italiani costruiscono ponti nel mondo, ma non qui, non in Sicilia. A questo punto non vale niente la legge del 1971 che istituì la società Stretto di Messina con l'incarico di realizzare il Ponte, non vale più perché il governo uscente ha revocato con arroganza la concessione invece di lasciare la questione al subentrante, non vale più il bando di gara internazionale vinto da una cordata di grandi imprese: l'Italia è un Paese che non rispetta i patti e nemmeno se stessa. Non vale più l'interesse del mondo per il ponte contro un'orda di voci contrarie a tutto, al Ponte, alla Tav Torino-Lione, al rigassificatore di Porto Empedocle. Non si può fare la battaglia contro i mulini a vento, ma non l'abbandoniamo. I sogni possono tornare.

La Sicilia Mercoledì 27 Febbraio 2013 Prima Pagina, pagina 1

domenica 24 febbraio 2013

Ritirati da Trenitalia i tagli di marzo?

Secondo alcune indiscrezioni dagli ambienti sindacali, sembra che i tagli previsti da Trenitalia in Sicilia dall'11 marzo 20113, sarebbero stati  tutti ritirati. Speranzosi che ciò si avveri, cogliamo l'occasione per ringraziare i sindacati per il buon lavoro svolto.

mercoledì 20 febbraio 2013

Infrastrutture. In città i tecnici del ministero. Tram, presto le prove della prima linea

Palermo. La Giunta comunale ha esaminato ieri un tema importante che costituisce un passo in avanti per l'attivazione della tramvia. Si tratta della formalizzazione del «soggetto esercente»: essendo operativa una sola azienda di trasporto pubblico, ovvero l'Amat, l'Amministrazione dovrebbe aver raggiunto la fumata bianca.
«Questo atto formale - spiegano dalla Sis - è un tassello fondamentale per lo sviluppo del sistema di trasporto pubblico integrato. Consentirà la definizione del cosiddetto "Piano di esercizio" da sottoporre alla commissione ministeriale dell'Ustif (ufficio speciale trasporti a impianti fissi, ndr)». Dopodomani, infatti, i tecnici dell'Ustif verranno in città per verificare se ci sono le condizioni tecniche necessarie ad attivare la Linea 1 (Roccella-Stazione Centrale) fino a piazza Scaffa, in modo da rispettare la promessa del sindaco («entro il prossimo Festino gireremo in tram»).
Una volta nominata l'Amat quale «soggetto esercente» del servizio tram, si potrà finalmente definire il piano di esercizio (orari, frequenza, fermate, ecc.) da seguire. Da ciò deriverà anche il meccanismo di selezione dei conducenti dei mezzi, nonché le prove di pre-esercizio su circuito elettrificato: serviranno a mettere a punto i 17 tram «Bombardier» e a raggiungere il chilometraggio minimo richiesto (2.000 km) per ottenere il nullaosta all'esercizio. Sui conducenti, il ministero deciderà quante ore di teoria e di pratica dovranno prevedere i corsi di abilitazione. Una volta scelti i potenziali conducenti (quasi certamente personale Amat) inizieranno nel giro di qualche mese i corsi teorici e pratici. «Gli esami sono difficili. Bisognerà sperare - dicono ironicamente dalla Sis - che tutti vengano promossi, in modo che l'Ustif rilasci loro il patentino. Se ci sarà qualche "bocciato", i tempi potrebbero dilatarsi».
L'Ustif, inoltre, si pronuncerà anche sui requisiti che deve avere il «direttore d'esercizio», quel tecnico indispensabile per i sovrappassi pedonali costruiti sulla circonvallazione. Una volta definiti, il Comune potrà nominarne uno; in questo modo si potrà riattivare il servizio ascensori nel sovrappasso «Emiri» - sospeso il 5 novembre scorso - e inaugurare il sovrappasso «Uditore» (all'altezza del «Palazzo dei sogni»), spegnendo contestualmente i sottostanti semafori a chiamata. Intanto si attendono gli espropri per iniziare i lavori anche sul terzo e ultimo sovrappasso che collegherà via Nave a via La Loggia. «Entro maggio - aggiungono dalla Sis - speriamo di ottenere anche gli espropri delle aree di piazza Scaffa, in modo da iniziare le lunghe operazioni di demolizione del vecchio "Ponte delle Teste mozze" sul fiume Oreto, che sarà sostituito con uno dal design ultramoderno».
Intanto il Comune, a fronte dei 30 milioni avanzati dalla Sis per lavori già svolti nel 2012, ha deliberato il pagamento di 4,2 milioni di euro per gli Stati di avanzamento dei lavori numeri 43 e 44. La Giunta, infine, ha approvato in via definitiva il Piano di utilizzo dei fondi Cipe, assegnati nel 2009 ma non ancora impegnati. In totale si tratta di 150 milioni di euro: 69 gestiti dalla Regione per la discarica di Bellolampo; 4 per la ristrutturazione del ponte Oreto; 17,5 all'Amg per l'illuminazione urbana; 18,6 per la manutenzione straordinaria e messa in sicurezza di 4 edifici comunali; 14,9 per l'adeguamento strutturale di 8 scuole; e 20 all'Amat per potenziare il trasporto urbano.


davide guarcello
La Sicilia - Martedì 19 Febbraio 2013 Palermo Pagina 24

lunedì 18 febbraio 2013

Senza treni

Una settimana tutta da raccontare quella appena trascorsa, con diversi spunti interessanti che meritano delle sottolineature.
Si comincia con la discesa in campo del commissario straordinario del Comune che, esauriti gli incontri istituzionali, ha cominciato la sua attività e come debutto ha scelto il Consiglio comunale. Un bell'esordio, non c'è che dire, ma non tanto per lui quanto per i soliti consiglieri comunali che alla prima difficoltà hanno fatto cadere il numero legale. Un dejàvù che si sperava fosse passato di moda, invece si torna all'antico, con i consiglieri che hanno poi pensato bene di tirare per la giacca il commissario con una serie di problemi che sono quelli di sempre, stantii e improponibili.
Ma il commissario ha fatto vedere il suo modus operandi il giorno dopo quando, su un allarme lanciato dalla circoscrizione Tiche a proposito del viadotto a Targia che potrebbe essere in condizioni pericolose, ha immediatamente disposto un sopralluogo dei tecnici comunali, si è presentato con loro per vedere l'importanza del problema, quindi ha disposto una perizia di un tecnico dell'università di Catania. Impressionante operosità per una città che fra il dire e il fare ha sempre fatto trascorrere anni. Bravo commissario.
Ma l'argomento più allettante della settimana giunge dal fronte dei treni. La Sicilia, ultima fra le regioni italiane, sta per sottoscrivere il! contratto di servizio. E subito si è pensato a un salto di qualità nei collegamenti ferroviari, anche perché si parla di alta velocità light (come dire un tarocco dell'alta velocità con il marchio, ma con servizio non adeguati). E invece scopri che gli unici vantaggi li avranno le tratte Catania-Messina, Palermo-Messina e Palermo-Catania. Il resto non solo non sarà migliorato, ma sarà ulteriormente penalizzato con il taglio di alcune corse locali.
Pochi minuti e, lancia in resta, ecco partire il deputato regionale Enzo Vinciullo. Incontra il presidente della Regione e chiede lumi. Poi, come spesso gli accade, distratto da altre mille emergenze, si lancia nelle nuove avvenuture con comunicati stampa e prese di posizione. Ovvero nulla di concreto. E, contemporaneamente lotta in casa sua, nel Pdl dove è maggioranza, ma non riesce a convincere neppure con la forza dei numeri l'ormai ex maggioranza e vive un momento di dissociazione ambientale che non fa bene nè alle sue azioni né al Pdl, sempre più frazionato in tanti rivoli.
Ma la vicenda treno è appetibile, ci si aspetta dunque che intervengano altri deputati regionali e parlamentari nazionali. Ma anche in questo caso nulla di tutto questo. I nostri eroi sono scomparsi da anni dalla vita politica cittadina, a meno di chiedere voti sotto le elezioni.
Interviene invece il presidente della Provincia, Nicola Bono, anche lui con parole dure che fanno pensare a un'azione decisa, pronti a ridimensionare ogni intenzione quando torna alla mente il Treno del Barocco. Se non riusciamo a far ripartire neppure quello come pretendiamo di fare la guerra alle Ferrovie?
Ma dato che spesso piove sul bagnato ecco che da Roma giunge una ipotesi di lavoro per la Sicilia: realizzare una bretella di collegamento fra il porto di Augusta e l'aeroporto di Comiso. Bella come idea, non c'è che dire, se non fosse che per i treni di Siracusa e Ragusa sarebbe il colpo di grazia. Mentre l'ultima chicca è di un consigliere comunale che, per aggirare il problema collegamenti ferroviari propone la creazione, a Siracusa, di un aeroporto turistico.
Nessun commento, ma l'invito a meditare sulla nostra classe politica.
Nuccio Schillirò

La Sicilia - Domenica 17 Febbraio 2013 Prima Siracusa Pagina 29 diario

I tagli di 105 collegamenti ferroviari nell'Isola

Studenti e lavoratori pendolari protestano contro Trenitalia
Mazara. «La decisione di Trenitalia di tagliare ben 105 collegamenti ferroviari in Sicilia, a partire dal prossimo 10 marzo, è miope e penalizza fortemente migliaia di pendolari, tra cui tantissimi studenti che quotidianamente utilizzano i trasporti ferroviari per recarsi nelle proprie scuole e che adesso si troveranno appiedati». A dichiararlo è stato il mazarese Leandro Bianco, portavoce regionale della Rete degli Studenti Medi il quale ha stigmatizzato in particolare il taglio di alcune corse del collegamento ferroviario Palermo-Trapani, e viceversa, del quale usufruiscono quotidianamente numerosi pendolari, non solo studenti ma anche lavoratori dei comuni della Provincia. «La cosa più assurda - ha scritto Bianco - è che questa decisione volta ad attuare un piano di risparmi dell'Azienda è arrivata proprio quando si parlava di rafforzamento e ammodernamento della rete ferroviaria siciliana. Qualche mese fa infatti il presidente della Regione Crocetta parlava di un progetto di sviluppo, in accordo con Trenitalia, di alcune linee regionali con collegamenti ferroviari ad alta velocità e della possibilità per esempio di spostarsi da Palermo a Catania in soli 90 minuti. Per questo - ha concluso Bianco - chiediamo al presidente Crocetta e a tutto il governo regionale di adoperarsi immediatamente per salvaguardare gli studenti pendolari siciliani».
F. M.

La Sicilia - Domenica 17 Febbraio 2013 Trapani Pagina 35

Troppi scippi


“Abbiamo deciso di partecipare alla manifestazione indetta da Italia Nostra perché la vicenda Ferrovie è stata e rimane al centro della nostra azione mirata alla difesa del territorio e del lavoro”.
Lo hanno detto Paolo Sanzaro, segretario provinciale della Ust Cislì, e Roberto Getulio, segretario provinciale del presidio Fit, commentando la loro presenza al sit in che si è tenuto ieri mattina all'interno della stazione ferroviaria del capoluogo.
«La Cisl provinciale, insieme con la Fit - hanno aggiunto Sanzaro e Getulio - si trovano da sempre in prima fila per denunciare i continui scippi che sono stati perpetrati al trasporto ferroviario locale. Nel libro bianco che abbiamo realizzato e diffuso poco più di un anno fa, abbiamo ripercorso la storia dei treni da e per la nostra città; un lungo stillicidio di corse e tratte soppresse che, dal prossimo marzo, si allungherà ancora».
«Noi - hanno concluso i due sindacalisti della Cisl - continuiamo a dire basta a questi continui scippi, in attesa che la politica, sempre troppo impegnata in continue campagne elettorali, si adoperi seriamente per scongiurare questo ulteriore distacco della provincia, e del sud est siciliano, dal resto del Paese».

La Sicilia - Domenica 17 Febbraio 2013 Siracusa Pagina 31

domenica 17 febbraio 2013

Tratta ferroviaria Alcantara-Randazzo presto sarà attivato un tavolo tecnico

Gaggi. Si è tenuta la conferenza sull'ipotesi di riattivazione della tratta ferroviaria Alcantara-Randazzo, alla presenza dell'assessore regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, Antonino Bartolotta, del presidente della Rete ferroviaria italiana Dario Lo Bosco, del Presidente del Parco fluviale dell'Alcantara, Bruno De Vita, dei sindaci della municipalità! ospitante Francesco Tadduni, di Graniti, Marcello D'Amore, di Motta Camastra, Andrea Scarpignato, di Malvagna, Rita Mungiovino, di Roccella Valdemone, Antonino Pillera, di Giardini Naxos, Nello Lo Turco, degli assessori dei comuni di Taormina e Calatabiano.
«Su proposta congiunta - ammette Tadduni - del Presidente della Rfi e dell'Assessore Bartolotta, nei prossimi giorni, verrà attivato, all'assessorato regionale delle Infrastrutture, un tavolo tecnico che vedrà la presenza degli enti interessati, attraverso il quale verranno vagliate tutte le ipotesi dibattute per giungere, entro tempi rapidi, alla redazione di un piano finanziario che consentirà di prendere una decisione definitiva sul percorso da intraprendere. Un ringraziamento particolare a Bartolotta, già sindaco del comune di Savoca, questo per tutti noi rappresenta la certezza di poter contare su una persona che conosce le peculiarità del nostro territorio».
Alessandra Iraci Tobbi

La Sicilia - Sabato 16 Febbraio 2013 Messina Pagina 35

sabato 16 febbraio 2013

RIPRENDIAMO IL TRENO E LE STAZIONI tenutasi sabato 16 febbraio alla stazione di Siracusa e in tutte le stazioni d’Italia

SIRACUSA – Il Comitato Pendolari Siciliani, con il coordinatore Giosuè Malaponti, si ritiene alquanto soddisfatto della prima iniziativa messa in campo dal C.I.U.FE.R. (Comitato Italiano Utenti delle Ferrovie Regionali), un’associazione spontanea di cui fanno parte decine di Comitati di Pendolari del treno e molti cittadini che hanno a cuore le sorti del trasporto ferroviario regionale. All’iniziativa ha preso parte la sezione di Siracusa di Italia Nostra. Questa prima iniziativa di mobilitazione prevedeva a scala nazionale il presenziamento delle stazioni ferroviarie da parte dei pendolari, degli utenti e delle associazioni e dei singoli cittadini sensibili alla Vertenza. Si è trattato di una mobilitazione inedita per la simultaneità dell’evento in centinaia di stazioni d’Italia.
Non ci serve bloccare i treni, afferma Giosuè Malaponti coordinatore del Comitato Pendolari Siciliani, per questo ci sta pensando la classe politica con il loro silenzio ed il totale disinteresse alla problematica, oggi molto grave, viste le condizioni paventate da Trenitalia. Tornando sulla questione della “Vertenza Ferrovie Regionali” si allega il file diramato a livello nazionale.
Basta con i proclami e le svolte epocali, è ora che la politica regionale pensi veramente a produrre risultati concreti ed importanti, per fare uscire la Sicilia da questa gogna di arretratezza infrastrutturale in cui è stata rilegata da oltre 40 anni. 
Questi sono gli interrogativi ai quali desideriamo avere risposte:
Perché non è stato ancora attuato il Piano Regionale dei Trasporti e della Mobilità con i quattro Piani Attuativi (Aereo-Marittimo-Stradale-Ferroviario) approvati nel lontano 2004?
Perché la Regione Sicilia non ha mai realizzato uno studio intermodale per una mobilità sostenibile con più modi di trasporto?
Perché il Contratto di Servizio non è stato ancora presentato ai Comitati Pendolari e alle Associazioni dei Consumatori, a  differenza di quanto è avvenuto nelle altre regioni?
Perché non è stato ancora sottoscritto il Contratto di Servizio, visto già l’avvenuto passaggio delle competenze tra Stato e Regione Sicilia?
Perché l’assessore regionale ai trasporti Nino Strano non ha firmato il Contratto di Servizio il 7/09/2009 a Roma assieme a tutte le altre regioni d’Italia?
Perchè in tutti questi anni la Regione Sicilia non ha voluto, viste le nostre pressanti richieste, incontrare i Comitati dei Pendolari Siciliani, almeno, per capire quali fossero le esigenze primarie per soddisfare e realizzare un trasporto pubblico ferroviario efficiente ed efficace?
Perché la Regione Sicilia e gli assessori ai trasporti pro-tempre non sono intervenuti a tutela dei cittadini siciliani, viste le soppressioni di treni e i consistenti ritardi che Trenitalia opera a danno dei Siciliani giornalmente?
Non bastano i proclami, occorrono i fatti che i Siciliani non hanno ancora visto.
Alla luce delle nuove norme europee, entrate in vigore il 4 dicembre 2009, con il “Nuovo Regolamento dell'Unione Europea sulla tutela del Consumatore nei servizi di Trasporto Ferroviario”, che i Siciliani faranno valere per denunciare lo stato attuale in cui versa il  trasporto pubblico ferroviario siciliano, carente sia nella qualità che nelle infrastrutture.               
Occorre tutta l’attenzione del presidente Crocetta e di tutta la classe politica regionale a far sì che non siano sempre le fasce sociali più deboli e di conseguenza la società in generale a piangerne le conseguenze. Quando invece, un’attenta politica ai fabbisogni del territorio “mobilità e infrastrutture”, dovrebbe garantire pari dignità e diritti ai suoi cittadini.                  
Cosa intende fare la Regione Sicilia in materia di trasporto pubblico ferroviario? E come pensa di arginare il problema dei tagli ai treni?
Chiediamo ancora una volta un incontro urgente al presidente Crocetta per rappresentare, con dati alla mano, le carenze del trasporto ferroviario siciliano, e per fare presente le nostre proposte da inserire nel Contratto di Servizio che dovrà essere firmato al più presto per garantire la mobilità ed un trasporto efficiente ed efficace ai siciliani e subito dopo pensiamo alle infrastrutture ferroviarie più urgenti e necessarie per l’Isola.

Giosuè Malaponti – Coordinatore Comitato Pendolari Siciliani

Crocetta blocchi le soppressioni dei treni anche Catania penalizzata nelle linee interne

La Filt Cgil Catania, con il segretario generale Carmelo De Caudo e il responsabile delle Attività Ferroviarie Lino Pellegrino, denuncia quanto già esposto in materia di tagli ai treni regionali. Continua infatti - rileva il sindacato - la politica unilaterale di riduzione dell'offerta commerciale in Sicilia e sulla nostra provincia da parte di Trenitalia; questa in Sicilia sopprime 78 treni che corrispondono al 20% dell'offerta complessiva e a circa 1.800.000 Km treno in meno su base annua. Penalizzate soprattutto le linee interne, i collegamenti per Modica, Siracusa, Caltanissetta, Gela, ma anche alcuni collegamenti sulla dorsale Messina-Siracusa. In una fase storica che vede a causa della crisi lo spostamento di utenti dal sistema di trasporto individuale (automobile) al sistema ferroviario, la Filt Cgil di Catania denuncia «la latitanza delle istituzioni regionali che non avendo firmato il Contratto di Servizio non possono esercitare il controllo sulla quantità e qualità dell'offerta commerciale. «Auspichiamo un intervento del presidente della Regione - sottolineano De Caudo e Pellegrino - ci aspettiamo che intervenga bloccando urgentemente le soppressioni e attivando il confronto con sindacati e associazioni dei pendolari; un percorso propedeutico alla ratifica del contratto di servizio con Trenitalia indispensabile per assicurare la mobilità ferroviaria richiesta dai siciliani». In caso contrario, verrebbe proclamato uno stato di agitazione, «a difesa dei lavoratori e del diritto alla mobilità dei cittadini».                                                                                                         La Sicilia - Venerdì 15 Febbraio 2013 Cronaca Pagina 39 

venerdì 15 febbraio 2013

Treni soppressi, nel dettaglio, dall'11 marzo 2013


Mentre la Regione annuncia la sottoscrizione del "Cis" (il contratto istituzionale di sviluppo) sui prossimi investimenti infrastrutturali di Rfi in Sicilia, Trenitalia invece si appresta a tagliare 105 treni regionali sui circa 500 in circolazione. I tagli nel trasporto ferroviario dell'Isola, che scatteranno a partire dal prossimo 11 marzo 2013. Questi i treni nel dettaglio:


Vertenza Ferrovie Regionali "RIPRENDIAMO IL TRENO E LE STAZIONI"

Sabato 16 febbraio 2013 ore 10.00 - Stazione Centrale di Siracusa e in tutte le stazioni d’Italia
Il Comitato Pendolari Siciliani, con il coordinatore Giosuè Malaponti, prenderà parte alla stazione centrale di Siracusa, all’iniziativa promossa dal CIUFER (Comitato Italiano Utenti delle Ferrovie Regionali), un’associazione spontanea di cui fanno parte decine di Comitati di Pendolari del treno e molti cittadini che hanno a cuore le sorti del trasporto ferroviario regionale. All’iniziativa nazionale del CIUFER, hanno aderito Italia Nostra sezione di Siracusa, Legambiente e ALBA (Alleanza per il Lavoro, i beni comuni e l’Ambiente).
Ci si incontrerà presso la stazione di Siracusa per discutere, per proporre, per organizzare nuove iniziative coordinate, per sensibilizzare, per attivare azioni utili a ridare slancio e dignità al trasporto ferroviario regionale.
La prima iniziativa di mobilitazione a scala nazionale prevede il presenziamento delle stazioni ferroviarie da parte dei sindaci, delle associazioni e dei singoli cittadini sensibili alla Vertenza, Si tratta di una mobilitazione inedita per la simultaneità dell’evento in centinaia di stazioni d’Italia.
Non bloccheremo i treni, al contrario invitiamo tutti a viaggiare su un treno regionale in giornata anche per un breve tragitto, in modo da riempire tutti i treni e le stazioni.
Dibattiti, letture di poesie e brani di letteratura, distribuzione di volantini, discussioni sui temi della Vertenza avranno luogo in tutte le stazioni. Chiederemo ai politici candidati di firmare la nostra vertenza, dicendo loro che vigileremo sui loro comportamenti in sede di governo.
Più numerosi saremo, maggiori saranno l’effetto mediatico e il sostegno alla vertenza.
I documenti di riferimento sono disponibili sul sito web: www.classactionromanettuno.org/.

Giosuè Malaponti – Coordinatore Comitato Pendolari Siciliani

Trasporti. Soppresso il collegamento su binari. Ragusa e Gela perdono il treno

Due treni che collegano la provincia di Ragusa a quella nissena saranno eliminati dal prossimo 15 marzo. Continua, dunque, inesorabile il processo di smantellamento del patrimonio ferroviario locale. Quest'ultimo provvedimento di Trenitalia, che elimina in Sicilia ben 105 collegamenti ferroviari, ancora una volta non ha risparmiato il territorio ragusano. Sarà eliminata la coppia di treni, pari e dispari, che collega Ragusa a Gela (i "pari" sono i treni che partono da Ragusa verso altre destinazioni, i "dispari" quelli che provengono da altre province e sono diretti a Ragusa).
E' un colpo al "cuore" del traffico ferroviario dei pendolari che viaggiano fra le due province. I treni in questione sono il 12851, che parte da Gela alle 14.40 e arriva a Ragusa un'ora dopo e a Modica alle 16.00, e il 12854, il serale che riparte da Modica alle 19.30 e arriva nella città nissena intorno alle 20.45. Quest'ultimo collegamento era un "predestinato" alla cancellazione: di recente aveva subito un cambiamento di orario, che aveva già creato non pochi disagi agli utenti. Da metà marzo la provincia di Ragusa avrà solo tre coppie di collegamenti ferroviari, cioè tre treni pari e tre dispari. Gli unici superstiti, del chirurgico smantellamento di collegamenti ferroviari, che è in! iziato 15 anni fa, sono il treno Modica-Comiso e Comiso Modica, il Gela-Modica e Modica- Gela (che parte dalla città nissena alle 9 e riparte da Modica alle 12) e il Modica-Gela e Gela - Siracusa (il primo parte dalla città iblea alle 14.20, mentre il secondo parte da Gela alle 17 e 40).
"Se si guarda a quel che rimane di collegamenti ferroviari a disposizione del territorio - spiega il rappresentante della Cub trasporti, Pippo Gurrieri - e soprattutto, se si fa caso agli orari di partenza e arrivo di questi ultimi treni, si capisce come la nostra provincia stia diventando sempre più isolata dal resto del mondo. E soprattutto si percepisce come Trenitalia punti in definitiva alla chiusura della nostra tratta". Una constatazione amara quella di Gurrieri che insieme ai rappresentanti istituzionali e politici locali, martedì 19 febbraio parteciperà alla riunione con l'assessore regionale alle Infrastrutture Bartolotta. L'incontro era stato richiesto a margine della commissione provinciale sulla Mobilità che si era tenuta ci! rca 10 giorni fa alla Provincia, indetta dal Commissario straordinario dell'ente di viale del Fante. La riunione era stata allargata ai deputati (presenti Vanessa Ferreri e Nello Dipasquale). "L'assessore Bartolotta ci riceverà martedì mattina, in un orario ancora da confermare, - spiega l'on. Dipasquale - e in questa occasione ribadiremo le nostre richieste, che mirano soprattutto a garantire il trasporto ferroviario al servizio dell'aeroporto di Comiso. Su questa istanza c'è l'impegno totale dell'assessore Bartolotta e del governo regionale".


Rossella Schembri
La Sicilia -Venerdì 15 Febbraio 2013 RG Provincia Pagina 34