C'era una volta la stazione
ferroviaria di Acireale, punto di riferimento posto tra gli importanti centri
di Messina, Catania e Siracusa per il trasporto delle merci (in! particolare
agrumi) e per quello turistico, considerata la vicina presenza dello
stabilimento termale. C'era una volta, perchè oggi la situazione è del tutto
mutata. E sicuramente non in meglio. Di quella realtà è infatti rimasto ben
poco e la stazione, nel frattempo delocalizzata rispetto al centro cittadino,
ai giorni nostri serve più che altro un'utenza composta di pendolari (studenti
e lavoratori) provenienti o diretti a Catania. Una stazione che, a partire da
domenica 16 dicembre, subirà quello che ha tutto il sapore di un ulteriore
ridimensionamento. Il sito, infatti, verrà del tutto automatizzato e perderà
quindi l'ultima, per certi versi romantica, figura professionale che era
rimasta a rappresentare la grandezza di un tempo: il capostazione.
Quest'ultimo verrà soppiantato da un sistema automatico totalmente gestito da
una sala operativa (denominata Scc) a Palermo, che provvederà a svolgere tutte
le principali funzioni fin qui compiute dall'elemento umano, comp! resa la
gestione del traffico dei treni. Proprio ieri, i tecni! ci specializzati hanno
provveduto ad installare i nuovi tabelloni elettronici automatici che
segnaleranno arrivi, partenze e tempi di percorrenza.
Operazione che proseguirà anche nei prossimi giorni. Ultimi giorni di lavoro,
quindi, per il capostazione, alle prese con quadri di comando, bottoni e luci
di segnalazione, microfono per gli annunci dei convogli in arrivo e partenza.
La stazione, che già qualche anno fa aveva "perso" la biglietteria,
sostituita da una macchinetta erogatrice automatica, diventerà così ancora più
desolante, con la grande sala d'aspetto deserta, gli uffici vuoti, gli spazi
previsti per il front-office con le saracinesche tristemente abbassate. Gli
unici spazi "affollati" rimangono al momento quelli esterni riservati
al parcheggio delle auto dei pendolari. Viaggiatori che, da giorno 16, in tutta
fretta transiteranno dalla stazione, dopo avere prelevato e convalidato il
biglietto dall'apposita macchinetta, senza neanche poter s! cambiare un saluto
o una parola (o chiedere un'informazione) con il personale ferroviario. Anche questo
è un triste segnale dei tempi moderni. Mercoledì 05 Dicembre 2012
Catania (Provincia) Pagina 36 - Antonio
Carreca
Il blog raccoglie informazioni sul trasporto pubblico in genere, ed in maniera approfondita sul trasporto e le infrastrutture ferroviarie siciliane. Tutti i pendolari che si muovono in Sicilia con il treno possono segnalare disservizi, disagi, e/o suggerimenti sul nostro sito www.comitatopendolari.it, per migliorare le condizioni di trasporto. COLLABORA ANCHE TU...PER UN SERVIZIO MIGLIORE
sabato 8 dicembre 2012
martedì 27 novembre 2012
Treni fermi per furto di rame - Rubati cavi che «informano» sulla circolazione ferroviaria: blocco e disagi
La
Sicilia - Martedì 27 Novembre 2012 Prima Catania Pagina 25
Mattinata
da dimenticare, quella di ieri, per i viaggiatori e, più nel dettaglio, per i
pendolari che dovevano spostarsi in treno da e verso Catania in direzione o
provenienti da altre località della Sicilia.
Durante la notte precedente, infatti, una banda di ladri ha preso di mira il tratto ferroviario fra Ognina e Cannizzaro! , appropriandosi di un ingente quantitativo di cavi di rame, destinati ad essere «spellati» della guaina e rivenduti in quel mercato clandestino che, purtroppo, non conosce crisi e continua ad «incoraggiare», di conseguenza, questo genere di illegalità.
E' ovvio che anche questa volta non sono mancati i disagi, anche se, rispetto ad altre occasioni (strade al buio, telefoni muti, ascensori bloccati), stavolta i problemi sono stati di altro tenore. In pratica, come detto prima, è stata paralizzata l'attività ferroviaria, visto che i cavi sottratti sono necessari al funzionamento dei sistemi tecnologici per il controllo della circolazione.
Non a caso il furto è stato scoperto dalle squadre tecniche di Rete Ferroviarie Italiana, intervenuti in seguito alle anomalie registrate in sala operativa.
I tecnici hanno lavorato lungamente per ripristinare le condizioni di normalità anche per quel che riguarda la circolazione dei treni, ma in questi casi l'effetto domino è i! nevitabile e chi doveva spostarsi con il treno ha dovuto front! eggiare non poche difficoltà. Al punto tale che alle 12,30 il coordinatore del comitato pendolari, Giosué Malaponti, ha inviato una dettagliata nota in cui erano annotati i ritardi - lievi e consistenti (fino a ottanta minuti) - dei treni, tre dei quali sono stati soppressi: il Taormina-Catania delle 8,32, il Catania-Messina delle 6,45 e il Siracusa-Taormina delle 6,05, soppresso a Catania.
«Sta diventando sempre più difficile mantenere lo standard della puntualità dei treni in Sicilia - si legge in una nota dello stesso comitato - e nella stazione centrale di Catania i ritardi non si contano più: interruzioni, guasti agli scambi che bloccano la circolazione e ora anche il furto di rame. Non ci stancheremo mai di dire che Ferrovie in Sicilia è uguale a disservizi. E ciò nonostante le lamentele, i disagi e i disservizi che noi pendolari dobbiamo quotidianamente sopportare e sui quali non interviene mai nessuno a difesa dell'utenza. Non bastano i problemi ai locomotori ch! e molte delle volte restano in panne perché ormai vetusti, ci si mette anche il furto di rame a penalizzare ancor di più il trasporto ferroviario regionale. Dopo un'estate calda in tema ferroviario, fatta di ritardi e carenza di comfort, nonché di inefficienza relativa alla mancata tempestiva informazione alla clientela sia a bordo sia nelle varie stazioni, il trasporto ferroviario siciliano sembra proprio che abbia serie difficoltà a garantire l'efficienza e l'efficacia». c. m.
Durante la notte precedente, infatti, una banda di ladri ha preso di mira il tratto ferroviario fra Ognina e Cannizzaro! , appropriandosi di un ingente quantitativo di cavi di rame, destinati ad essere «spellati» della guaina e rivenduti in quel mercato clandestino che, purtroppo, non conosce crisi e continua ad «incoraggiare», di conseguenza, questo genere di illegalità.
E' ovvio che anche questa volta non sono mancati i disagi, anche se, rispetto ad altre occasioni (strade al buio, telefoni muti, ascensori bloccati), stavolta i problemi sono stati di altro tenore. In pratica, come detto prima, è stata paralizzata l'attività ferroviaria, visto che i cavi sottratti sono necessari al funzionamento dei sistemi tecnologici per il controllo della circolazione.
Non a caso il furto è stato scoperto dalle squadre tecniche di Rete Ferroviarie Italiana, intervenuti in seguito alle anomalie registrate in sala operativa.
I tecnici hanno lavorato lungamente per ripristinare le condizioni di normalità anche per quel che riguarda la circolazione dei treni, ma in questi casi l'effetto domino è i! nevitabile e chi doveva spostarsi con il treno ha dovuto front! eggiare non poche difficoltà. Al punto tale che alle 12,30 il coordinatore del comitato pendolari, Giosué Malaponti, ha inviato una dettagliata nota in cui erano annotati i ritardi - lievi e consistenti (fino a ottanta minuti) - dei treni, tre dei quali sono stati soppressi: il Taormina-Catania delle 8,32, il Catania-Messina delle 6,45 e il Siracusa-Taormina delle 6,05, soppresso a Catania.
«Sta diventando sempre più difficile mantenere lo standard della puntualità dei treni in Sicilia - si legge in una nota dello stesso comitato - e nella stazione centrale di Catania i ritardi non si contano più: interruzioni, guasti agli scambi che bloccano la circolazione e ora anche il furto di rame. Non ci stancheremo mai di dire che Ferrovie in Sicilia è uguale a disservizi. E ciò nonostante le lamentele, i disagi e i disservizi che noi pendolari dobbiamo quotidianamente sopportare e sui quali non interviene mai nessuno a difesa dell'utenza. Non bastano i problemi ai locomotori ch! e molte delle volte restano in panne perché ormai vetusti, ci si mette anche il furto di rame a penalizzare ancor di più il trasporto ferroviario regionale. Dopo un'estate calda in tema ferroviario, fatta di ritardi e carenza di comfort, nonché di inefficienza relativa alla mancata tempestiva informazione alla clientela sia a bordo sia nelle varie stazioni, il trasporto ferroviario siciliano sembra proprio che abbia serie difficoltà a garantire l'efficienza e l'efficacia». c. m.
Etichette:
acireale,
cannizzaro,
comitato pendolari,
disagi,
disservizi,
giosue malaponti,
pendolari infuriati,
pendolari siciliani,
treni fermi furto di rame
Bilancio delle soppressioni e dei ritardi del 26 novembre 2012

Dopo la giornata campale di ieri per tutti i disagi e
disservizi subiti da tutta l’utenza che giornalmente si sposta da Siracusa a
Messina e viceversa, ho ritenuto opportuno e doveroso completare il report di
tutti i ritardi e delle soppressioni dell’intera giornata di ieri, lunedì 26
novembre 2012. Questi i risultati: - I treni monitorati sono stati 48, di
questi ne sono stati soppressi 11 per un
totale complessivo di 610 km/treno non effettuati. Dei restanti 37 treni, il
ritardo complessivo accumulato è di circa 1200 minuti pari a 20 ore. Di certo,
ore di lavoro e/o di studio perse, appuntamenti saltati, coincidenze con altri
mezzi di trasporto perse e chissà quante altre disavventure. Desidero mettere
in rilievo come gli utenti del trasporto ferroviario si basino
molto sull’orario di trasporto per effettuare scelte, non solo di viaggio,
ma di vita, arrivando ad organizzare i ritmi di lavoro in base
all’attuale offerta di trasporto ferroviario. Ritengo doveroso sottolineare,
ancora una volta, facendo riferimento alla Carta dei Servizi, di Rete
Ferroviaria Italiana, che manca del tutto la tempestiva informazione all’utenza
in tutte le stazioni, molte delle quali impresenziate (senza Capi Stazione) e
senza alcun servizio. Considerato che dal 18 dicembre prossimo le ultime
stazioni ancora presenziate quali quella di Alcantara, Giarre-Riposto e
Acireale verranno definitivamente chiuse, occorre certamente nell’immediato
sapere quale tipo di servizio verrà offerto alla clientela. All’utente non
importa sapere di chi sia la competenza, se di Rete Ferroviaria o di altre
società ferroviarie, ma interessa solo avere utili e tempestive informazioni
per la propria mobilità.
Giosuè
Malaponti - Coordinatore Comitato Pendolari
Etichette:
1200,
610,
acireale,
alcantara,
bilancio,
comitato pendolari,
giarre-riposto,
giosue malaponti,
km,
km/treno,
messina,
minuti,
pendolari siciliani,
rete ferroviaria italiana,
ritardi,
siracusa,
soppressioni,
treno
lunedì 26 novembre 2012
Ritardi e soppressioni penalizzano i pendolari
"Sta diventando sempre più difficile mantenere lo
standard della puntualità dei treni in Sicilia". A protestare è il
Comitato pendolari siciliani, che lamenta i tanti disagi e disservizi delle
ferrovie regionali, in modo particolare sulla tratta Me-Ct-Sr. "Nella
stazione centrale di Catania – prosegue il coordinatore dei pendolari Giosuè
Malaponti, i ritardi non si contano più: interruzioni, guasti agli scambi che
bloccano la circolazione, e ci mancava anche il furto di rame". Non ci
stancheremo mai di dire Ferrovie in Sicilia? Uguale disservizi. Un connubio che
in Sicilia sembra sempre di più rafforzarsi nonostante le lamentele, i disagi e
i disservizi che noi pendolari dobbiamo quotidianamente sopportare, e sui quali
non interviene mai nessuno a difesa dell’utenza. Non bastano i problemi ai
locomotori che molte delle volte restano in panne perché ormai vetusti, ci si
mette anche il furto di rame a penalizzare ancor di più il trasporto
ferroviario regionale. Dopo un'estate calda in tema ferroviario, fatta di
ritardi e carenza di comfort, e di inefficienza relativa alla mancata
tempestiva informazione alla clientela sia a bordo che nelle varie stazioni, il
trasporto ferroviario siciliano sembra proprio che abbia serie difficoltà a
garantire l’efficienza e l’efficacia. E non solo comunque per colpe proprie
legate alla gestione ed alla soppressione di molte tratte. Da oramai un paio di
anni si sta verificando il fenomeno dei furti di rame lungo la linea
ferroviaria, condizione che finisce con il bloccare o rallentare i treni. Di
puntualità, già in tempi di assoluta normalità, non se n'è vista figurarsi se
in queste condizioni può essere garantita. Chi rimborserà le ore di lavoro o di
studio perse ai pendolari? Questa la situazione dei ritardi e delle
soppressioni nella prima mattinata:
Treni Messina - Catania -
Siracusa
Treno n. 8575 delle ore 5.20 da Taormina a Siracusa ritardo 52 minuti
Treno n. 3865 delle ore 5.25 da Messina a Siracusa ritardo 41 minuti
Treno n. 8577 delle ore 06.47 da Fiumefreddo a Bicocca ritardo 28 minuti
Treno n. 12865 delle ore 5.50 da Messina a Catania ritardo 28 minuti
Treno n. 8579 delle ore 7.12 da Taormina a Catania ritardo 35 minuti
Treno n. 12867 delle ore 6.45 da Messina a Catania ritardo 53 minuti
Treno n. 8581 delle ore 8.32 da Taormina a Catania soppresso
Treno 12869 delle ore 8.00 da Messina a Catania ritardo 41 minuti
Treno n. 8575 delle ore 5.20 da Taormina a Siracusa ritardo 52 minuti
Treno n. 3865 delle ore 5.25 da Messina a Siracusa ritardo 41 minuti
Treno n. 8577 delle ore 06.47 da Fiumefreddo a Bicocca ritardo 28 minuti
Treno n. 12865 delle ore 5.50 da Messina a Catania ritardo 28 minuti
Treno n. 8579 delle ore 7.12 da Taormina a Catania ritardo 35 minuti
Treno n. 12867 delle ore 6.45 da Messina a Catania ritardo 53 minuti
Treno n. 8581 delle ore 8.32 da Taormina a Catania soppresso
Treno 12869 delle ore 8.00 da Messina a Catania ritardo 41 minuti
Treni Siracusa - Catania -
Messina
Treno n.
12866 delle ore 5.10 da Catania a Messina in anticipo di 4 minuti
Treno n. 12868 delle ore 5.46 da Catania a Messina ritardo 5 minuti
Treno n. 8576 delle ore 6.00 da Catania a Fiumefreddo ritardo 10 minuti
Treno n. 3866 delle ore 5.05 da Siracusa a Messina ritardo 80 minuti
Treno n. 12870 delle ore 6.45 da Catania a Messina ritardo soppresso
Treno n. 12868 delle ore 5.46 da Catania a Messina ritardo 5 minuti
Treno n. 8576 delle ore 6.00 da Catania a Fiumefreddo ritardo 10 minuti
Treno n. 3866 delle ore 5.05 da Siracusa a Messina ritardo 80 minuti
Treno n. 12870 delle ore 6.45 da Catania a Messina ritardo soppresso
Treno
n. 8580 delle ore 6.05 da Siracusa a Taormina soppresso a Catania
Treno n. 3868 delle ore 6.30 da Siracusa a Messina ritardo 42 minuti
Treno n. 3870 delle ore 8.45 da Siracusa a Messina viaggia con 42 minuti
Treno n. 3868 delle ore 6.30 da Siracusa a Messina ritardo 42 minuti
Treno n. 3870 delle ore 8.45 da Siracusa a Messina viaggia con 42 minuti
Giosuè
Malaponti - Coordinatore Comitato Pendolari
lunedì 15 ottobre 2012
La Stazione di Giarre-Riposto a dicembre chiude definitivamente
"Di
smantellamento delle ferrovie siciliane si è iniziato a parlare dopo i vari
assetti societari nel 2000 di Trenitalia e nel 2001 di Rete Ferroviaria Italiana.
Nel corso di questo decennio sono state chiuse tutte le piccole stazioni ed in
seguito smantellati quasi tutti i servizi nelle stazioni di Messina, Catania e
Siracusa per centralizzare tutto su Palermo. Alle denunce che in questi anni
abbiamo fatto, non è intervenuto mai nessuno a darci man forte. Abbiamo voluto
considerare che se questa fosse una scelta aziendale da parte di Rete
ferroviaria Italiana, dal nostro punto di vista non avevamo nulla da obiettare;
ma che qualcuno abbia deciso che le ferrovie ed il trasporto ferroviario in
Sicilia debba scomparire, questo è davvero inaccettabile. Sulla chiusura delle
stazioni il problema non è a Giarre-Riposto ma è molto più grave alla stazione
di Alcantara. Tutti i treni in transito della regionale e della passeggeri
proprio alla stazione di Alcantara effettuano le cosiddette soste tecniche dove
non è data la possibilità ai passeggeri di poter salire e/o scendere. Abbiamo
da almeno tre anni chiesto alla Direzione regionale di Trenitalia di
trasformare le soste tecniche in fermata, per dare l’opportunità agli utenti
del vasto comprensorio catanese-messinese (Calatabiano-Castiglione di
Sic.-Trappitello-Gaggi-Graniti-Francavilla e Giardini Naxos) che sono costretti
a raggiungere la stazione di Taormina parecchio distante e senza l’opportunità
di un comodo parcheggio. A queste nostre richieste Trenitalia non ha mai dato
risposte.
Negli
anni ci saremmo aspettai un’azione forte e mirata della politica, non solo
presso i vertici delle Ferrovie dello Stato ma soprattutto nei confronti
del proprietario unico del gruppo Fs che è il ministero del Tesoro.
Ciò
in tutti questi anni non è avvenuto ma non è mai troppo tardi.
Oggi
più che mai è il momento in cui tutta la politica siciliana debba riconoscere
il proprio “mea culpa” e cercare di recuperare le posizioni perdute in tutti
questi anni per garantire quella "continuità territoriale" e quel
"servizio pubblico" ferroviario che ci spetta di diritto' e che è
sancito dagli artt. 3, 16 e 117 della Costituzione".
Giosuè
Malaponti - Coordinatore Comitato Pendolari Siciliani
Etichette:
acireale,
alcantara,
calatabiano,
chiusura,
cisl giarre,
comitato pendolari,
consigliere patanè,
fiumefreddo,
giarre-riposto,
giosue malaponti,
pendolari siciliani,
rete ferroviaria italiana,
stazione
sabato 15 settembre 2012
La stazione centrale di Catania ed il fallimento del progetto di Centostazioni
Niente servizi alla clientela di
Trenitalia alla stazione centrale di Catania: bar, edicola, ufficio
informazioni turistiche chiusi ormai da troppo tempo.
La Mission di Centostazioni:-“Riqualificare,
valorizzare e gestire le stazioni ferroviarie situate nel cuore delle città.
Concepire i complessi ferroviari sia come nodi di interscambio dei diversi
sistemi di traffico e trasporto, che come centri urbani di attrazione, animati
dalla presenza di attività commerciali, terziarie e di comunicazione.
Questo denota il fallimento del
progetto e quindi della mission di Centostazioni, non tanto per il mancato
investimento da parte dei privati ma, quanto per i consistenti aumenti degli
affitti che Centostazioni ha richiesto ai vari imprenditori. Il risultato è
stato la chiusura di quasi tutti gli esercizi commerciali e di conseguenza la
perdita di parecchi posti di lavoro. E’ alquanto strana la politica commerciale
di Centostazioni, che di certo non può paragonare i costi degli affitti di
Catania con quelli di altre città; in considerazione del fatto che è stato
ridimensionato di oltre il 75 per cento il traffico dei treni a lunga
percorrenza per il nord e per logica è diminuito il numero dei passeggeri. Al danno subito per la
riduzione dei treni da e per il nord, alla beffa di non aver quel minimo di
servizi che dovrebbero spettarci di diritto.
Centostazioni punta a restituire
a cittadini, viaggiatori e frequentatori stazioni al massimo delle proprie
potenzialità. Poli multifunzionali, dotati di servizi utili e diversificati,
avendo sempre in primo piano l’obiettivo della massima soddisfazione dei
clienti: passeggeri e visitatori, fruitori e, pertanto, giudici della qualità
dei servizi offerti.
Le stazioni rinnovate perdono
l’aspetto di “Non Luoghi” per divenire luoghi di incontro e servizio più
sicuri, decorosi e accessibili. Opportunità sia per gli utenti, che per i
partner che scelgono le stazioni per le loro attività di vendita e iniziative
promozionali”
Giosuè Malaponti - Coordinatore Comitato Pendolari
Siciliani
Etichette:
bar,
catania,
centostazioni,
comitato pendolari,
edicola,
giosue malaponti,
informazioni,
pendolari siciliani,
servizi,
stazione centrale,
uffici,
utenti
mercoledì 8 agosto 2012
Spariti i 1970 milioni di euro per il raddoppio ferroviario Fiumefreddo-Giampilieri
Desidero
intervenire in relazione all’articolo di martedì 31 luglio dal titolo “Nessuno
storno di fondi dalla Giampilieri-Fiumefreddo”
Di
raddoppio e spostamento del tracciato ferroviario Fiumefreddo-Giampilieri, se
ne parla ormai da oltre 20 anni, quando i tecnici delle ferrovie presentarono
lo studio di massima che nel 1996 diventò progetto definitivo e fu inviato alla
Regione, da allora tante parole, pochi o nulla i fatti concreti ad oggi. Per il
completamento del raddoppio tra Fiumefreddo e Giampilieri, era stato stimato un
costo di 1.200 miliardi delle vecchie lire, di cui 500 miliardi già disponibili
fin dal Contratto di Programma 1994-2000. Nella seduta del 27 maggio 2005 il
CIPE ha approvato il progetto preliminare. Il costo dell’opera è di 1.970
milioni di euro totalmente finanziato da Contratto di Programma di RFI e dal
2010 scomparso da tutti i Contratti di Programma Quadro. Il completamento del
doppio binario tra Fiumefreddo e Giampilieri è necessario in primis per la
messa in sicurezza del tracciato esistente e successivamente per liberare i
territori rivieraschi da quella cintura ferroviaria che ne ha procrastinato lo
sviluppo turistico e commerciale. L’Accordo di Programma Quadro, stipulato il 5
ottobre 2001, tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero
delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione Siciliana ,
le Ferrovie dello Stato S.p.A. era finalizzato a realizzare il potenziamento
del trasporto ferroviario nella Regione Siciliana, che costituisce un elemento
indispensabile per accrescere la competitività del sistema produttivo regionale
e per contribuire al riequilibrio territoriale. Lentezze burocratiche,
incapacità di trovare un accordo, conflitti di competenza, sono aspetti che
hanno caratterizzato la pratica quotidiana del passato che per questo non è
certo rivelatrice di risultati positivi, compreso lo storno dei 1.970 milioni
di euro già finanziati dal 2005. Non è giusto che ci siano due Italie, quella
del Nord dove, anche con i nostri soldi, vengono incentivate e potenziate tutte
le tratte per i collegamenti fra le più grandi città, e l’altra quella del Sud
dove esiste un solo binario per collegare le province siciliane, e una parte di
questo ancora non elettrificato. Non è solo un problema di incentivazione e
potenziamento delle linee ferrate ma è anche la condizione in cui migliaia di
viaggiatori sono costretti a viaggiare. Occorre essere attenti e vigili alle
problematiche ed alle condizioni del trasporto pubblico in Sicilia, specie in
quello ferroviario, perché solo così potremmo finalmente far uscire definitivamente
la Sicilia da
quella gogna di arretratezza che la caratterizza da molti anni per le
disattenzioni della sua classe politica.
I
soldi c’erano e ci sono sempre stati, ma nessuno li ha spesi e dal 2010 sono
scomparsi da tutti i contratti di programma e quindi lo storno è evidente.
Di
raddoppio e spostamento del tracciato ferroviario Fiumefreddo-Giampilieri, se
ne parla ormai da oltre 20 anni, quando i tecnici delle ferrovie presentarono
lo studio di massima che nel 1996 diventò progetto definitivo e fu inviato alla
Regione, da allora tante parole, pochi o nulla i fatti concreti ad oggi. Per il
completamento del raddoppio tra Fiumefreddo e Giampilieri, era stato stimato un
costo di 1.200 miliardi delle vecchie lire, di cui 500 miliardi già disponibili
fin dal Contratto di Programma 1994-2000. Nella seduta del 27 maggio 2005 il
CIPE ha approvato il progetto preliminare. Il costo dell’opera è di 1.970
milioni di euro totalmente finanziato da Contratto di Programma di RFI e dal
2010 scomparso da tutti i Contratti di Programma Quadro. Il completamento del
doppio binario tra Fiumefreddo e Giampilieri è necessario in primis per la
messa in sicurezza del tracciato esistente e successivamente per liberare i
territori rivieraschi da quella cintura ferroviaria che ne ha procrastinato lo
sviluppo turistico e commerciale. L’Accordo di Programma Quadro, stipulato il 5
ottobre 2001, tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero
delle Infrastrutture e dei Trasporti,
Giosuè Malaponti – Coordinatore
Comitato Pendolari Siciliani
giovedì 26 luglio 2012
Nessun intervento della classe politica a salvaguardia del trasporto regionale ferroviario.
In
questi ultimi anni non si è fatto altro che parlare di tagli ai treni da e per
il nord da domenica 29 luglio Trenitalia taglierà in Sicilia 38 corse treno in
quasi tutte le relazioni. A questo annuncio sono intervenuti tutti, sindacati,
associazioni dei consumatori, pendolari, utenti, ma nessuna presa di posizione
c’è stata da parte della nostra politica siciliana. Solo un invito da parte del
Dipartimento trasporti della Regione inviatoci il 24 luglio per il 25 mattina,
quindi già a cose fatte e solo per cuna mera presa d’atto. Noi del Comitato
Pendolari Siciliani per protesta non abbiamo preso parte.
Ritornando
sui tagli è già da diversi anni che Trenitalia li mette in atto ad ogni cambio
orario (marzo-giugno-dicembre) per non parlare delle continue soppressioni che
giornalmente Trenitalia opera in tutte le relazioni siciliane. Che fine fanno
questi chilometri treno? Chi controlla sull’operato di Trenitalia, visto che il
contratto e tra il Ministero del Tesoro e Trenitalia? Ai politici di casa
nostra, vista l’eccellenza della nostra rete infrastrutturale
(strade-ferrovie), non importano i disservizi e i disagi che ormai sono
diventati normalità. Di certo ciò avviene con il silenzio e con la complicità di chi ci rappresenta
nelle sedi istituzionali palermitane e romane.
Alla politica
interessano i lanci di stampa, pagine di quotidiani, fiumi di inchiostro e,
spesso, a gran voce fanno sapere che si sta lavorando in questo o in
quell’altro progetto; che si stanno per realizzare aeroporti, ferrovie,
superstrade ma, di fatto, i siciliani ad oggi non hanno visto nulla del nuovo
scenario infrastrutturale annunciato proprio dagli stessi politici. Insomma,
tutto appare campato in aria, nulla di concreto o quasi arriva a prendere forma
nella nostra Sicilia.
Appare
evidente che, riguardo a queste decisioni, ci aspettiamo decise e concrete
prese di posizione da parte di tutta la classe politica siciliana, a cominciare
dalla Giunta regionale, dai presidenti delle Provincie e dai sindaci, per far
desistere il gruppo Ferrovie dello Stato da queste scelte che stanno
cancellando definitivamente il diritto alla continuità territoriale, alla
mobilità sostenibile e civile in una regione come la Sicilia.
Giosue
Malaponti – Coordinatore Comitato Pendolari Siciliani
Etichette:
comitato pendolari,
ferrovie,
giosue malaponti,
infrastrutture,
intervento,
ministero del tesoro,
pendolari siciliani,
politica,
sicilia,
tagli ai treni,
trenitalia
martedì 10 luglio 2012
L'Assessore Vecchio e i Convegni
In riferimento all’articolo di
domenica 8 luglio “Sinergia con università per cambiare i trasporti”, a pagina
7, prendo atto che è importante tenere
convegni con i vari professori universitari; prendo atto che gli attuali
contratti che la Regione
ha stipulato per il trasporto su gomma sono assai onerosi e, spesso, non
tengono conto delle esigenze dell’utenza ed è necessario ripensarli tenendo
conto dei reali bisogni della gente; prendo atto che anche al neo assessore non
interessa il trasporto e la mobilità ferroviaria dell’isola, almeno da quello
che leggo nell’articolo. Ciò nonostante, desidero sottoporre all’assessore
Vecchio, alcune nostre richieste che da anni abbiamo proposto all’assessorato
ed al dipartimento e per le quali abbiamo sempre ottenuto risposte vaghe, molte
delle volte nessuna risposta e altre volte scadono nello scaricabarile delle
competenze tra il dipartimento trasporti e la direzione regionale di
Trenitalia. Le problematiche che al momento affliggono decine di migliaia di
pendolari e di utenza siciliana che fruiscono del mezzo “treno” (da una vecchia
stima della Direzione regionale di Trenitalia sono oltre 50.000 i viaggiatori
che giornalmente utilizzano il treno per spostarsi in Sicilia ed oggi, visto il
caro carburante, di certo questi numeri son aumentati di un buon 30%) sono tante
e molto spesso non vengono prese in considerazione, quando invece se
opportunamente prese in coscienziosa considerazione da parte della cosa pubblica
potrebbero essere risolte con un nonnulla, ottenendo il miglioramento del
trasporto pubblico su rotaia, riportandolo cosi ad un trasporto efficiente ed
efficace.
Queste alcune delle
problematiche più urgenti: l’ottimizzazione degli orari, delle fermate e delle
percorrenze tra i treni in esercizio della lunga percorrenza con i treni della
direzione regionale, oggi diventata un’unica direzione; il contratto di
servizio tra Regione Sicilia e Trenitalia non ancora sottoscritto e presentato
ai comitati dei pendolari ed alle associazioni dei consumatori.
Queste a parer nostro sono le
prime cose che dovranno essere messe in atto per far uscire da quel ruolo di
egemonia del servizio di trasporto pubblico ferroviario Trenitalia. Tra l’altro,
in Sicilia Trenitalia è controllore di se stessa, non avendo il dipartimento
trasporti nessun potere di controllo sull’operato della stessa che, allo stato
attuale è regolamentato da un contratto di servizio con il Ministero del Tesoro.
Spero tanto che la sua
dichiarazione, “è il momento di mettere da parte le convenienze della politica
…, mi batterò fino all’ultimo giorno perché si possa voltare pagina”, possa
realizzarsi, tenuto conto che avrà poco tempo per poter realizzare interventi
di una certa levatura relativamente alle infrastrutture, e mi auguro che per la
mobilità, e parlo di quella ferroviaria, Lei possa fare tanto poiché occorrono semplici
piccoli interventi per eliminare disagi e disservizi che da anni affliggono i
pendolari ed i siciliani.
Giosuè Malaponti – Coordinatore
Comitato Pendolari Siciliani
Etichette:
assessore vecchio,
comitato pendolari,
convegni,
giosue malaponti,
infrastrutture,
ministero del tesoro,
pendolari siciliani,
trasporto pubblico
giovedì 21 giugno 2012
Iscriviti a:
Post (Atom)


