sabato 19 novembre 2011

Appello per salvare il trasporto pubblico: no al taglio delle risorse, no al taglio del servizio

Togliere risorse al trasporto pubblico (treni, autobus, metropolitane, ecc.) è un grave errore strategico poiché se da un lato viene limitato il diritto alla mobilità dei cittadini, dall’altro si aumentano i costi sociali legati a incidentalità, congestione ed inquinamento, si deprime l’economia e lo sviluppo economico e si causa un generale peggioramento della qualità della vita.

Al Presidente della Repubblica Italiana

Al Ministro dell’Economia

Al Ministro dei Trasporti

Signor Presidente, Signori Ministri,

sono quasi 3 milioni i cittadini che ogni giorno basano sulla disponibilità di mezzi di trasporto pubblici la loro possibilità di andare al lavoro, a scuola, all’università, e, in generale, a svolgere le loro più diverse attività.

Usare i mezzi pubblici non significa solo poter disporre di un modo economico per spostarsi dalla propria abitazione verso la destinazione prescelta, ma significa scegliere una modalità di trasporto in grado di coniugare con efficacia diversi importanti vantaggi: un minor inquinamento ambientale, un minor congestionamento delle strade, una minore incidentalità con i connessi alti costi sociali, per non citarne che alcuni. Nell’insieme, una mobilità collettiva efficiente è un fattore in grado di migliorare in modo sensibile la qualità della vita percepita dai cittadini.

La Manovra varata dal precedente Governo prevede per il 2012 ulteriori tagli nei trasferimenti alle Regioni, tagli che si abbattono, in particolare, sul trasporto pubblico mettendone in pericolo la stessa sussistenza, atteso che si parla di una riduzione del 75% delle risorse.

Attuare una simile misura impedirebbe da un lato a centinaia di migliaia di studenti e lavoratori di muoversi e dall’altro provocherebbe il caos poiché farebbe aumentare ulteriormente il traffico e la congestione delle nostre strade, che già in molti casi sono oltre il livello di guardia.

Per ovviare parzialmente ai tagli le Regioni non avrebbero altra scelta che aumentare in modo insostenibile il prezzo dei biglietti e degli abbonamenti, e questo nel bel mezzo di una crisi economica che erode stipendi e pensioni sempre più insufficienti a far fronte alle necessità quotidiane.

L’aumento dell’IVA al 21% ha portato inoltre un ulteriore aumento del costo della vita e in particolare dei trasporti, con un ulteriore effetto negativo sul potere d’acquisto dei cittadini, andando a colpire, proporzionalmente, le fasce più deboli, numericamente in costante aumento.

Anche le conseguenze dei tagli al trasporto pubblico sul sistema economico nel suo complesso sarebbero molto negative, abbiamo già accennato ai costi sociali dovuti a congestione, inquinamento e relative malattie, incidentalità, che già oggi costano al Paese ben 2 punti di PIL e che una più attenta politica in favore della mobilità collettiva e sostenibile potrebbe sensibilmente abbassare, liberando risorse per investimenti in grado di creare occupazione e migliore qualità della vita.

Impiegare risorse in trasporto pubblico e mobilità sostenibile non è un costo, ma un investimento che riveste un carattere anticiclico nei confronti di una crisi economica dalla quale sarà possibile uscire solo se saremo in grado di immaginare un futuro diverso e migliore della realtà in cui viviamo oggi. Non è giocando in difesa, ripiegati su noi stessi, così come prefigurerebbe appunto una politica di soli tagli, che potremo vincere le sfide della mondializzazione economica.

Pensiamo che la mobilità collettiva faccia parte di questa visione del nostro futuro, insieme ad una economia che punti con decisione sull’innovazione e sullo sviluppo sostenibile, ed è per questo che ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, ed a Voi, Signori Ministri dell’Economia e dei Trasporti, perché sia riconsiderata l’ipotesi di tagliare le risorse ad un settore non solo vitale per milioni di cittadini, ma dal quale l’economia potrebbe trarre grande impulso.

Confidando che questo appello non resterà inascoltato, rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, e ai Signori Ministri, il nostro sincero ringraziamento per l’attenzione prestata alla voce di milioni di cittadini.

Coordinamento Comitato Pendolari Italiani

Disagi sul treno Fiumefreddo-Bicocca: appello a Trenitalia

I pendolari che ogni mattina si servono del treno 8577 Fiumefreddo -Bicocca sono veramente stanchi di viaggiare come sardine e senza dignità sul treno locale. Il treno, di solito un Minuetto, parte alle ore 6.50 da Fiumefreddo e arriva nella stazione di Giarre-Riposto quasi semipieno, in questa fascia oraria a servirsi di questo treno in questa stazione siamo più di trecento fra lavoratori e studenti.
All'arrivo del treno c'è la corsa e la spinta per salire e cercare i posti a sedere oppure trovare un piccolo spazio nei corridoi. La situazione si aggrava ancora di più nelle stazione di Guardia ed Acireale perché anche qui si aggiungono altri cinquanta passeggeri, quindi muoversi lungo il treno è letteralmente impossibile.
Viaggiamo veramente peggio delle bestie. In barba alle norme di sicurezza. Se qualcuno ha un malore o qualcosa del genere sono guai. Si fa quindi appello a Trenitalia: invece di far partire il Minuetto, si attivi per fare partire un treno con almeno tre o quattro carrozze per eliminare così questa situazione di disagio.
Tutti i pendolari sperano che Trenitalia che sostiene di considerare l'ascolto del cliente come un fondamentale strumento per comprendere le esigenze di chi utilizza il treno al fine di rendere i servizi più efficaci e con meno disagi , accolga questa richiesta.

Gaetano Bonaventura -
  • Venerdì 18 Novembre 2011
  • Catania (Cronaca),
  • pagina 35

domenica 13 novembre 2011

Trasporto gratuito delle Forze dell’Ordine, all'ARS passa emendamento.

E’ stato accolto, dall’Assemblea Regionale Siciliana, un emendamento, anche a mia firma, che stanzia la somma di € 6.436.716,67 per il trasporto gratuito ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine nella Regione Sicilia per ragioni di servizio.
Ne da notizia il Vicepresidente della Commissione ‘Affari Istituzionali’ dell’Ars, On. Vincenzo Vinciullo, che, in più occasioni, aveva ribadito che l’assegnazione dei fondi, insufficienti a coprire le spese sostenute, ha costretto alcuni Comandi regionali delle Forze armate a bloccare l’accesso dei militari dipendenti a detto servizio, che è indispensabile per assicurare sicurezza ai Cittadini che viaggiano sulle linee di trasporto.
L’On. Vinciullo aveva, infatti, ravvisato, in Commissione Bilancio, la necessità di rivedere l’intero sistema legislativo che regolamenta la circolazione gratuita sui mezzi pubblici delle Forze dell’Ordine e, in attesa di modificare la legge in vigore, chiedeva al Governo di prendere impegno con le società di trasporto per onorare il costo del servizio reso, prevedendo una integrazione al Bilancio regionale, inserendo le somme necessarie tra pregresso e presente.
"Con l’emendamento presentato ed approvato in Aula, finalmente, le Forze dell’Ordine – ha concluso l’On. Vinciullo – potranno tornare ad utilizzare gratuitamente i mezzi pubblici per continuare la meritevole azione di contrasto alla criminalità e garantire la sicurezza dei cittadini."

martedì 19 luglio 2011

Sciopero trasporti, il 21 e 22 luglio disagi per chi viaggia.

Scatta giovedì 21 luglio lo sciopero nazionale di 24 ore nel trasporto pubblico locale e ferroviario. A proclamarlo unitariamente le sigle sindacali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast "a sostegno della vertenza per la sottoscrizione del nuovo contratto della Mobilità".

Sciopero del personale FS dalle 21.00 di giovedì alle 21.00 di venerdì 22 luglio 2011. Attivato il numero verde gratuito 800 892021.
Nell'ambito del trasporto regionale, saranno effettuati i servizi essenziali nelle fasce a maggiore mobilità pendolare, dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21 del 22 luglio.
Limitazioni e cancellazioni saranno tuttavia possibili anche prima e dopo la fine dello sciopero. Per info consultare anche:
- numero verde gratuito 800 892021, attivo dalle 14 di oggi, 20 luglio, fino alle 12 del 23 luglio 2011
- biglietterie
- uffici di assistenza delle stazioni ferroviarie
- agenzie di viaggi convenzionate con Trenitalia

martedì 12 luglio 2011

Emergenza trasporto ferroviario in Sicilia, Enzo Bianco ed i parlamentari del PD

Non possiamo tollerare che la Sicilia e il Sud d’Italia vengano lasciati al loro destino, abbandonati dall’Unione europea che non vuole più finanziare il sistema di trasporto del corridoio Berlino-Palermo mettendo a rischio anche la realizzazione e l’utilità del Ponte sullo Stretto; con le Ferrovie che investono solo al Nord e al centro del paese e in Sicilia, invece di migliorare la rete ferroviaria e assicurare l’alta velocità, tagliano collegamenti, eliminano treni a lunga percorrenza, non assicurano un minimo e decente servizio per i pendolari e pregiudicano pure il trasporto merci (- 46%); con l’aeroporto più importante del Meridione, quello di Fontanarossa, che senza lo spostamento della linea ferrata non può programmare il suo sviluppo; con la metropolitana di Catania che rischia di diventare una grande incompiuta perché vengono tagliati finanziamenti; con il progetto per il passante ferroviario di Catania che non si sa come e quando verrà realizzato completamente.

Ci vuole una forte azione per dire basta a questo stato di cose. Ne va del futuro di questa terra e dei nostri figli. Ognuno faccia la sua parte a cominciare dalla Regione Siciliana”. Enzo Bianco non ci sta ad assistere a questo progressivo ed inequivocabile disimpegno dello Stato nel trasporto ferroviario e nella realizzazione di infrastrutture e stamattina in conferenza stampa alla Stazione centrale di Catania – con i deputati nazionali del PD Marilena Samperi e Giovanni Burtone, il deputato regionale Giovanni Barbagallo, i consiglieri comunali di Catania Saro D’Agata, Pippo Castorina, Carmelo Sofia, Lanfranco Zappalà, Francesca Raciti – annuncia un’azione corale per dire “no” a quanto sta accadendo.

 “Presenterò una mozione in Senato che chiederò di firmare a tutti i senatori siciliani di qualsiasi schieramento”. Idem faranno Marilena Samperi e Giovanni Burtone alla camera dei Deputati; e così farà anche Giovanni Barbagallo all’Assemblea regionale, dove aveva già presentato una interrogazione qualche mese fa. Anche i consiglieri comunali presenteranno un ordine del giorno in Consiglio per impegnare il sindaco a farsi sentire col governo nazionale.

“Non possiamo stare con le mani in mano, occorre mobilitarsi – afferma Bianco -. Mi auguro che tutti i consiglieri comunali del PD di tutta la Sicilia presentino degli ordini del giorno su questo nei rispettivi consigli comunali e che la anche la società civile faccia sentire la sua voce. E’ inconcepibile che da Catania non ci siano in pratica collegamenti con Siracusa e con Agrigento, che i raddoppi delle linee Messina-Palermo e Messina-Catania non siano completati, che non ci sia una servizio pendolari, almeno da Giarre a Catania, efficiente, che il collegamento da Catania a Palermo prevede un viaggio dalle 4 ore e mezza alle 6 ore, eccetto uno che dura 3 ore ma che parte alle 15,30! Ed è inaccettabile – continua Bianco - che i progetti per velocizzare la tratta tra le due grandi città siciliane siano assolutamente vaghi.

Così come lo è il fatto che mentre la provincia di Bolzano, da sola, investe 58 ml di euro l’anno nel trasporto locale, la Regione Siciliana nel 2010 non ha investito un euro e non fa la sua parte”. C’è poi la questione del contratto di Servizio che Trenitalia non ha ancora firmato con la Regione, come invece è stato fatto in molte altre regioni e questo non permette di garantire i circa 53mila viaggiatori che ogni giorno usano il treno in Sicilia (contro gli oltre 500 mila della Lombardia), secondo i dati del rapporto “Pendolaria 2010” di Legambiente e le molte denunce da Giosué Malaponti, presidente del comitato pendolari siciliani.

“Mentre in qualsiasi Stato si cerca di far sviluppare le regioni più deboli, in Italia Il Sud viene lasciato ai margini – dice Samperi – Avevamo già presentato una interrogazione alla Camera, ma non c’è stata nessuna risposta. Il problema è che al di là degli investimenti, in Sicilia non si fa nemmeno la normale manutenzione. E poi crollano i ponti come sulla Catania-Gela mettendo a rischio anche le vite umane.

Giovanni Barbagallo qualche mese fa aveva già presentato una mozione in cui evidenziava che “sono stati chiusi gli uffici del personale capotreno a Catania, Messina, Caltanissetta e Castelvetrano, che il traffico ferroviario regionale è sempre più penalizzato e che le Ferrovie hanno di fatto privato la Sicilia dell’alta velocità” e aveva chiesto alla Regione di “intervenire nei confronti del governo” e “richiedere un incontro con il presidente della Rete ferroviaria Italiana Lo Bosco”. “Da anni – dice Barbagallo – aspettiamo il Piano regionale dei trasporti e c’è una sottovalutazione del problema. Il diritto alla mobilità è sacrosanto, ma è negato anche per l’inerzia del governo Lombardo su questo fronte. Spero che a questa iniziativa aderiscano anche le altre forze politiche”.

I dati presentati oggi sono allarmanti – dice Saro D’Agata – Si mette a rischio anche un moderno sistema di mobilità urbana a Catania. Chiederemo al sindaco di svegliarsi e di impegnarsi nei confronti del governo nazionale.

Conferenza Stampa alla stazione centrale di Catania - sabato 09 luglio 2011

domenica 3 luglio 2011

Gli aumenti silenziosi di Trenitalia, ma il servizio resta a binario morto (Lettera alle Istituzioni)

A due anni dalla presentazione alla Regione Siciliana di un piano di riorganizzazione delle tratte ferroviarie siciliane (luglio 2009), e a quattro anni di distanza dall’accordo stipulato nel giugno 2007, dall’assessore regionale ai trasporti pro tempore Dore Misuraca con Trenitalia, non abbiamo visto nessun miglioramento nel servizio ferroviario isolano.

In tale accordo l’assessore Misuraca conveniva e accordava a Trenitalia, a partire dal primo luglio 2007 l’aumento medio delle tariffe del 7%, mentre Trenitalia si impegnava, in funzione all’accordo, di aumentare i servizi ferroviari offerti in Sicilia, di acquistare nuovi mezzi e di ammodernare il parco mezzi rotabili esistenti.

Tenuto conto che già nel giugno 2007, un abbonamento mensile di 40 chilometri costava 44,00 euro, mentre dal 1 luglio 2011, per acquistare lo stesso abbonamento l’utente deve sborsarne 61,00 di euro. Facendo due piccoli conticini in cinque anni l’utenza siciliana si è visto aumentare il costo del trasporto ferroviario di 17,00 euro pari al 40% circa, compreso l’aumento di luglio 2011 di 4 euro tondi tondi.

In considerazione di questi aumenti, che puntualmente ogni anno il primo di luglio entrano in vigore, non riscontriamo il mantenimento degli impegni di Trenitalia per quanto riguarda l’acquisto di mezzi nuovi, l’ammodernamento dei mezzi rotabili ed il miglioramento complessivo del servizio fornito in tutta la regione.

Inoltre, desideriamo evidenziare ancora una volta che i pendolari siciliani stanno ancora aspettando il tanto annunciato “Contratto di Servizio” per il trasporto ferroviario in Sicilia. Contratto di Servizio che doveva essere la ”svolta epocale” a detta di qualche assessore regionale ai trasporti, ma è rimasto a binario morto nei meandri dell’assessorato e del dipartimento dei trasporti della Regione.

Non volendo fare altre considerazioni, alla luce di quanto previsto dall’art. 17 comma a, h, i e dall’art. 22 dello Statuto siciliano, chiediamo un intervento immediato ed urgente al presidente della regione On. Raffaele Lombardo affinché si realizzi il Contratto di Servizio, si intervenga sul miglioramento infrastrutturale della rete ferroviaria siciliana, evitando di rimanere imprigionati dai propri cosiddetti effetti annunci e che allo stato attuale, di fatto i siciliani ad oggi non hanno ancora visto nulla del nuovo piano dei trasporti ferroviari e del nuovo scenario infrastrutturale annunciato proprio dalla stessa politica.

Al Signor Presidente della Regione Siciliana On. Raffaele Lombardo

All’Assessore Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità c.a. Assessore Pietro Carmelo Russo

Al Dipartimento delle Infrastrutture e della Mobilità c.a. Dirigente Generale Avv. Vincenzo Falgares

Al Dipartimento delle Infrastrutture e della Mobilità Servizio 4° Trasporto regionale Ferroviario
c.a. Dott. Ignazio Coniglio

Agli Organi di Stampa

Oggetto: Gli aumenti silenziosi di Trenitalia, ma il servizio resta a binario morto.

Giosue Malaponti - Coordinatore Comitato Pendolari Siciliani