venerdì 25 dicembre 2009




















A nome del Comitato Pendolari, porgo i miei migliori auguri a quanti ci collaborano e ci sostengono nelle nostre civili battaglie, per renedere il trasporto pubblico più efficiente ed efficace.


AUGURI DI UN FELICE NATALE E DI UN PROFICUO 2010

Giosué Malaponti
Coordinatore Comitato Pendolari

martedì 22 dicembre 2009

Mentre l’Italia sfreccia in rosso, la Sicilia e i Siciliani vanno adagio

Il conto alla rovescia, gli annunci trionfali dell’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, e la presentazione di oggi dell’alta velocità che correrà da Torino per arrivare sino a Salerno in Freccia Rossa, dovrebbero far riflettere i siciliani e far arrossire tutta la nostra deputazione siciliana, in considerazione del fatto che la Sicilia, anno dopo anno, è stata sempre più tagliata fuori dagli ordinari investimenti infrastrutturali e anno dopo anno e treno dopo treno si è visto accorciare il trasporto universale da nord a sud e viceversa. Mentre l’Italia da Salerno a Milano correrà sui binari dell’alta velocità, mettendo in questo modo a disposizione di queste grandi città Milano, Firenze, Bologna, Roma, Napoli e Salerno una specie di metropolitana veloce, lunga oltre mille chilometri. Mentre l’Italia del centro nord sfreccia in rosso sui binari dell’alta velocità, la Sicilia arranca sui binari della lentezza infrastrutturale e su opere che da oltre quarant’anni non hanno ancora visto il loro completamento e mi riferisco alla dorsale tirrenica Palermo-Messina ed alla dorsale jonica Messina-Catania-Siracusa. Alla luce delle dichiarazioni di un mese fa del presidente delle Ferrovie dello Stato, Innocenzo Cipolletta, intervenuto a Palermo alle “Giornate dell'Economia del Mezzogiorno",il quale ha dichiarato:”I progetti per migliorare la qualità del sistema ferroviario siciliano ci sono ma quello che manca sono le risorse economiche”. Cosa ha fatto, cosa sta facendo e cosa vorrà fare la classe politica siciliana per ridurre questo enorme gap infrastrutturale tra nord e sud? Dal danno arrecato per la totale assenza di investimenti infrastrutturali, alla beffa per i continui tagli al servizio universale dei treni a lunga percorrenza tra nord-sud che dal cambio orario del 13 dicembre 2009 finirà per isolare sempre più la Sicilia dal resto del Continente. Considerato che la rete siciliana costituisce ancora la più estesa rete ferroviaria insulare del Mediterraneo e dell'Italia, ma è altresì tra le più obsolete a causa del fatto che le opere di ammodernamento, nell'ultimo secolo, sono state molto limitate. Ad esempio la ferrovia Palermo-Messina fu inaugurata nel lontano 1895, la linea Messina-Catania-Siracusa venne realizzata tra il 1867 e il 1871, la dorsale centrale, le cui inaugurazioni iniziarono già nel 1863 tra Palermo e Bagheria si conclusero nel 1885. La rete ferroviaria siciliana attuale è costituita da 1378 km di binari, nel dettaglio le linee elettrificate si estendono per un totale di 800 km, di cui a doppio binario 169 km. e a singolo binario 631 km., i restanti 578 km. sono a semplice binario e non ancora elettrificato. Con questi dati si può spiegare la grave e duratura disattenzione dei governi regionali e nazionali nei confronti della rete ferroviaria siciliana, le cui strade ferrate, tutte o quasi progettate e/o risalenti alla seconda metà dell'Ottocento, sono state ampiamente trascurate rispetto al resto della rete nazionale, ed hanno subito poche e limitate opere di riqualificazione. Occorre nell’immediato un’attenta programmazione e realizzazione di infrastrutture viarie e ferroviarie a breve e a medio termine e di una mobilità sostenibile regionale basata non sull’offerta ma sulla domanda da parte dell’utenza.

Giosuè Malaponti
Coordinatore - COMITATO PENDOLARI SICILIANI

vedi articoli quotidiani:
http://www.comitatopendolari.it/files/06%20dicembre%202009%20Torino-Salerno%20in%205%20ore%20e%2045.pdf

http://www.comitatopendolari.it/files/06%20dicembre%202009%20Il%20Premier%20l'Italia%20corre%20con%20l'alta%20velocita.pdf

mercoledì 16 dicembre 2009

Regolamento UE, 23 ottobre 2007, n. 1371 - "LE NORME UE SULLA TUTELA DEL CONSUMATORE NEI SERVIZI DI TRASPORTO FERROVIARIO"

E' in vigore, dal 4 dicembre 2009, il nuovo regolamento contenente le norme dell'Unione Europea sulla tutela del Consumatore nei servizi di Trasporto Ferroviario.

Regolamento (CE) n. 1371/2007 del parlamento europeo e del consiglio del 23 ottobre 2007 relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario - Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 3 dicembre 2007

Il Parlamento Europeo e il consiglio dell’unione europea, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 71, paragrafo 1,

vista la proposta della Commissione,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo,

visto il parere del Comitato delle regioni,

deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del trattato,

alla luce del progetto comune approvato dal comitato di conciliazione il 31 luglio 2007,

considerando quanto segue:

(1) Nel quadro della politica comune dei trasporti, è importante tutelare i diritti dei passeggeri in quanto utenti del trasporto ferroviario, nonché migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi di trasporto ferroviario di passeggeri per aiutare il trasporto su rotaia ad aumentare la sua quota

di mercato rispetto ad altri modi di trasporto.

(2) La comunicazione della Commissione «Strategia politica dei consumatori 2002-2006» stabilisce l’obiettivo di conseguire un livello elevato di protezione dei consumatori nel settore dei trasporti conformemente all’articolo 153, paragrafo 2, del trattato.

(3) Poiché il passeggero ferroviario è la parte debole del contratto di trasporto, è necessario che i suoi diritti siano tutelati.

(4) Tra i diritti degli utenti dei servizi ferroviari rientra la disponibilità di informazioni sul servizio di trasporto prima e durante il viaggio. Ove possibile, le imprese ferroviarie e i venditori di biglietti dovrebbero fornire tali informazioni in anticipo e quanto prima possibile.

(5) Prescrizioni più dettagliate in materia di comunicazione delle informazioni di viaggio saranno previste nelle specifiche tecniche di interoperabilità (STI) di cui alla direttiva 2001/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2001, relativa all’interoperabilità del sistema ferroviario convenzionale.

(6) Il rafforzamento dei diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario si dovrebbe basare sul sistema di diritto internazionale vigente in materia di cui all’appendice A — regole uniformi concernenti il contratto di trasporto internazionale per ferrovia dei viaggiatori e dei bagagli (CIV) della convenzione relativa ai trasporti internazionali per ferrovia (COTIF), del 9 maggio 1980, come modificata dal protocollo che modifica la convenzione relativa ai trasporti internazionali per ferrovia del 3 giugno 1999 (protocollo 1999). È tuttavia opportuno ampliare l’ambito di applicazione del presente regolamento e tutelare non solo i passeggeri del trasporto internazionale ma anche quelli del trasporto nazionale.

(7) Le imprese ferroviarie dovrebbero cooperare per agevolare il passaggio dei passeggeri del trasporto ferroviario da un operatore all’altro, con l’emissione, ove possibile, di biglietti globali.

(8) La disponibilità di informazioni e biglietti per i passeggeri del trasporto ferroviario dovrebbe essere agevolata adeguando i sistemi telematici in conformità di una specifica comune.

(9) Occorre portare avanti l’attuazione dei sistemi di informazioni di viaggio e di prenotazione in conformità delle STI.

(10) I servizi di trasporto ferroviario di passeggeri dovrebbero andare a vantaggio di tutti i cittadini. Di conseguenza, le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta, a causa di disabilità, età avanzata o per altre ragioni, dovrebbero poter accedere al trasporto ferroviario a condizioni comparabili a quelle degli altri cittadini. Le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta hanno diritto, al pari di tutti gli altri cittadini, alla libera circolazione, alla libertà di scelta e alla non discriminazione. Tra l’altro, si dovrebbe prestare particolare attenzione alla comunicazione alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta di informazioni concernenti l’accessibilità dei servizi ferroviari, le condizioni di accesso al materiale rotabile e i servizi offerti a bordo. Per assicurare ai passeggeri con menomazioni sensoriali un’informazione ottimale sui ritardi si dovrebbero usare, a seconda del caso, sistemi visivi ed acustici. Le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta dovrebbero poter acquistare il biglietto a bordo senza maggiorazione.

continua regolamento (vedi tutto)
http://www.comitatopendolari.it/files/04%20dicembre%202009%20Regolamento%20UE%20Le%20Norme%20sulla%20Tutela%20del%20Consumatore%20nei%20servizi%20di%20Trasporto%20ferroviario.pdf

mercoledì 9 dicembre 2009

NUOVI ORARI SULLA MESSINA-CATANIA-SIRACUSA DAL 13 DICEMBRE 2009

Ci pregiamo mettere online i nuovi orari che entreranno in vigore a partire dal 13 dicembre 2009. Per quanto riguarda l'esito dell'incontro di oggi con i Dirigenti di Trenitalia, i Dirigenti di Rete Ferroviaria Italiana, assenti i Dirigenti del Dipartimento Trasporti della Regione Siciliana, a breve metteremo online il resoconto dell'incontro odierno.

Intanto in allegato alla presente vi alleghiamo gli orari che entreranno in vigore il 13 dicembre 2009.

Link Orari:

http://www.comitatopendolari.it/files/13%20dicembre%202009%20Messina%20-%20Siracusa%20Nuovi%20Orari.PDF

http://www.comitatopendolari.it/files/13%20dicembre%202009%20Siracusa%20-%20Messina%20Nuovi%20Orari.PDF

giovedì 3 dicembre 2009

I Pendolari incontrano Trenitalia Spa

All’Assessore regionale ai trasporti Sen. Nino Strano

Al Direttore Dipartimento trasporti Regione Avv. Giovanni Lo Bue

Al Dirigente Area Trasporto ferroviario Dott. Ignazio Coniglio

Al Direttore della Direzione Regionale di Trenitalia Dott. Stefano Carollo

Al Direttore della Direzione Regionale di RFI Ing. Alfonso Belluccia

Agli Organi di Stampa

Ci pregiamo invitare le S.V. Ill.me, a partecipare all’incontro tra i pendolari della fascia ionica, la Direzione del Trasporto Regionale di Trenitalia e i Dirigenti di Rete Ferroviaria Italiana, che si terrà mercoledì 09 dicembre 2009 alle ore 15.00 alla Stazione Centrale di Catania presso l’Unità Territoriale 1° piano, per discutere sulle seguenti problematiche:

- Orari e percorrenze anno 2010;
- Ritardi e soppressioni dei treni 3889,12801 3856, tutt’ora soppressi;
- Mancata sottoscrizione del Contratto di Servizio;
- Circolazione e movimento dei treni nelle fasce orarie dei treni dei pendolari;
- Provvedere al miglioramento dei servizi a bordo e nelle stazioni, soprattutto in quelle impresenziate (Info arrivi e ritardi, climatizzazione, manutenzione dei mezzi, pulizia, igiene, comfort, etc...);
- Informazioni tempestive all’utenza sia a bordo treno che nelle stazioni;
- Rivisitazione dei tempi di percorrenza, e considerare la possibilità di modulare le frequenze delle corse dei treni regionali a quelle dei diretti;
- Situazione sul raddoppio ferroviario Fiumefreddo - Giampilieri;
- Considerare la possibilità di trasformare le soste tecniche in fermata alla stazione di Alcantara;
- Considerazioni sulle strategie anti-evasione della DTR di Trenitalia;
- Conoscere le strategie della Direzione regionale Sicilia di Trenitalia, rivolte al miglioramento e    all’incentivazione dei servizi ferroviari sulla relazione Messina-Catania-Siracusa.

Riteniamo opportuno che le Istituzioni, in collaborazione con i molti utenti del trasporto ferroviario, per eccellenza ecologico, incomincino a programmare un servizio più vicino all’utenza in generale ed in modo particolare all’utenza pendolare, e a tutelare il cittadino che giornalmente è costretto a fare enormi sacrifici per raggiungere il proprio posto di lavoro, studio e altro.
Non riteniamo giusto, che a piangerne le conseguenze per i disservizi creati da un trasporto pubblico ferroviario carente, sia nella qualità che nelle infrastrutture, siano sempre le fasce sociali più deboli e di conseguenza la società in generale, siamo convinti che da questo incontro, debba scaturire finalmente, un progetto comune da parte degli Enti Locali preposti, affinché si inizi veramente ad attuare quel Piano Regionale dei Trasporti che la Regione Siciliana ha realizzato nel 2004, ma che è rimasto a binario morto.
Il cittadino non si aspetta semplicemente di essere trasportato in condizioni sempre più sicure, desidera anche condizioni di trasporto semplici e flessibili, desidera inoltre, che i suoi diritti siano meglio tutelati.
L'utente vuole infine disporre di un trasporto pubblico efficiente ed efficace.

Certi della Vs. disponibilità e sensibilità a tali problematiche, porgo a nome del Comitato, cordiali saluti.

Giosuè Malaponti
Coordinatore - COMITATO PENDOLARI ME-CT-SR

L’Italia dei treni dei pendolari va a una sola velocità: in ritardo

Articolo tratto dal quotidiano la Sicilia di giovedì 03 dicembre 2009
(Maria Ausilia Boemi)

LEGAMBIENTE. Monitoraggio nazionale nell’ambito della campagna «Pendolaria»: puntualità miraggio da Milano a Palermo

E in Sicilia si viaggia tra convogli soppressi, sporchi o non climatizzati

CATANIA. E’ sempre più dura la vita dei pendolari ’Italia: mentre sfrecciano loro davanti (dove ci sono) i treni ad alta velocità che non li riguardano,sono costretti a trascorrere parte della loro giornata in spostamenti alle prese con continui ritardi – in Italia un treno pendolare ogni tre non viaggia in orario, come rilevato da Legambiente –, vagoni sporchi o non climatizzati adeguatamente, convogli soppressi e mancanza di un’informazione tempestiva agli utenti. Secondo un’indagine nell’ambito della campagna «Pendolaria 2009» di Legambiente – con rilevazioni effettuate nella fascia oraria dalle 7 alle 9,30 del 23, 24 e 25 novembre – su 1.216 treni monitorati, ben 430 – la maggioranza – hanno accumulato un ritardo superiore ai cinque minuti (quello ritenuto accettabile), solo 374 sono giunti in orario, i rimanenti 412 hanno avuto lievi ritardi.Il record di treni in ritardo spetta a Milano: alla stazione Cadorna sono arrivati in ritardo il 59% dei treni, a Milano centrale il 57%, a Roma Termini il 54% dei convogli.Seguono a ruota Palermo (con solo il 16% dei treni monitorati in orario, il 41% in ritardo di pochi minuti, il 43% in ritardo di oltre 5 minuti), Salerno (con il 37% dei convogli con ritardi superiori ai 5 minuti), Torino (con il 32% dei treni che hanno accumulato ritardi cospicui) e Messina (il 30% dei treni ha ritardi superiori alla soglia di tolleranza dei 5 minuti). Chiude la classifica la stazione di Genova Principe con «solo» il 18% dei treni in ritardo oltre i 5 minuti.E se il trofeo di «treno lumaca» spetta al regionale tra Albano Laziale e Roma (con una velocità media di percorrenza tra i 30 e i 36 km/h), non va meglio alla Sicilia:«Solo per fare un esempio di martedì – racconta il coordinatore del comitato pendolari Messina-Catania- Siracusa, Giosuè Malaponti, 13 anni di pendolarismo alle spalle – i primi 2 treni che trasportano molti pendolari sulla tratta da Messina a Siracusa hanno accumulato, rispettivamente,40 e 20 minuti di ritardo.Ci sono poi treni che giornalmente accumulano ritardi, come il 12819 che parte da Messina alle 12,10 e dovrebbe arrivare a Catania alle 14,10, ma che prima delle 14,24 non arriva quasi mai».Ma i pendolari non devono combattere solo contro i ritardi:«Ad esempio, dal 19 ottobre sono stati soppressi ingiustificatamente 2 treni sulla Messina-Catania-Siracusa:il 3889 che partiva per Siracusa da Messina alle 5,25 e il 12801 che partiva da Taormina alle 5,20 diretto a Catania. Al loro posto è stato attivato un altro treno – il 3841 – che parte da Messina alle 4,45 e arriva a Siracusa. L’attivazione di questo solo treno, che parte quasi tre quarti d’ora prima di quello soppresso da Messina, ha costretto i pendolari a svegliarsi un’ora prima e arrivare a destinazione con largo anticipo, quando è ancora troppo presto per andare in ufficio».
Ma al danno Trenitalia non fa mancare anche la beffa: «Questo nuovo treno – continua Malaponti – non è segnalato sul sito dove si possono acquistare i biglietti e dove invece sono rimasti indicati i due treni soppressi: secondo me ci sono gli estremi di una truffa e, in proposito, l’Adoc sta presentando un esposto-denuncia al garante».Né va meglio sulla linea tirrenica: ad esempio, con i nuovi orari, è possibile andare da Sant’Agata di Militello a Messina, ma non si può poi tornare indietro.E ci sono poi i treni sporchi, o la climatizzazione a singhiozzo (in alcune carrozze sì, in altre no), o la scarsa manutenzione delle aperture delle porte: «L’altra mattina – racconta ancora Malaponti – 200 persone sono state costrette ad entrare da un’unica porta». Il che vuol dire accumulare ritardi. «Trenitalia sui convogli e Rete ferroviaria italiana nelle stazioni – lamenta poi il coordinatore dei pendolari – non danno agli utenti la tempestiva informazione, come previsto dalla carta dei servizi. E, nelle stazioni non presenziate, ciò può anche comportare dei pericoli».In Sicilia resta in sospeso la questione del contratto di servizio da 110 milioni di euro tra la Regione e Trenitalia, contratto dal quale dipende la decisione di Trenitalia se potenziare o affossare definitivamente il servizio: «Come pendolari – spiega Malaponti – abbiamo chiesto di potere esaminare il contratto prima della firma, per dare i nostri suggerimenti, visto che viviamo giornalmente sulla nostra pelle le pecche del servizio. Ma non abbiamo avuto risposta».Infine,sulla rete ferroviaria restano misteri inspiegabili: come quello di due treni che, per percorrere la tratta tra Catania e Messina, impiegano entrambi un’ora e 57 minuti:«Il giallo – sorride Malaponti – è che uno fa 9 soste, l’altro 23. E allora, come possono avere gli stessi tempi di percorrenza?».

sabato 14 novembre 2009

Lo scarica barile sulle infrastrutture in Sicilia

Che il nostro sistema ferroviario è antiquato, obsoleto e soprattutto non è in alcun modo compatibile con lo sviluppo della Sicilia, è ormai noto a tutti; anche il ministro Matteoli ha verificato lo stato di arretratezza infrastrutturale della Sicilia, vedi la dichiarazione di qualche mese fa, sostenendo che le Ferrovie in Sicilia, sono un vero disastro. C'è, in effetti, qualcosa che dovrebbe essere chiarita e con delle prese di posizione forti, non basta la contestazione del Governatore Lombardo su la Stampa dal titolo “I treni in Sicilia? Degni del Congo”, ma occorre fare chiarezza, una volte per tutte, su questo rimpiattino di responsabilità tra il Governo regionale, i vertici delle Ferrovie dello Stato e il Governo nazionale. L'assessore regionale ai trasporti, ha più volte dichiarato che in Sicilia non abbiamo vagoni ristoranti; che buona parte del materiale rotabile è vetusto; che in Sicilia le province di Trapani e Ragusa (e non solo quelle assessore, vi è la provincia di Siracusa, Caltanissetta, la Catania-Caltagirone, etc.) non hanno ancora linee ferroviarie elettrificate, tenuto conto che in Sicilia dei 1378 km di linea ferrata , 631km sono a semplice binario e 578 km sono non elettrificate; che la colpa dell'arretratezza infrastrutturale è da addebitare a Trenitalia e a Rete ferroviaria Italiana, che non hanno in questi ultimi anni progettato lo sviluppo infrastrutturale siciliano; il tira e molla sulle cifre (pare che siano 111 milioni al netto d’iva) da destinare al Contratto di Servizio che giace ancora a binario morto, a differenza delle altre regioni italiane dove è stato sottoscritto ed hanno ottenuto le risorse ncessarie per l’acquisto del nuovo materiale rotabile. Il presidente delle Ferrovie dello Stato, Innocenzo Cipolletta, intervenuto a Palermo sabato scorso, alle “Giornate dell'Economia del Mezzogiorno", ha dichiarato:”I progetti per migliorare la qualità del sistema ferroviario siciliano ci sono ma quello che manca sono le risorse economiche”, ed ancora «la Sicilia ha bisogno di un sistema di trasporti più efficiente ma i bisogni infrastrutturali sono così tanti che malgrado gli sforzi manca sempre qualcosa. Stiamo completando il raddoppio della Messina-Palermo dove ci sono i finanziamenti e poi ci sono i progetti per fare ex novo la Palermo-Catania e per velocizzare e rafforzare la Messina-Catania-Siracusa dove, mettendo in atto tutto il nostro impegno e la nostra progettualità, mancano le risorse economiche». Alla luce di queste dichiarazioni, cadono nel vuoto le affermazioni della politica regionale di questi ultimi mesi che puntavano l’indice nei confronti di Trenitalia e di Rete Ferroviaria Italiana che non avevano progetti per lo sviluppo infrastrutturale della Sicilia. In considerazione di questi fatti, la classe politica regionale dovrebbe pretendere dal governo nazionale le risorse adeguate, affinché in tempi brevi, vengano finanziati questi progetti che le Ferrovie dello Stato dichiarano di avere pronti per lo sviluppo della Sicilia, opere certamente urgenti e necessarie a ridurre l'enorme divario infrastrutturale che attualmente esiste ed è evidente tra la Sicilia e il resto d'Italia. Dal danno arrecato per la totale assenza di investimenti infrastrutturali, alla beffa per l'ulteriore taglio dei treni a lunga percorrenza tra nord-sud che avverrà, quasi certamente, dal 13 dicembre 2009, alle continue soppressioni dei treni nel trasporto regionale e al totale abbandono del trasporto merci. Considerato che dei 110 milioni di euro che lo Stato deve assegnare alla Regione per la sottoscrizione del Contratto di Servizio per il trasporto ferroviario, non c’è neanche l’ombra e tra l’altro, devono essere ancora trasferite dal Governo nazionale alla Regione le competenze in materia di trasporto pubblico previste dalla legge.

In conclusione, le nostre linee sono sempre più disastrate e fatiscenti, mentre si ha il coraggio di affermare che grazie all'Alta Velocità il Paese è più moderno ed avanzato.

Giosuè Malaponti
Coordinatore - COMITATO PENDOLARI SICILIANI

mercoledì 11 novembre 2009

Trenitalia convoca i Comitati dei Pendolari sulla nuova offerta oraria

Si riporta il testo dell'email di invito.

Invitiamo codesto Comitato a partecipare all’incontro del 19 novembre 2009 ore 15.30, presso la sede di questa Direzione Regionale Sicilia di Trenitalia, sita in via Roma, 19 Palermo, al fine di illustrare le novità della nuova offerta oraria.

Cordialità
Loredana De Michele
Trenitalia S.p.A. - Divisione Passeggeri Regionale
Direzione Regionale Sicilia Commerciale Sicilia

domenica 8 novembre 2009

La strana esultanza della politica siciliana

Mentre alcune regioni d’Italia ottengono miliardi di euro dalle ultime deliberazioni Cipe per la realizzazioni di opere pubbliche di grande rilievo, la politica siciliana esulta per i pochi spiccioli che, in effetti, raggiungono la Sicilia.
Vediamo le differenze:
- al nord vengono assegnati 4.166 milioni di euro per un'autostrada che collegherà 5 province (Bergamo, Monza e Brianza, Milano, Como, Varese), in Sicilia vengono assegnati 6 milioni di euro per il raddoppio di una strada nell'agrigentino;
- al nord vengono assegnati 130,5 milioni di euro per i lavori della Lecco-Bergamo, in Sicilia vengono assegnati 5 milioni di euro che riguarderanno i lavori di recupero dei manufatti industriali nell’ex area Montedison;
- al nord vengono assegnati 1.691 milioni di euro per la Metro di Milano e 500 milioni di euro per la realizzazione del terzo Valico dei Giovi sull’Appennino Ligure, in Sicilia vengono assegnati 3 milioni di euro ad Aragona per il completamento dei lavori di urbanizzazione sempre nell'agrigentino.
E’ talmente evidente la sperequazione che vi è nella ripartizione dei finanziamenti e nell’importanza degli investimenti stessi e sono due le cose che secondo me dovrebbero far riflettere i siciliani: la prima, che la politica regionale non abbia dei progetti di grande importanza al Cipe per migliorare quelle condizioni infrastrutturali di cui la Sicilia ha veramente bisogno, oltre al Ponte sullo Stretto; la seconda, che il solo Ponte sullo Stretto, ritenuta opera di primaria importanza per le sorti della Sicilia, possa eliminare l’enorme gap infrastrutturale del territorio siciliano.
Sono evidenti e sotto gli occhi di tutti le condizioni infrastrutturali della Sicilia (strade, autostrade, ferrovie etc.).
E’ evidente che alla Sicilia sono stati destinati pochi spiccioli a differenza delle risorse ben più consistenti assegnate al nord.
Non basta e non deve bastare alla politica siciliana, quella con la “P” maiuscola, la scusa che la popolazione siciliana è facilmente propensa ad accontentarsi, specialmente in un momento di profonda crisi, la crisi per noi siciliani è da almeno 40 anni che esiste e non è un problema di questi ultimi anni. La crisi infrastrutturale della Sicilia è prettamente un problema politico e la prova tangibile è sotto gli occhi di tutti, nessun collegamento veloce stradale né ferroviario tra le nove province siciliane, penso che ciò possa bastare a far riflettere i siciliani e tutta la classe politica siciliana.

Giosuè Malaponti
Coordinatore - COMITATO PENDOLARI SICILIANI