sabato 14 novembre 2009

Lo scarica barile sulle infrastrutture in Sicilia

Che il nostro sistema ferroviario è antiquato, obsoleto e soprattutto non è in alcun modo compatibile con lo sviluppo della Sicilia, è ormai noto a tutti; anche il ministro Matteoli ha verificato lo stato di arretratezza infrastrutturale della Sicilia, vedi la dichiarazione di qualche mese fa, sostenendo che le Ferrovie in Sicilia, sono un vero disastro. C'è, in effetti, qualcosa che dovrebbe essere chiarita e con delle prese di posizione forti, non basta la contestazione del Governatore Lombardo su la Stampa dal titolo “I treni in Sicilia? Degni del Congo”, ma occorre fare chiarezza, una volte per tutte, su questo rimpiattino di responsabilità tra il Governo regionale, i vertici delle Ferrovie dello Stato e il Governo nazionale. L'assessore regionale ai trasporti, ha più volte dichiarato che in Sicilia non abbiamo vagoni ristoranti; che buona parte del materiale rotabile è vetusto; che in Sicilia le province di Trapani e Ragusa (e non solo quelle assessore, vi è la provincia di Siracusa, Caltanissetta, la Catania-Caltagirone, etc.) non hanno ancora linee ferroviarie elettrificate, tenuto conto che in Sicilia dei 1378 km di linea ferrata , 631km sono a semplice binario e 578 km sono non elettrificate; che la colpa dell'arretratezza infrastrutturale è da addebitare a Trenitalia e a Rete ferroviaria Italiana, che non hanno in questi ultimi anni progettato lo sviluppo infrastrutturale siciliano; il tira e molla sulle cifre (pare che siano 111 milioni al netto d’iva) da destinare al Contratto di Servizio che giace ancora a binario morto, a differenza delle altre regioni italiane dove è stato sottoscritto ed hanno ottenuto le risorse ncessarie per l’acquisto del nuovo materiale rotabile. Il presidente delle Ferrovie dello Stato, Innocenzo Cipolletta, intervenuto a Palermo sabato scorso, alle “Giornate dell'Economia del Mezzogiorno", ha dichiarato:”I progetti per migliorare la qualità del sistema ferroviario siciliano ci sono ma quello che manca sono le risorse economiche”, ed ancora «la Sicilia ha bisogno di un sistema di trasporti più efficiente ma i bisogni infrastrutturali sono così tanti che malgrado gli sforzi manca sempre qualcosa. Stiamo completando il raddoppio della Messina-Palermo dove ci sono i finanziamenti e poi ci sono i progetti per fare ex novo la Palermo-Catania e per velocizzare e rafforzare la Messina-Catania-Siracusa dove, mettendo in atto tutto il nostro impegno e la nostra progettualità, mancano le risorse economiche». Alla luce di queste dichiarazioni, cadono nel vuoto le affermazioni della politica regionale di questi ultimi mesi che puntavano l’indice nei confronti di Trenitalia e di Rete Ferroviaria Italiana che non avevano progetti per lo sviluppo infrastrutturale della Sicilia. In considerazione di questi fatti, la classe politica regionale dovrebbe pretendere dal governo nazionale le risorse adeguate, affinché in tempi brevi, vengano finanziati questi progetti che le Ferrovie dello Stato dichiarano di avere pronti per lo sviluppo della Sicilia, opere certamente urgenti e necessarie a ridurre l'enorme divario infrastrutturale che attualmente esiste ed è evidente tra la Sicilia e il resto d'Italia. Dal danno arrecato per la totale assenza di investimenti infrastrutturali, alla beffa per l'ulteriore taglio dei treni a lunga percorrenza tra nord-sud che avverrà, quasi certamente, dal 13 dicembre 2009, alle continue soppressioni dei treni nel trasporto regionale e al totale abbandono del trasporto merci. Considerato che dei 110 milioni di euro che lo Stato deve assegnare alla Regione per la sottoscrizione del Contratto di Servizio per il trasporto ferroviario, non c’è neanche l’ombra e tra l’altro, devono essere ancora trasferite dal Governo nazionale alla Regione le competenze in materia di trasporto pubblico previste dalla legge.

In conclusione, le nostre linee sono sempre più disastrate e fatiscenti, mentre si ha il coraggio di affermare che grazie all'Alta Velocità il Paese è più moderno ed avanzato.

Giosuè Malaponti
Coordinatore - COMITATO PENDOLARI SICILIANI

mercoledì 11 novembre 2009

Trenitalia convoca i Comitati dei Pendolari sulla nuova offerta oraria

Si riporta il testo dell'email di invito.

Invitiamo codesto Comitato a partecipare all’incontro del 19 novembre 2009 ore 15.30, presso la sede di questa Direzione Regionale Sicilia di Trenitalia, sita in via Roma, 19 Palermo, al fine di illustrare le novità della nuova offerta oraria.

Cordialità
Loredana De Michele
Trenitalia S.p.A. - Divisione Passeggeri Regionale
Direzione Regionale Sicilia Commerciale Sicilia

domenica 8 novembre 2009

La strana esultanza della politica siciliana

Mentre alcune regioni d’Italia ottengono miliardi di euro dalle ultime deliberazioni Cipe per la realizzazioni di opere pubbliche di grande rilievo, la politica siciliana esulta per i pochi spiccioli che, in effetti, raggiungono la Sicilia.
Vediamo le differenze:
- al nord vengono assegnati 4.166 milioni di euro per un'autostrada che collegherà 5 province (Bergamo, Monza e Brianza, Milano, Como, Varese), in Sicilia vengono assegnati 6 milioni di euro per il raddoppio di una strada nell'agrigentino;
- al nord vengono assegnati 130,5 milioni di euro per i lavori della Lecco-Bergamo, in Sicilia vengono assegnati 5 milioni di euro che riguarderanno i lavori di recupero dei manufatti industriali nell’ex area Montedison;
- al nord vengono assegnati 1.691 milioni di euro per la Metro di Milano e 500 milioni di euro per la realizzazione del terzo Valico dei Giovi sull’Appennino Ligure, in Sicilia vengono assegnati 3 milioni di euro ad Aragona per il completamento dei lavori di urbanizzazione sempre nell'agrigentino.
E’ talmente evidente la sperequazione che vi è nella ripartizione dei finanziamenti e nell’importanza degli investimenti stessi e sono due le cose che secondo me dovrebbero far riflettere i siciliani: la prima, che la politica regionale non abbia dei progetti di grande importanza al Cipe per migliorare quelle condizioni infrastrutturali di cui la Sicilia ha veramente bisogno, oltre al Ponte sullo Stretto; la seconda, che il solo Ponte sullo Stretto, ritenuta opera di primaria importanza per le sorti della Sicilia, possa eliminare l’enorme gap infrastrutturale del territorio siciliano.
Sono evidenti e sotto gli occhi di tutti le condizioni infrastrutturali della Sicilia (strade, autostrade, ferrovie etc.).
E’ evidente che alla Sicilia sono stati destinati pochi spiccioli a differenza delle risorse ben più consistenti assegnate al nord.
Non basta e non deve bastare alla politica siciliana, quella con la “P” maiuscola, la scusa che la popolazione siciliana è facilmente propensa ad accontentarsi, specialmente in un momento di profonda crisi, la crisi per noi siciliani è da almeno 40 anni che esiste e non è un problema di questi ultimi anni. La crisi infrastrutturale della Sicilia è prettamente un problema politico e la prova tangibile è sotto gli occhi di tutti, nessun collegamento veloce stradale né ferroviario tra le nove province siciliane, penso che ciò possa bastare a far riflettere i siciliani e tutta la classe politica siciliana.

Giosuè Malaponti
Coordinatore - COMITATO PENDOLARI SICILIANI

martedì 3 novembre 2009

Incontro sul Contratto di Servizio con l'Assessorato regionale ai Trasporti

Dal Dipartimento Trasporti, viste le innumerevoli richieste di audizione sul Contratto di Servizio, ci comunicano che, presumibilmente nella seconda settimana di novembre, con data e orari da confermare successivamente, i Rappresentanti dei Comitati dei Pendolari saranno convocati in Assessorato per discutere sulla nuova proposta di orario invernale decorrente dal 13 dicembre p.v.