venerdì 24 febbraio 2012

Co-finanziamento acquisto treni tipo “Minuetto”, relativo piano di ammortamento e le continue soppressioni dei treni regionali in tutta la Sicilia

Lettera aperta: Al Presidente della Regione Siciliana, all’Assessore Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, al Dipartimento delle Infrastrutture e della Mobilità, al Dipartimento delle Infrastrutture e della Mobilità - Servizio 4° Trasporto regionale Ferroviario, ai Signori Deputati all’ARS e agli Organi di Stampa

Oggetto: Co-finanziamento acquisto treni tipo “Minuetto”, relativo piano di ammortamento e le continue soppressioni dei treni regionali in tutta la Sicilia.

Alla luce delle soppressioni dei treni avvenute in questi ultimi anni e che continuano a tutt’oggi a verificarsi in maniera generalizzata in tutte le relazioni ferroviarie, mi sembra doveroso, dato che tali soppressioni hanno penalizzato e continuano a penalizzare gravemente i pendolari e l’utenza in generale, porre alcuni quesiti all’Assessore regionale ai trasporti ed al Dipartimento trasporti in merito a quanto previsto nel piano di ammortamento relativo all’acquisto dei treni “Minuetto”:
  • Quali e quanti dei treni soppressi e quindi di km/treno non effettuati rientrano in questo piano di ammortamento sin dalla stipula dell’accordo e dell’entrata in vigore?
  • E se vi rientrano, dovranno essere rimessi in esercizio i km/treno non effettuati da parte di Trenitalia o Trenitalia dovrà restituire la parte corrispondente in denaro alla Regione Siciliana?
  • I 209.000 km/treno previsti nel piano di ammortamento in quale relazione sono stati impiegati dal 2005 ad oggi?  E se è il Dipartimento dei Trasporti ad indicare dove e come distribuirli sulle relazioni oppure è a discrezione di Trenitalia la suddivisione?
Questi sono gli interrogativi ai quali la Regione dovrà rispondere viste le premesse, considerato che tale operazione doveva consentire, con l’utilizzo dei suddetti convogli in tutto il territorio siciliano, il miglioramento della qualità del servizio e la velocizzazione del trasporto ferroviario, cosa che a tutt’oggi non è ancora avvenuta, anzi è peggiorata di molto.
Nell’anno 2002 e precisamente il 17 luglio 2002 la Regione Siciliana ha ritenuto sottoscrivere un Protocollo d’intesa con Trenitalia per il co-finanziamento di 40 treni tipo “Minuetto”. L’operazione si concretizza con la sottoscrizione tra le parti, Regione Siciliana e Trenitalia, dell’Accordo Procedurale Attuativo il 15 aprile 2004 per il co-finanziamento dell’acquisto da parte di Trenitalia S.p.A. di quaranta treni tipo “Minuetto”, di media capacità, - di cui n. 30 nella versione a trazione elettrica e n. 10 nella versione a trazione diesel - per un importo complessivo di 153 milioni di Euro, in conto investimenti, di cui 46 milioni di euro quale co-finanziamento da parte della Regione Siciliana e di 107 milioni di Euro da parte di Trenitalia S.p.A.
Nel protocollo d’intesa, così come nell’accordo attuativo, era previsto l’impegno di Trenitalia S.p.A. a restituire la parte co-finanziata dalla Regione Siciliana in rate annuali, pari alle rate di ammortamento (2.300.000,00 euro), sotto forma di incremento dei treni/Km effettuati in Sicilia secondo il piano nell’allegato ‘A’ (si allega in copia) di ulteriori servizi stimati in circa 209.000 treni/km/annui, rispetto agli attuali i km/treni/ annui, così come derivanti dall’Accordo quadro tra lo Stato e le Regioni approvato dalla Conferenza permanente Stato-Regioni nella seduta del 18/06/1999.

Giosuè Malaponti - Coordinatore - COMITATO PENDOLARI SICILIANI                                                                                                                                        

giovedì 23 febbraio 2012

Sciopero personale navigazione venerdì 24 febbraio 2012

Il Gruppo Ferrovie dello Stato informa che le segreterie territoriali dei sindacati ORSA-FAST-FIT-FILT-SASMANT e UILT di Messina hanno indetto uno sciopero del personale dell’Impianto Navigazione RFI di Messina dalle 9 alle 17 di venerdì 24 febbraio 2012.
Nel corso della protesta saranno possibili variazioni al programma di circolazione di alcuni treni a lunga percorrenza. 

mercoledì 22 febbraio 2012

Taormina - Tecnici Fs al lavoro per il ripristino della sede ferroviaria

Taormina - I tecnici del Gruppo FS sono già al lavoro per ripristinare la sede ferroviaria e per rimettere sui binari il locomotore e una vettura. Da indiscrezioni la normale circolazione sulla relazione Messina-Taormina-Catania dovrebbe riprendere tra domenica o al massimo lunedì 27 febbraio. 

Il Gruppo Ferrovie dello Stato informa che le segreterie territoriali dei sindacati ORSA-FAST-FIT-FILT-SASMANT e UILT di Messina hanno indetto uno sciopero del personale dell’Impianto Navigazione RFI di Messina dalle 9 alle 17 di venerdì 24 febbraio 2012.

Nel corso della protesta saranno possibili variazioni al programma di circolazione di alcuni treni a lunga percorrenza.

martedì 21 febbraio 2012

Frana tra Taormina e Letojanni treno 3872 Siracusa-Messina deraglia, feriti lievi

Un treno regionale è deragliato a causa di una frana tra Taormina e Letojanni. 
A causa di uno smottamento del terreno in località Spisone, tra Taormina e Letojanni, il treno regionale 3872 Siracusa-Messina si è inclinato e il locomotore è uscito dai binari. 
L'incidente si è verificato alle 19.30 circa.  
Il treno era partito da Siracusa alle ore 17.00 e doveva arrivare a Messina alle ore 20.07. Sostanzialmente illesi i passeggeri che i trovavano a bordo aiutati a scendere dal treno da carabinieri, polizia e vigili del fuoco. 
Continua ad imperversare in tutto il comprensorio ionico l’eccezionale ondata di maltempo. Sono rimasti lievemente feriti i due macchinisti e contusi alcuni passeggeri.

venerdì 10 febbraio 2012

La Sicilia prova a restare in Europa - QdS.it

PALERMO – Settimana di intense trattative per la proposta di modifica delle rete transeuropea dei trasporti che rischia di chiudere qualsiasi speranza di avvicinamento infrastrutturale della Sicilia all'Europa. Ieri è stata presentata l'ultima proposta di prolungamento del Corridoio 5 fino a Malta, così da allungare il corridoio fino a raggiungere la sponda più estrema nel sud del Mediterraneo.

La proposta è stata illustrata a Bruxelles al direttore generale della dg "move" Jean Eric Paquet, da Francesco Attaguile, nell'ambito dei lavori dell'ufficio politico della Conferenza delle regioni periferiche e marittime d'Europa. Dopo l'appoggio incassato lo scorso ottobre, quando rientrò l'allarme che prevedeva il taglio netto di Palermo all'interno del nuovo corridoio Helsinki-La Valletta, adesso la Sicilia guida la commissione intermediterranea, e proprio nella giornata di ieri ha presentato una serie di osservazioni tecniche che si trasformeranno in emendamenti al documento presentato dalla Commissione europea. Tra le falle del Corriodio, secondo Attaguile, ci sono “il problema della strozzatura dell'attraversamento dello stretto di Messina” e la non previsione “nel core network, nella rete principale di collegamento cioè, dei porti e degli aeroporti siciliani che sono terminale ferroviario e stradale essenziale al collegamento del corridoio all'isola di Malta”.

Insomma il progetto deve necessariamente integrare l'aeroporto di Catania, il porto di Augusta e quello di Pozzallo. La proposta siciliana è stata condivisa e sostenuta dall'ufficio politico della CRPM e farà parte del documento strategico sulla politica mediterranea che sarà esitato il prossimo 9 marzo a Montpellier. Sull'altro fronte di azione la Sicilia aveva chiesto nel corso dei lavori della "commissione isole" della CRPM (Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime d’Europa), la deroga sulla procedura degli aiuti di stato introdotta dalla commissione per tutti i finanziamenti alle infrastrutture di trasporto, in risposta alla decisione della Commissione di imporre la procedura di valutazione della direzione concorrenza per tutti i finanziamenti che riguardano le infrastrutture di trasporto, sebbene gestite da enti pubblici. Una richiesta mai effettuata per le Regioni in ritardo di sviluppo.

Intanto l'Isola continua ad essere sempre più congelata per mari e monti. Ad aprire il fuoco di fila sulla situazione pericolante in cui si trova il trasporto marittimo isolano ci ha pensato Ivo Blandina, consigliere incaricato di Confindustria Sicilia per le infrastrutture e la mobilità. Secondo l'esponente dell'associazione regionale degli industriali “sul tema dei trasporti marittimi da e per le Isole minori, abbiamo appreso da funzionari dell'assessorato al Bilancio che, in ottemperanza a una delibera di Giunta della scorsa estate, lo stanziamento sul relativo capitolo di spesa e, dunque, la dotazione annua prevista per l'assessorato alle Infrastrutture per il 2012 è di poco più di 55 milioni di euro a fronte di un fabbisogno, rinveniente da impegni e obbligazioni per contratti in essere, superiore ai 110 milioni”.
Articolo pubblicato il 10 febbraio 2012 - di Rosario Battiato

lunedì 6 febbraio 2012

Liberalizzazione della rete ferroviaria: è scontro tra FS e NTV

Nei giorni dei grandi disagi per chi si è avventurato a viaggiare in treno, tra convogli bloccati per neve e treni soppressi o in ritardo cronico, sta passando in secondo piano una polemica tra le Ferrovie dello Stato e NTV- Nuovo Trasporto Viaggiatori, la nuova compagnia ferroviaria guidata da Luca di Montezemolo.
L’antefatto sta nella prima bozza del decreto liberalizzazioni del governo Monti, il cui articolo 41, intitolato “Unbundling nel trasporto ferroviario“, poneva le basi per lo scorporo della Rete ferroviaria dal Gruppo Ferrovie dello Stato italiano. La proposta prevedeva che le azioni della Rfi passassero al ministero dell’Economia, e che dopo il parere di un’Authority la gestione delle infrastrutture ferroviarie passasse a un altro soggetto, diventando indipendente dalle imprese operanti nel settore dei trasporti. Nella bozza definitiva del decreto, l’articolo era sparito, sostituito da un più tranquillizzante “Misure per il trasporto ferroviario”, anche a seguito delle vibranti proteste dell’AD di Trenitalia Mauro Moretti che non ci stava a vedere dimezzato il peso delle FS proprio alla vigilia del debutto della concorrente NTV, il cui primo treno, Italo, dovrebbe partire entro marzo.
Prima che la norma sparisse, l’Ufficio Studi di NTV aveva pubblicato una ricerca sul mercato europeo, da cui risultava che lo scorporo della rete ferroviaria avrebbe portato benefici e risparmi, come accaduto in Gran Bretagna.
Nel comunicato si sottolineava che la separazione della rete dai servizi ha prodotto effetti positivi, tanto che
“Per quanto riguarda la domanda, le performance ottenute sono le migliori d’Europa: con riferimento al periodo 1995-2010, l’aumento del traffico viaggiatori nel Regno Unito è stato dell’80%, a fronte di una media europea del 20% e di un andamento piatto in Italia”.
Il comunicato NTV è datato 19 gennaio. FS ha taciuto per alcuni giorni, per poi rispondere il 1 febbraio, proprio nel bel mezzo dell’emergenza maltempo. Nel comunicato (in pdf sul link), particolarmente polemico, FS afferma che i dati di NTV sono errati, e che, in particolare
“il sistema ferroviario inglese nel suo complesso (gestore di infrastruttura e imprese ferroviarie), costa alla collettività, per passeggero chilometro, più del doppio di quello italiano”.
La risposta di NTV non si è invece fatta attendere. A stretto giro di web, il 2 febbraio NTV ha ribadito la correttezza dei propri dati citando il bilancio del gestore britannico Network Rail limited, e mostrando come i costi generali siano più alti, ma a fronte di una circolazione maggiore di treni, e che all’aumento dei prezzi dei biglietti è corrisposto un aumento di traffico, merito – a detta di Ntv – della qualità della rete e della concorrenza. È evidente la volontà della compagnia privata di affermare che prezzi più alti sarebbero accettati anche dai viaggiatori italiani a fronte di una rete più efficiente. Resta da vedere se Fs risponderà, ma soprattutto se il governo Monti rispolvererà il progetto di scorporo.
Fonte: Polis Blog

martedì 31 gennaio 2012

Sicilia: Regione e Governo nazionale definiscono i tempi dei tavoli tecnici


Palermo, 31 gen.- (Adnkronos) - Regione siciliana e Governo nazionale hanno definito i tempi e gli argomenti dei tavoli tecnici che affronteranno i temi sottoposti dall'amministrazione regionale all'esecutivo Monti. Tema centrale e' l'attuazione della piena autonomia finanziaria della Regione siciliana. All'incontro, avvenuto a Palazzo Chigi, hanno partecipato per la Regione siciliana l'assessore all'Economia, Gaetano Armao, e i dirigenti della presidenza del Consiglio dei Ministri, della Ragioneria generale dello Stato, dei ministeri dell'Economia, delle Infrastrutture e Trasporti, delle Politiche agricole, delle Politiche comunitarie.
Si sono poste le basi per l'avvio dei lavori di due tavoli, istituiti con decreto del Presidente del Consiglio, che dovranno fornire le soluzioni alle annose questioni pendenti tra lo Stato e la Regione siciliana. Il primo dei due tavoli partira' il prossimo martedi' 14 febbraio ed e' dedicato al tema dell'autonomia finanziaria della Regione, all'attuazione del federalismo fiscale e alla compartecipazione regionale alla spesa sanitaria.

Russo: «La Regione ha ripreso il dialogo con Trenitalia» «Qualcosa si muove».

L'assessore regionale ai Trasporti, Piercarmelo Russo, annuncia la ripresa del dialogo con Trenitalia. «Abbiamo riavviato un confronto - ha detto l'assessore che è stato presente ieri a Siracusa - che è un segnale importante dopo un momento di chiusura assoluta. Trenitalia ha assicurato che ripristinerà un treno a lunga percorrenza da e! per la Sicilia, e questo non potrà che essere di giovamento anche per la questione aretusea». Russo non ha preso parte all'incontro convocato dai consiglieri comunali perchè impegnato al tavolo permanente del Lavoro, ma ha commentato il grido di allarme lanciato da Siracusa annunciando l'intenzione del governo regionale a riprendere le fila di un discorso interrotto.

Una situazione denunciata più volte dai sindacati, presenti ieri al Consiglio comunale svoltosi alla stazione di via Crispi. Tra loro il segretario della Cisl, Paolo Sanzaro. «L'impressione è che si sia costretti a celebrare il "de profundis" - dice il segretario provinciale della Cisl -. L'iniziativa del Consiglio comunale è certamente positiva seppur tardiva visto che si assiste ormai da tempo a uno smantellamento dei treni. Ciò che occorre è un Piano strategico di sviluppo delle ferrovie».

Sanzaro auspica la ripresa concreta delle trattative. «La Regione deve dirci in maniera definitiva - ! aggiunge - cosa intende fare. Occorre mettere sul tavolo un pi! ano delle infrastrutture».

Di futuro ha parlato anche il deputato regionale del Pd, Bruno Marziano. «Fra le ragioni dei tagli ai treni - dice il parlamentare del Partito democratico - vi è la mancanza di utenza additata come giustificazione. Ebbene, per potenziare questo occorre a mio avviso la realizzazione dell'hub di Fontanarossa che garantirebbe la facilità di trasporto con il coinvolgimento delle varie città della Sicilia orientale e centrale». Marziano parla dunque del progetto della stazione di Fontanarossa che potrebbe divenire un polo di scambio del traffico.

Il deputato del Pd ha anche discusso del contratto di servizio evidenziando come occorra migliorare la rete ferroviaria in termini di gestione. Contro la marginalizzazione del nostro territorio è intervenuta Franca Mandanici, in rappresentanza della Consulta comunale femminile. Francesco Di Stefano, della Fit Cisl, ha evidenziato le conseguenze che i tagli delle Ferrovie stanno comportando sui posti d! i lavoro. Roberto Alosi, della Cgil, Siracusa e la Sicilia stanno piano piano perdendo il ruolo di piattaforma economica strategica nel Mediterraneo.

Isabella di bartolo
Fonte: La Sicila

Stazione a perdere Consiglio aperto sulla marginalizzazione

La dismissione della ferrovia.
Tutti al capezzale della ferrovia siracusana. L'assise cittadina ieri si è riunita nel piazzale della stazione, per accendere i riflettori sui disagi nei collegamenti con il resto dell'Italia, per i passeggeri come per le merci, sulle conseguenze dei tagli e sulla marginalizzazione del territorio.

Le voci degli intervenuti, introdotti di volta in volta dal vicepresidente del consiglio comunale Franco F! ormica, hanno almeno per una mattinata, rivitalizzato un luogo spento, desertico, molto lontano da quello che dovrebbe essere un'area dove transitano passeggeri. E l'appello partito dal Consiglio comunale aperto è stato corale, indirizzato al Governo nazionale e regionale, oltre che a Trenitalia. Non si sa con quali speranze di accoglimento.

Disertata dalla locale deputazione, a eccezione di Bruno Marziano e Roberto De Benedictis, la seduta è stata animata dai sindacalisti, dalla accorata introduzione all'argomento del sindaco Roberto Visentin e dagli interventi dei consiglieri comunali. 

Il verbale della riunione di ieri sarà inviato a tutte le autorità competenti. L'incontro si è svolto su proposta di Sergio Bonafede del Pdl, che ha parlato del rischio di fare di Siracusa «un'isola nell'isola» e della necessità di ingaggiare una battaglia civile per il futuro della città.

Il primo cittadino ha invece riferito con amarezza della sordità dei vertici delle Fs alle tan! te richieste di incontro inoltrate dagli enti locali e ha chie! sto la firma in tempi brevi del contratto di servizio tra Regione e azienda. Anche perché, ha rilevato, i recenti blocchi stradali hanno dimostrato l'importanza dei collegamenti su rotaie.

«È inaccettabile - ha detto Visentin - che gli investimenti nel settore riguardino solo il centro-nord». Marco Mastriani del Pid, si è fatto portavoce di un documento a nome del suo gruppo consiliare in cui si individuano tre priorità : il ripristino delle tratte a lunga percorrenza, il collegamento Bicocca-Fontanarossa e l'apertura definitiva dello scalo merci di Pantanelli con relativa platea di lavaggio. «Sembra che il futuro della Sicilia - ha detto Mastriani - sia destinato ad avere un servizio di soli treni regionali che porterebbe delle gravissime conseguenze al nostro territorio, ponendo fine alla continuità territoriale della nostra regione con l'intero paese e l'Europa».

Pippo Impallomeni di Fds ha rilevato che «non si dovrebbe pensare a ridurre ma semmai a potenziare» m! entre il presidente della terza commissione sui trasporti Salvo Liuzzo ha rimarcato la frustrazione dell'organo consiliare. «Possiamo solo convocare i nostri dirigenti, lo abbiamo fatto più volte - ha ricordato - ma ci ritroviamo a ripercorrere le stesse strade inutilmente, siamo con le mani legate». 

Per Fabio Rodante di Fli, infine la questione deve ormai diventare una priorità del Governo Monti. 

Graziella Ambrogio
Fonte: La Sicilia

Siracusa: Una stazione solitaria al capolinea del futuro

C'è chi ricorda, anche solo attraverso la memoria degli anziani, addirittura la tratta a scartamento ridotto Siracusa-Ragusa-Vizzini, che attraversava l'immensa Valle dell'Anapo, le rupi e la necropoli di Pantalica. Ma quella è un'altra storia, molto più romantica se vogliamo, datata 1956, con l'ultimo mogio trenino in modica corsa, partito dalla stazione di Solarino, addobbato degli ultimi rotab! ili, preparato per chiudere definitivamente il viaggio nella stazione del capoluogo, secondo volontà di Scalfaro e del decreto emanato allora.
Oggi, nessun romanticismo nel constatare l'aplomb quasi funereo della stazione di Siracusa che, tassello dopo tassello, ha scardinato ogni prerogativa, la sua stessa identità, perdendo corse e treni e quel minimo di autorevolezza che anche o soprattutto una stazione deve detenere.

Per cui, bandita la lunga tratta, soppresse le storiche lunghe percorrenze - come dimenticare la nostalgica (almeno nel nome) Freccia della Laguna? - rimane ben poco persino di una città. Finita, sparita la Freccia della Laguna (la ergiamo a metafora) e con essa tutte le evocazioni del caso, il mogio ritmare delle rotaie e il passo stanco di certi treni tanto cari alla nostra memoria, che si nutre spesso di piccole certezze, indissolubili consuetudini, punti di riferimento, come una volta doveva essere: barbiere, prete, sindaco, capostazione.

Lo! hanno chiamato federalismo delle rotaie l'imprinting di Treni! talia che ci ha giocato un brutto scherzo. Senza treni e senza porto. Faccenda complicata. La città rischia di implodere, chiudersi e implodere.
Intanto in stazione mancano all'appello i viaggiatori, salvo pochi sparuti turisti di passaggio, quelli che ancora ostinati perseguono una certa idea, salvifica un tempo, della lentezza. Ma devono fermarsi a Roma, costoro. 

E se va bene. Tanto le partenze sono vincolate a cinque. Cinque partenze da Siracusa, ovunque si voglia finire nel resto di Italia, ci fermeranno a Roma. Fino a un decennio fa o poco meno, i vagoni morti erano in un'ala apposita e consentivano un minimo riparo ai senza tetto di Siracusa.

E l'accezione «morto» indicava paradossalmente più una solvenza, una possibilità, l'esatto contrario dell'irreversibilità del termine «morto». Oggi il binario e il vagone «morto» è definizione assoluta. Morto uguale deserto, defunto, seppellito. Una città con una stazione in agonia, senza treni, è una città senza anima.Abbiamo smarrito la via, non solo quella per il Continente. 

Abbiamo smarrito il genius loci. Avremo difficoltà a riconoscerci in qualcosa, in una precipuità nostra, isolana, siciliana, proprio adesso, in tempi di rivoluzioni e rivendicazioni finanche autoctone. È un peccato.

È una lacerazione, che avrà strascichi non soltanto economici, va da sé. Da sciocchi sottovalutarlo.

Veronica Tomassini
Fonte: La Sicilia