Treno
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delle ore
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Da
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A
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Ritardo in minuti
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1
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3866
|
5.05
|
Siracusa
|
Messina
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12
|
2
|
12866
|
5.10
|
Catania
|
Messina
|
5 anticipo
|
3
|
8575
|
5.20
|
Taormina
|
Siracusa
|
5
|
4
|
3865
|
5.25
|
Messina
|
Siracusa
|
86
|
5
|
12868
|
5.46
|
Catania
|
Messina
|
19
|
6
|
12865
|
5.50
|
Messina
|
Catania
|
21 e soppresso
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7
|
8576
|
6.00
|
Catania
|
Fiumefreddo
|
2 anticipo
|
8
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8580
|
6.05
|
Siracusa
|
Taormina
|
5
|
9
|
3868
|
6.30
|
Siracusa
|
Messina
|
25
|
10
|
1955
|
6.35
|
Messina
|
Siracusa
|
47
|
11
|
12867
|
6.45
|
Messina
|
Catania
|
7
|
12
|
12870
|
6.45
|
Catania
|
Messina
|
35
|
13
|
8577
|
6.47
|
Fiumefreddo
|
Bicocca
|
15
|
14
|
8579
|
7.12
|
Taormina
|
Catania
|
24
|
15
|
722
|
7.33
|
Siracusa
|
Messina
|
32
|
16
|
12869
|
8.00
|
Messina
|
Catania
|
17
|
17
|
8581
|
8.32
|
Taormina
|
Catania
|
5
|
18
|
3870
|
8.45
|
Siracusa
|
Messina
|
19
|
19
|
12871
|
9.40
|
Messina
|
Catania
|
14
|

Il blog raccoglie informazioni sul trasporto pubblico in genere, ed in maniera approfondita sul trasporto e le infrastrutture ferroviarie siciliane. Tutti i pendolari che si muovono in Sicilia con il treno possono segnalare disservizi, disagi, e/o suggerimenti sul nostro sito www.comitatopendolari.it, per migliorare le condizioni di trasporto. COLLABORA ANCHE TU...PER UN SERVIZIO MIGLIORE
giovedì 17 gennaio 2013
Pendolari Siciliani infuriati: su 19 treni 16 in ritardo
La situazione del trasporto
pubblico ferroviario non è più tollerabile. Il diritto alla mobilità deve
essere garantito dalle istituzioni, non dalle aziende di trasporto. Tempi duri
per i pendolari che utilizzano il treno sulla Messina-Catania-Siracusa. Oggi 17
gennaio 2013 sui primi 19 treni del mattino ( dalle ore 5.05 alle ore 9.40) che
percorrono la Messina-Catania-Siracusa e viceversa, 16 sono i treni
che hanno avuto un ritardo tra 5 e 86 minuti, uno soppresso e due in anticipo
tra 2 e 5 minuti. Questi i treni nel dettaglio:
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venerdì 11 gennaio 2013
Coordinatore Pendolari «Treni e disagi Crocetta trovi una soluzione»
«Le problematiche che al momento affliggono tutto il territorio siciliano e che
coinvolgono quotidianamente oltre 50.000 pendolari del trasporto ferroviario
che si spostano per motivi di lavoro, studio o altro, sono molte e di diversa
natura»: a parlare è Gosuè Malaponti attuale coordinatore dei pendolari
siciliani (Comitato Pendolari Me-Ct-Sr, Comitato Pendolari S. Agata Milit!
ello-Messina, Comitato Pendolari Caltagirone-Gela e Pendolari Ragusa).
«Vorrei ora - aggiunge Malaponti - richiamare l'attenzione del neo Governo
regionale su due articoli dello statuto speciale della Regione Sicilia e
precisamente l'articolo 17 e l'articolo 22.
Alla luce di quanto è previsto nei suddetti articoli, chiediamo al presidente Crocetta di voler intervenire su alcune problematiche che paralizzano la Sicilia ormai da parecchio tempo. Ecco l'elenco: diritto alla continuità territoriale (ferroviaria-marittima-aerea) quasi del tutto inesistente; contratto di servizio per il trasporto ferroviario a oggi non ancora sottoscritto; mancato rispetto dell'accordo sottoscritto da parte di Trenitalia con la Regione Sicilia nel giugno 2007, che prevedeva l'aumento del 7% delle tariffe per finanziare più treni; l'aggiunta di posti a sedere negli Intecitynotte da Siracusa e da Palermo».
«E poi ancora il recupero di tutti i treno/km non effettuati dal 2004 a oggi, cos! ì come previsto dal piano di ammortamento per il cofinanziamen! to dei treni Minuetto, l'attuazione del Piano Regionale dei Trasporti e della mobilità già approvato nel 2002, la mancanza di un piano di trasporto intermodale per raccordare più modi di trasporto, fattore rilevante all'interno delle politiche volte a favorire la mobilità sostenibile urbana ed extraurbana».
Malaponti passa poi alla questione delle infrastrutture per cui, si chiede un intervento immediato ed incisivo per il completamento dei restanti 42 km del raddoppio ferroviario Fiumefreddo-Giampilieri dell'asse Messina-Catania-Siracusa, finanziato dal 2005 dal Cipe (1970 milioni di euro) e mai realizzato; l'ammodernamento e la velocizzazione del tracciato esistente della Catania-Palermo, nonostante già finanziato con 30 milioni di euro dal Cipe ed inserito nel Contratto di Programma di Rete Ferroviaria Italiana del 2010 e non l'opera faraonica del raddoppio; la riattivazione della linea Caltagirone-Niscemi-Gela, da oltre un anno chiusa a causa del crollo del ponte; i! l completamento del raddoppio ferroviario Fiumetorto-Castelbuono»
«Mi sembra giusto chiedere - conclude il coordinatore - alla politica siciliana, di conoscere quali saranno le richieste di intervento a tutela e salvaguardia della continuità territoriale, del trasporto ferroviario regionale e del trasporto universale da e per il nord che, già in Sicilia, è quasi del tutto inesistente. e quanto ci spetta di diritto, così come viene sancito dalla Costituzione all'articolo 3, all'articolo 16 e all'articolo 117».
Alla luce di quanto è previsto nei suddetti articoli, chiediamo al presidente Crocetta di voler intervenire su alcune problematiche che paralizzano la Sicilia ormai da parecchio tempo. Ecco l'elenco: diritto alla continuità territoriale (ferroviaria-marittima-aerea) quasi del tutto inesistente; contratto di servizio per il trasporto ferroviario a oggi non ancora sottoscritto; mancato rispetto dell'accordo sottoscritto da parte di Trenitalia con la Regione Sicilia nel giugno 2007, che prevedeva l'aumento del 7% delle tariffe per finanziare più treni; l'aggiunta di posti a sedere negli Intecitynotte da Siracusa e da Palermo».
«E poi ancora il recupero di tutti i treno/km non effettuati dal 2004 a oggi, cos! ì come previsto dal piano di ammortamento per il cofinanziamen! to dei treni Minuetto, l'attuazione del Piano Regionale dei Trasporti e della mobilità già approvato nel 2002, la mancanza di un piano di trasporto intermodale per raccordare più modi di trasporto, fattore rilevante all'interno delle politiche volte a favorire la mobilità sostenibile urbana ed extraurbana».
Malaponti passa poi alla questione delle infrastrutture per cui, si chiede un intervento immediato ed incisivo per il completamento dei restanti 42 km del raddoppio ferroviario Fiumefreddo-Giampilieri dell'asse Messina-Catania-Siracusa, finanziato dal 2005 dal Cipe (1970 milioni di euro) e mai realizzato; l'ammodernamento e la velocizzazione del tracciato esistente della Catania-Palermo, nonostante già finanziato con 30 milioni di euro dal Cipe ed inserito nel Contratto di Programma di Rete Ferroviaria Italiana del 2010 e non l'opera faraonica del raddoppio; la riattivazione della linea Caltagirone-Niscemi-Gela, da oltre un anno chiusa a causa del crollo del ponte; i! l completamento del raddoppio ferroviario Fiumetorto-Castelbuono»
«Mi sembra giusto chiedere - conclude il coordinatore - alla politica siciliana, di conoscere quali saranno le richieste di intervento a tutela e salvaguardia della continuità territoriale, del trasporto ferroviario regionale e del trasporto universale da e per il nord che, già in Sicilia, è quasi del tutto inesistente. e quanto ci spetta di diritto, così come viene sancito dalla Costituzione all'articolo 3, all'articolo 16 e all'articolo 117».
- La Sicilia - Mercoledì 09 Gennaio 2013 Catania (Cronaca)
Pagina 26
Chiusi edicola, bar e negozi. Benvenuti alla stazione fantasma
«Catania centrale» Il
triste declino dello scalo ferroviario di piazza Giovanni XXIII iniziato con la
soppressione dei treni a lunga percorrenza. Resiste solo il tabaccaio. I disagi
per lavoratori e studenti gli unici che utilizzano il treno.
L'edicola è chiusa. Chi vuole prendere un caffè, per tenersi
sveglio prima della partenza, deve rivolgersi al chiosco nella vicina piazza
Giovanni XXIII. Stesso discorso per coloro che vogliono comprare un giornale.
Più complessa, invece, la situazione per chi desidera affittare un'auto oppure
comprare un profumo.
Questo è il quadro della "Stazione Centrale" di Catania in un giorno qualunque della settimana. Nessun servizio, nessun punto di
ristoro ed informazioni con il contagocce. I più fortunati sono i fumatori che
hanno la possibilità di comprare le sigarette nell'unico negozio che resta
ancora aperto all'interno dell'edificio.
La Stazione resta così vittima di un processo di desertificazione dei servizi. Un luogo dove la crisi si è fatta sentire. Eccome. Qui l'unica area affollata è la sala d'attesa. Poi, passato il treno, non resta quasi più nessuno. Sono soprattutto lavoratori e studenti fuori sede quelli che lamentano uno scalo dove i disagi sono sotto gli occhi di tutti: «Sembra di essere in una stazione di qualche paesino sperduto dell'entroterra siciliano e non in una grande città come Catania - spiega l'universitario Federico Di Gregorio - da qui fino a Furci Siculo il viaggio è molto lungo. L'attesa del treno diventa noiosa e per ammazzare il tempo bisogna portarsi delle riviste da casa».
«I negozi chiusi danno ! un senso di abbandono - gli fa eco Roberta Moschella, dipendente di un albergo a Taormina - la "Centrale" avrebbe bisogno di una rivalutazione anche strutturale. Il motivo? Le uscite transennate, con i vetri rotti, che impressione possono dare ai turisti che vengono in città per la prima volta? ».
Gli spazi commerciali della struttura sono gestiti dalla "Centostazioni" (Gruppo FS Italiane) che spiega come «la chiusura di alcuni esercizi commerciali, presso la stazione di Catania, si inserisce nel quadro di crisi economica che sta investendo il Paese, con ricadute anche nel settore commerciale. Proprio in considerazione del particolare momento, l'azienda sta valutando soluzioni e proposte più flessibili, per venire incontro alle esigenze dei potenziali partner». Purtroppo la soppressione dei treni a lunga percorrenza ("Catania- Milano", "Torino-Siracusa" e "Siracusa-Venezia" su tutti), il complessivo ridimensionamento dei collegamenti con il resto d'Italia, il taglio dei convogli notturni e i lunghissimi tempi di percorrenza non rende appetibile l'utilizzo del traffico su rotaie. Qui l'ultima volta che la stazione e l'utilizzo dei treni ha fatto registrare il "soldout" è stato nel 2010. Quando, a causa della nube del vulcano islandese, furono cancellati tutti i voli nello scalo di "Fontanarossa". Il traffico su binari o gomma era l'unica alternativa agli aerei. Da allora il nulla.
La conseguenza inevitabile è che la "Stazione Centrale" paga un prezzo altissimo in termini di servizi ed utenza. La gente insomma preferisce muoversi con i voli "low cost" o con gli autobus a lunga percorrenza. Per i commercianti dello scalo di Catania si chiude così un'epoca e, con i costi di affitto alle stelle, molti hanno già abbassato la saracinesca. Gli ultimi a chiudere bottega sono stati il bar e l'edicola lo scorso maggio. C'è rimasto il tabaccaio. Un "sopravvissuto" che potrebbe avere, però, le ore contate.«La "Catania Centrale" ha progressivamente perso "appeal" agli occhi della gente - sottolinea l'imprenditore Cristiano Ragusa - ogni giorno qui arrivano e partono migliaia di persone che non trovano i servizi basilari. Dovrebbe migliorare l'intera struttura per poter risolvere i problemi di sempre. Oggi in Sicilia viaggiare sui treni è un'odissea ma, con la stazione in completo stato di abbandono, lo scalo è destinato ad una morte certa. Per rendersene conto - prosegue Ragusa - basta guardare il monumento della vecchia locomotiva. Un simbolo quasi completamente corroso dalla ruggine e, fino a poco tempo fa, utilizzato come riparo notturno dai senza tetto». Damiano Scala
La Stazione resta così vittima di un processo di desertificazione dei servizi. Un luogo dove la crisi si è fatta sentire. Eccome. Qui l'unica area affollata è la sala d'attesa. Poi, passato il treno, non resta quasi più nessuno. Sono soprattutto lavoratori e studenti fuori sede quelli che lamentano uno scalo dove i disagi sono sotto gli occhi di tutti: «Sembra di essere in una stazione di qualche paesino sperduto dell'entroterra siciliano e non in una grande città come Catania - spiega l'universitario Federico Di Gregorio - da qui fino a Furci Siculo il viaggio è molto lungo. L'attesa del treno diventa noiosa e per ammazzare il tempo bisogna portarsi delle riviste da casa».
«I negozi chiusi danno ! un senso di abbandono - gli fa eco Roberta Moschella, dipendente di un albergo a Taormina - la "Centrale" avrebbe bisogno di una rivalutazione anche strutturale. Il motivo? Le uscite transennate, con i vetri rotti, che impressione possono dare ai turisti che vengono in città per la prima volta? ».
Gli spazi commerciali della struttura sono gestiti dalla "Centostazioni" (Gruppo FS Italiane) che spiega come «la chiusura di alcuni esercizi commerciali, presso la stazione di Catania, si inserisce nel quadro di crisi economica che sta investendo il Paese, con ricadute anche nel settore commerciale. Proprio in considerazione del particolare momento, l'azienda sta valutando soluzioni e proposte più flessibili, per venire incontro alle esigenze dei potenziali partner». Purtroppo la soppressione dei treni a lunga percorrenza ("Catania- Milano", "Torino-Siracusa" e "Siracusa-Venezia" su tutti), il complessivo ridimensionamento dei collegamenti con il resto d'Italia, il taglio dei convogli notturni e i lunghissimi tempi di percorrenza non rende appetibile l'utilizzo del traffico su rotaie. Qui l'ultima volta che la stazione e l'utilizzo dei treni ha fatto registrare il "soldout" è stato nel 2010. Quando, a causa della nube del vulcano islandese, furono cancellati tutti i voli nello scalo di "Fontanarossa". Il traffico su binari o gomma era l'unica alternativa agli aerei. Da allora il nulla.
La conseguenza inevitabile è che la "Stazione Centrale" paga un prezzo altissimo in termini di servizi ed utenza. La gente insomma preferisce muoversi con i voli "low cost" o con gli autobus a lunga percorrenza. Per i commercianti dello scalo di Catania si chiude così un'epoca e, con i costi di affitto alle stelle, molti hanno già abbassato la saracinesca. Gli ultimi a chiudere bottega sono stati il bar e l'edicola lo scorso maggio. C'è rimasto il tabaccaio. Un "sopravvissuto" che potrebbe avere, però, le ore contate.«La "Catania Centrale" ha progressivamente perso "appeal" agli occhi della gente - sottolinea l'imprenditore Cristiano Ragusa - ogni giorno qui arrivano e partono migliaia di persone che non trovano i servizi basilari. Dovrebbe migliorare l'intera struttura per poter risolvere i problemi di sempre. Oggi in Sicilia viaggiare sui treni è un'odissea ma, con la stazione in completo stato di abbandono, lo scalo è destinato ad una morte certa. Per rendersene conto - prosegue Ragusa - basta guardare il monumento della vecchia locomotiva. Un simbolo quasi completamente corroso dalla ruggine e, fino a poco tempo fa, utilizzato come riparo notturno dai senza tetto». Damiano Scala
- La Sicilia - Mercoledì
09 Gennaio 2013 Catania (Cronaca) Pagina 26
domenica 6 gennaio 2013
Lettera aperta al Presidente Crocetta sulle priorità del trasporto pubblico ferroviario e delle infrastrutture in Sicilia.-
Al Signor Presidente della
Regione Siciliana On. Rosario Crocetta
All’Assessore Regionale
delle Infrastrutture e della Mobilità Avv.Nino Bartolotta
Ai Signori Deputati
all’ARS
Al Dipartimento delle
Infrastrutture e della Mobilità Dirigente Generale Avv. Vincenzo Falgares
Al Dipartimento delle
Infrastrutture e della Mobilità Servizio 4°
Trasporto regionale Ferroviario
Oggetto: Le priorità del trasporto pubblico ferroviario e delle
infrastrutture in Sicilia.-
Quale coordinatore dei pendolari siciliani
(Comitato Pendolari Me-Ct-Sr, Comitato Pendolari S.Agata Militello-Messina,
Comitato Pendolari Caltagirone-Gela e Pendolari Ragusa), ho il dovere di
rappresentarLe la necessità di portare avanti politiche sempre più incisive per
favorire lo sviluppo infrastrutturale e la mobilità, intesa come trasporto
efficiente ed efficace, ribadendo l’importanza strategica del trasporto
pubblico ferroviario in una regione come la Sicilia, partendo dai piccoli
risultati per arrivare alle grandi opere.
Le problematiche che al momento affliggono tutto il
territorio siciliano e che coinvolgono giornalmente oltre 50.000 utenti-pendolari
del trasporto ferroviario che si spostano per motivi di lavoro, studio o altro,
sono molte e di diversa natura.
Premesso ciò, desidero richiamare l’attenzione del neo
Governo regionale su due articoli dello Statuto Speciale della Regione Sicilia
e precisamente l’articolo 17 e l’articolo 22.
Alla luce di quanto è previsto nei suddetti articoli,
Le chiediamo Ill.mo Presidente di voler intervenire su alcune problematiche che
paralizzano la nostra Sicilia ormai da parecchio tempo:
§ Il diritto alla continuità territoriale
(ferroviaria-marittima-aerea) quasi del tutto inesistente;
§ Il Contratto di Servizio per il trasporto ferroviario
ad oggi non ancora sottoscritto;
§ Il mancato rispetto dell’accordo sottoscritto da parte
di Trenitalia con la Regione Sicilia nel giugno 2007, che prevedeva l’aumento
del 7% delle tariffe per finanziare più treni;
§ L’aggiunta di posti a sedere negli Intecitynotte da
Siracusa e da Palermo;
§ Il recupero di tutti i treno/km non effettuati dal
2004 ad oggi, così come previsto dal piano di ammortamento per il
cofinanziamento dei treni Minuetto
§ L’attuazione del Piano Regionale dei Trasporti e della
Mobilità già approvato nel 2002;
§ La mancanza di un piano di trasporto intermodale per raccordare più modi di trasporto, fattore
rilevante all'interno delle politiche volte a favorire la mobilità
sostenibile urbana ed extraurbana.
Per
quanto riguarda la questione delle infrastrutture, si chiede un intervento immediato
ed incisivo per:
§ Il completamento dei restanti 42 km del raddoppio
ferroviario Fiumefreddo-Giampilieri dell’asse Messina-Catania-Siracusa,
finanziato dal 2005 dal Cipe (1970 milioni di euro) e mai realizzato;
§ L’ammodernamento e la velocizzazione del tracciato
esistente della Catania-Palermo, nonostante già finanziato con 30 milioni di
euro dal Cipe ed inserito nel Contratto di Programma di Rete Ferroviaria
Italiana del 2010 e non l’opera faraonica del raddoppio;
§ La riattivazione della linea Caltagirone-Niscemi-Gela,
da oltre un anno chiusa a causa del crollo del ponte;
§ Il completamento del raddoppio ferroviario Fiumetorto-Castelbuono.
Mi sembra giusto chiedere, alla politica siciliana, di
conoscere quali saranno le richieste di intervento a tutela e salvaguardia
della continuità territoriale, del trasporto ferroviario regionale e del trasporto
universale da e per il nord che, già in Sicilia, è quasi del
tutto inesistente.
Da sottolineare che le scelte fino ad ora attuate
dalle Ferrovie dello Stato, rendono l'intero gruppo complice del ritardo dello
sviluppo delle aree del Sud Italia e dell'accrescersi del divario con le
regioni settentrionali e con il resto d'Europa, che sarà sempre più difficile
colmare in futuro.
Ritengo inaccettabile la situazione di cui sopra e un
Governo responsabile e attento non può e non deve assistere indifferente, ma ha
l'obbligo di dare ai suoi cittadini risposte concrete e tangibili.
E'
questo il momento in cui deve prevalere il senso di responsabilità dei nostri
Amministratori nei confronti del Popolo siciliano, in considerazione del fatto
che non venga ulteriormente penalizzato il nostro territorio, e di iniziare
tutti assieme a chiedere quanto ci spetta di diritto, così come viene sancito
dalla Costituzione all’articolo 3, all’articolo 16 e
all’articolo 117.
Il
territorio siciliano non appartiene né alla politica di destra né a quella di
sinistra, ma è dovere della politica garantire ai Siciliani lo sviluppo
economico, sociale e infrastrutturale pari al resto d’Italia.
Ritengo opportuno che le Istituzioni, in
collaborazione con i molti utenti del trasporto ferroviario, con le
associazioni di categoria e i sindacati, incomincino a programmare un servizio
più vicino all’utenza, ed in modo particolare all’utenza pendolare che
giornalmente è costretta a fare enormi sacrifici per raggiungere il proprio
luogo di lavoro, studio o altro.
Non ritengo giusto che a piangerne le conseguenze per
i disservizi creati da un trasporto pubblico ferroviario carente, sia nella
qualità che nelle infrastrutture, siano sempre le fasce sociali più deboli e di
conseguenza la società in generale, quando un’attenta politica ai fabbisogni
del territorio dovrebbe garantire pari dignità e diritti ai suoi cittadini.
Alla luce di quanto esposto, cosa intende fare la
Regione Siciliana in materia di trasporto pubblico ferroviario nell’immediato?
Certo di un Suo autorevole intervento e disponibile ad
un incontro porgo, a nome dei pendolari che rappresento, cordiali saluti.
Giosuè
Malaponti – Coordinatore Comitato Pendolari Siciliani
Comitato Pendolari
Me-Ct-Sr - Comitato Pendolari Sant’Agata Militello-Messina - Comitato Pendolari Ragusa - Comitato Pendolari
Caltagirone-Gela
Treni Sicilia: più viaggiatori, meno servizi. In aumento i passeggeri, ma peggiorano le condizioni. Fit-Cisl: «Con pochi milioni importanti infrastrutture»
Palermo. Aumenta il traffico ferroviario passeggeri, ma il contratto di
servizio tra la Regione e Trenitalia resta un miraggio. Il 2012, secondo i dati
diffusi dalla Fit-Cisl, ha fatto registrare un +35%. I siciliani che ogni
giorno, dal lunedì al venerdì, hanno scelto di p! rendere un treno sono passati
dai 28 mila del 2011 ai 40 mila dello scorso anno.
È uno degli effetti dei continui rincari sul costo di benzina e gasolio, che hanno indotto molti viaggiatori a lasciare l'automobile sotto casa e a spostarsi maggiormente in treno. «Alla luce dell'incremento del traffico passeggeri - denuncia Mimmo Perrone, segretario regionale Fit-Cisl Mobilità - Trenitalia non ha migliorato collegamenti e servizi, e più in generale, non ha destinato risorse aggiuntive per gli investimenti. I siciliani quindi viaggiano di più in treno, ma in condizioni sempre peggiori».
Intanto, entro la fine del mese il presidente della Regione, Rosario Crocetta, dovrebbe andare a Roma per chiudere l'accordo sull'alta velocità Catania-Palermo, tratta ferroviaria che oggi è percorsa da un solo treno non-stop. Treno che, per fare la spola tra le due città, costa 800mila euro all'anno.
Un caso emblematico che mette in risalto una delle tante carenze del trasporto ferroviario siciliano: la mancanza di quello che in gergo viene chiamato materiale rotabile. Sempre meno convogli circolano nell'Isola, dove anche i progetti infrastrutturali meno costosi e più facili da realizzare restano chiusi in un cassetto. Tra questi c'è la fermata ferroviaria all'interno dell'aeroporto di Fontanarossa. Costo previsto: circa due milioni di euro. «Il 13 maggio del 2005 - ricorda Perrone - è stato firmato un protocollo d'intesa tra il ministero dei Trasporti, Comune di Catania, Rfi e Circumetnea, per gettare le basi per il collegamento Acquicella-Fontanarossa. Collegamento che si "appoggia" alla già esistente asta di manovra che fiancheggia la tratta a doppio binario Acquicella-Bicocca. In particolare, è possibile congiungere all'asta di manovra un nuovo binario che corre all'interno in parte dell'aeroporto militare ed in parte di quello civile, consentendo così di arrivare al terminal».
L'opera, seppur di facile realizzazione e poco costosa, è finita nel dimenticatoio. Così come un altro intervento strategico per la cosiddetta intermodalità è il collegamento da Ragattisi all'aeroporto di Trapani Birgi. Due chilometri separano la stazione trapanese con lo scalo: distanza che potrebbe essere "coperta" con pochi milioni di euro.
Pecche, per usare un eufemismo, di una Regione che non ha ancora sottoscritto il nuovo contratto di servizio con Trenitalia. «Il presidente Crocetta - si domanda Perrone - è consapevole dello stallo in cui si trova la Regione? Allo stato attuale, vige il contratto di servizio nazionale che risale al 2004. Ciò vuol dire che la Regione è committente di Trenitalia con i soldi dello Stato. Risorse insufficienti per il "fabbisogno" di treni in Sicilia».
Quella del contratto di servizio è ormai diventata una vera e propria telenovela, con cifre sempre più "ballerine". Nel 2009 l'intesa Regione-Trenitalia prevedeva 132 milioni di euro; somma che, con il passare degli anni, è scesa fino a 111 milioni. Con la conseguente! diminuzione del numero dei chilometri-treno annui da 12,5 a 9,5 milion! i. Il contratto di servizio, però, a distanza di anni (e nonostante i proclami) non è stato ancora firmato. Ma non è tutto. Extra contratto, inoltre, il vecchio esecutivo regionale aveva previsto di destinare 50 milioni per l'acquisto di nuovi convogli ferroviari.
Un'altra delle criticità relative al trasporto ferroviario è quella infrastrutturale. «Anche su questo tema - aggiunge Perrone - la politica è assente. Neanche il Movimento Cinque Stelle, che in campagna elettorale ha denunciato la lentezza dei treni siciliani nel famoso viaggio di Grillo da Scordia a Vizzini, prende posizione. E dire che all'Ars i grillini potrebbero fare da pungolo alle istituzioni regionali e nazionali che finora hanno trascurato lo stato infrastrutturale delle reti ferroviarie».
La connessione tra ferrovie, pullman, aeroporti e porti, per il sindacato cislino, è un altro dei "nodi" fondamentali che bisogna affrontare col nuovo governo regionale. «Chiediamo sin da subito - conclude Amedeo Benigno, segretario Fit-Cisl Sicilia - un tavolo col presidente Crocetta per discutere la riorganizzazione del piano di trasporto integrato dell'Isola».
Daniele Ditta
La Sicilia - Domenica 06 Gennaio 2013 I FATTI Pagina 7
È uno degli effetti dei continui rincari sul costo di benzina e gasolio, che hanno indotto molti viaggiatori a lasciare l'automobile sotto casa e a spostarsi maggiormente in treno. «Alla luce dell'incremento del traffico passeggeri - denuncia Mimmo Perrone, segretario regionale Fit-Cisl Mobilità - Trenitalia non ha migliorato collegamenti e servizi, e più in generale, non ha destinato risorse aggiuntive per gli investimenti. I siciliani quindi viaggiano di più in treno, ma in condizioni sempre peggiori».
Intanto, entro la fine del mese il presidente della Regione, Rosario Crocetta, dovrebbe andare a Roma per chiudere l'accordo sull'alta velocità Catania-Palermo, tratta ferroviaria che oggi è percorsa da un solo treno non-stop. Treno che, per fare la spola tra le due città, costa 800mila euro all'anno.
Un caso emblematico che mette in risalto una delle tante carenze del trasporto ferroviario siciliano: la mancanza di quello che in gergo viene chiamato materiale rotabile. Sempre meno convogli circolano nell'Isola, dove anche i progetti infrastrutturali meno costosi e più facili da realizzare restano chiusi in un cassetto. Tra questi c'è la fermata ferroviaria all'interno dell'aeroporto di Fontanarossa. Costo previsto: circa due milioni di euro. «Il 13 maggio del 2005 - ricorda Perrone - è stato firmato un protocollo d'intesa tra il ministero dei Trasporti, Comune di Catania, Rfi e Circumetnea, per gettare le basi per il collegamento Acquicella-Fontanarossa. Collegamento che si "appoggia" alla già esistente asta di manovra che fiancheggia la tratta a doppio binario Acquicella-Bicocca. In particolare, è possibile congiungere all'asta di manovra un nuovo binario che corre all'interno in parte dell'aeroporto militare ed in parte di quello civile, consentendo così di arrivare al terminal».
L'opera, seppur di facile realizzazione e poco costosa, è finita nel dimenticatoio. Così come un altro intervento strategico per la cosiddetta intermodalità è il collegamento da Ragattisi all'aeroporto di Trapani Birgi. Due chilometri separano la stazione trapanese con lo scalo: distanza che potrebbe essere "coperta" con pochi milioni di euro.
Pecche, per usare un eufemismo, di una Regione che non ha ancora sottoscritto il nuovo contratto di servizio con Trenitalia. «Il presidente Crocetta - si domanda Perrone - è consapevole dello stallo in cui si trova la Regione? Allo stato attuale, vige il contratto di servizio nazionale che risale al 2004. Ciò vuol dire che la Regione è committente di Trenitalia con i soldi dello Stato. Risorse insufficienti per il "fabbisogno" di treni in Sicilia».
Quella del contratto di servizio è ormai diventata una vera e propria telenovela, con cifre sempre più "ballerine". Nel 2009 l'intesa Regione-Trenitalia prevedeva 132 milioni di euro; somma che, con il passare degli anni, è scesa fino a 111 milioni. Con la conseguente! diminuzione del numero dei chilometri-treno annui da 12,5 a 9,5 milion! i. Il contratto di servizio, però, a distanza di anni (e nonostante i proclami) non è stato ancora firmato. Ma non è tutto. Extra contratto, inoltre, il vecchio esecutivo regionale aveva previsto di destinare 50 milioni per l'acquisto di nuovi convogli ferroviari.
Un'altra delle criticità relative al trasporto ferroviario è quella infrastrutturale. «Anche su questo tema - aggiunge Perrone - la politica è assente. Neanche il Movimento Cinque Stelle, che in campagna elettorale ha denunciato la lentezza dei treni siciliani nel famoso viaggio di Grillo da Scordia a Vizzini, prende posizione. E dire che all'Ars i grillini potrebbero fare da pungolo alle istituzioni regionali e nazionali che finora hanno trascurato lo stato infrastrutturale delle reti ferroviarie».
La connessione tra ferrovie, pullman, aeroporti e porti, per il sindacato cislino, è un altro dei "nodi" fondamentali che bisogna affrontare col nuovo governo regionale. «Chiediamo sin da subito - conclude Amedeo Benigno, segretario Fit-Cisl Sicilia - un tavolo col presidente Crocetta per discutere la riorganizzazione del piano di trasporto integrato dell'Isola».
Daniele Ditta
La Sicilia - Domenica 06 Gennaio 2013 I FATTI Pagina 7
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