giovedì 14 novembre 2019

Caro tariffe aeree. Ai siciliani non resterebbe che volare...con Isee alla mano

Di sicuro non sarà l’eventuale costruzione del ponte sullo Stretto a riavvicinare ed unire la Sicilia al continente Italia e all’Europa ma l’attuazione immediata di un’attenta programmazione infrastrutturale per ridurre quel gap in cui in è stata volutamente relegata in questi ultimi 50 anni.
Sorvolando sulle difficoltà e la penuria di collegamenti ferroviari da e per la Sicilia, cinque coppie treni di cui quattro collegano l’Isola con Roma e una con Milano. Appena dieci ore circa per raggiungere Roma e più del doppio per raggiungere Milano.
Ai Siciliani quindi non resterebbe che volare.
Ma anche volare per i Siciliani è diventato un vero incubo per il salasso degli eccessivi costi dei biglietti aerei.
A prescindere che l’art.3 della Costituzione sancisce il principio della non discriminazione e considerato che la Regione Siciliana nel suo Statuto Speciale all’art.17 recita: - “Entro  i limiti dei  principi  ed  interessi  generali cui si informa la legislazione dello Stato, l’Assemblea regionale può, al fine di soddisfare alle  condizioni particolari ed agli interessi propri della Regione, emanare leggi, anche relative all’organizzazione dei servizi, sopra le seguenti materie concernenti la Regione: a) comunicazioni e trasporti regionali di qualsiasi genere…”; e all’art.22 sancisce: - “La Regione ha diritto di partecipare con un suo rappresentante, nominato dal Governo regionale, alla formazione delle tariffe ferroviarie dello Stato ed alla istituzione e regolamentazione dei servizi nazionali di comunicazione e trasporti, terrestri, marittimi ed aerei, che possano comunque interessare la Regione”.
Alcune domande ci sorgono spontanee:
La Regione Siciliana ha mai nominato un suo rappresentante che abbia partecipato alla formazione delle tariffe ferroviarie dello Stato ed alla istituzione e regolamentazione dei servizi nazionali di comunicazione e trasporti, terrestri, marittimi ed aerei, di interesse regionale?
E’ stata mai sollevata, discussa e pianificata nelle conferenze Stato-Regioni l’insularità e la continuità territoriale della Sicilia?
Quali sono stati gli interventi e le strategie che la Regione Siciliana ha messo in atto e che vorrà attuare per venire incontro al popolo siciliano relativa agli spostamenti aerei, ferroviari e marittimi?
Un dubbio ci sorge continuamente, quanti sono e/o sono stati i nostri rappresentanti politici al parlamento romano ed europeo che viaggiano in aereo dalla Sicilia per Roma e Bruxelles in questo ultimo trentennio?
Beh, non ha importanza conoscerne il numero esatto anche perché loro viaggiano a spese degli italiani e quindi non si sono né si saranno posti mai il problema dell’elevato costo dei biglietti aerei.
Un’ultima domanda ci sorge spontanea: se il costo dei biglietti aerei per raggiungere da Palermo o da Catania la città di Roma fosse stato a totale carico dei nostri rappresentanti politici, probabilmente si sarebbero resi conto del costo eccessivo dei voli aerei da e per la Sicilia? “Tanto paga Pantalone” e quindi il problema non interessa loro!!!
In merito a quanto sta cercando di mettere in atto il viceministro ai trasporti Cancelleri sul caro tariffe aeree, lo troviamo assurdo e discriminante per il popolo siciliano, il quale con certificazione Isee alla mano dovrebbe acquistare un biglietto aereo.
Non serve, ancora una volta, mettere pezze ad un colabrodo di servizi e di inefficienze ma è urgente trovare una soluzione che garantisca dignità e diritti a tutti i siciliani a poter viaggiare, e non ad elemosine estemporanee, grazie alla continuità territoriale che ci spetta di diritto, per la posizione geografica in cui ci troviamo, e che ci viene negata allontanandoci sempre più dall’Italia e dall’Europa.

venerdì 30 agosto 2019

E’ nostro dovere rispondere, principalmente per la corretta e dovuta informazione, alle non risposte dell’assessore Falcone.

L’Assessore Falcone dichiara che il rappresentante dei pendolari, Giosuè Malaponti, non dica il vero sulla nota stampa “Il trasporto e le infrastrutture ferroviarie in Sicilia languono nell’oblio, negli annunci e anche nei fatti” (vedi link).
A noi, e personalmente al responsabile del Comitato Pendolari Siciliani - Ciufer, non interessano i titoli sui giornali ma ringraziamo le varie redazioni che ci danno voce per rappresentare le istanze di migliaia di pendolari da sottoporre all’attenzione di una classe politica che non ha mai usato il treno, con la stessa frequenza di studenti, lavoratori che hanno scelto il treno come mezzo di trasporto per raggiungere i luoghi di studio, di lavoro e/o svago.
Desideriamo attenerci solo ai fatti e non ai vari annunci a cui è abituata la politica.
Noi non abbiamo mai dichiarato quanto afferma l’assessore regionale ai trasporti Marco Falcone:
Alla luce di queste dichiarazioni abbiamo ritenuto di intervenire per dovere di informazione e di oggettività.
In merito alla prima dichiarazione dell’assessore è doveroso conoscere che il Contratto di Servizio 2017-2026 è stato sottoscritto il 9 aprile 2018 (vedi link), ma prendiamo per buono quanto dichiara l’assessore Falcone, e cioè che è stato firmato il 17 maggio 2018. Occorre tenere presente che il Contratto di servizio “Ponte 2015-2016” è scaduto il 31/12/2016 mentre il contratto di servizio decennale sino al 2026, come afferma l’assessore Falcone, è stato firmato a maggio 2018 anche se contrattualmente partiva dal mese di gennaio 2017.
E allora quanti mesi sono trascorsi dalla scadenza del 31/12/2016 al 17 maggio 2018?
Non ci sembra che siano trascorsi appena sei mesi circa di trattative ma bensì sedici mesi e 17 giorni.
In riferimento alla seconda dichiarazione dell’assessore ci siamo attenuti a quanto recita l’art. 14 - Obblighi tariffari e gratuità - comma 4: “La Regione inoltre stabilisce che le tariffe regionali sono incrementate, dal 1° gennaio degli anni 2020, 2022 e 2024, con prevendita dal giorno 25 dicembre del mese precedente, del 10% per ciascuno degli anni indicati. Gli incrementi delle tariffe sono paritetici per le tariffe regionali e sovra regionali, nel rispetto del documento approvato dalla Conferenza Stato Regioni del 3 agosto 2017, aggiornato in data 21 settembre 2017, e sono automaticamente applicati da Trenitalia, salvo deliberazione contraria della Regione”, mentre l’assessore dichiara: “… abbiamo imposto a Trenitalia di non effettuare aumenti delle tariffe”. E sempre all’interno dell’art. 14 al comma 2 punto 5: “Con decorrenza dalla riapertura all’esercizio ferroviario del Passante di Palermo, Trenitalia doveva attivare contestualmente una promozione commerciale sperimentale per famiglie e piccoli gruppi composti al massimo da sei persone di cui almeno una adulta pagante…”, Non vi è traccia né sul sito della Regione né su quello di Trenitalia Trasporto regionale Sicilia (vedi link)
Riguardo la terza dichiarazione non ci risulta che l’assessore Falcone abbia convocato i sindacati e le parti sociali né prima né dopo il 10 agosto 2019 e questo è un dato di fatto.
Nella nostra nota stampa non abbiamo fatto cenno ad un contratto squilibrato o a un contratto capestro ma abbiamo voluto evidenziare alcuni aspetti contrattuali che a parer nostro non rispettano le scadenze dichiarate e su cui l’assessore ai trasporti continua a non rispondere, facendo voli pindarici sui binari ferroviari siciliani.
Ci tentiamo a precisare inoltre, che la bozza del programma orario 2019-2020 ci è pervenuta solo giovedì 29 agosto 2019 alle ore 11.51 con nota prot. 43573 del 28/08/2019 (vedi nota convocazione), con annessa convocazione per il 10 o 12 settembre, data peraltro poco chiara, giacchè l’assessore sostiene che si terrà il 12 settembre alle ore 12.00 presso la sede del Dipartimento Trasporti via L. da Vinci 161 Palermo.
Prendiamo atto che l’assessore ci conferma che saranno 5 i nuovi treni e che la data di consegna sarà novembre.
Non serve prendersi alcun merito, perchè istituito dopo anni di vane attese, ed essendo già un atto dovuto, previsto dal comma 2 dell'art. 18 del Contratto di servizio per il trasporto pubblico ferroviario di interesse regionale e locale per il periodo 2017/2026 stipulato in data 9 aprile 2018, e non il 17 maggio 2018, tra la Regione Siciliana e Trenitalia Spa.
In conclusione vogliamo, così come abbiamo fatto dal lontano 2001 grazie alla collaborazione delle testate e delle redazioni dei giornali che ci hanno dato voce, fare presente che ci siamo sempre attenuti a presentare e/o rappresentare le varie discrasie, suggerimenti e proposte al Dipartimento Trasporto Ferroviario Regionale in uno spirito di stretta collaborazione per rendere il trasporto ferroviario siciliano più a misura dell’”UTENTE”.
Ci siamo sempre attenuti ai fatti e non alla consueta abitudine di annunci a cui è abituata la politica che nel concreto si traduce in fiumi di parole, di inchiostro e che molto spesso rimane imprigionata nelle sue stesse stanze e nella burocrazia.
Giosuè Malaponti Comitato Pendolari Siciliani - Ciufer

giovedì 29 agosto 2019

Il Dipartimento Trasporti Regionale convoca i Pendolari per il "Programma Orario 2019-2020


Con la nota prot. 43573 del 28/08/2019 pervenutaci giovedì 29 agosto  2019 alle ore 11.51 il Dipartimento Trasporti convoca un incontro per  martedì 10 settembre 2019 ore 12.00 presso la sede del Dipartimento in via L. da Vinci 161 Palermo.  Ordine del giorno: Progetto orario "15 dicembre 2019 - 12 dicembre 2020.

mercoledì 28 agosto 2019

Applicazione Art.5 “Obblighi di servizio pubblico e diritti di esclusiva” comma 5 e Art. 14 “Obblighi tariffari e gratuità” comma 8 del Contratto di Servizio 2017-2026 per il trasporto ferroviario.


Con la presente desideriamo sottoporre alle SS.LL. che, a parer nostro, sia stato disatteso quanto previsto dagli artt. 5 (Obblighi di servizio pubblico e diritti di esclusiva) e dall’art. 14 (Obblighi tariffari e gratuità):
·      L’art.5 (Obblighi di servizio pubblico e diritti di esclusiva) comma 5 del Contratto di Servizio 2017-2026, recita testualmente: - “Per gli anni successivi al secondo, il Programma di Esercizio a ogni cambio dell’orario sarà concordato con la Regione entro 270 giorni antecedenti l’entrata in vigore dell’orario stesso, ferma restando la disponibilità delle tracce orarie sull’infrastruttura ferroviaria da parte del Gestore dell’Infrastruttura…. In fase di definizione dell’orario annuale, la Regione consulterà opportunamente i Comitati dei Pendolari, formalmente costituiti, e le Associazioni dei Consumatori che ne formalizzano l’interesse”;
·      L’art. 14 (Obblighi tariffari e gratuità) comma 8 del Contratto di Servizio 2017-2026, recita testualmente: - “Trenitalia si impegna ad attivare iniziative di contrasto all’evasione e all’elusione, nonché a tutela della sicurezza personale del viaggiatore secondo il “Piano operativo di sicurezza e controlleria”, che sarà predisposto entro un anno dalla stipula del contratto”.

Cogliamo l’occasione per evidenziare, ancora una volta, che non è più possibile che Associazioni dei Consumatori e Comitati dei Pendolari vengano a conoscenza dei nuovi orari a metà novembre dal portale web di Trenitalia.it o, peggio ancora, con un invito in assessorato, a novembre per prendere solamente atto del nuovo orario ferroviario, in questo caso per l’anno 2019-2020.

Ci consta sottolineare, alle SS.LL., come è già successo negli anni scorsi, in considerazione del fatto che siamo stati convocati ai tavoli regionali per la programmazione oraria, da parte dell’Assessorato regionale e del Dipartimento Trasporti, e non abbiamo avuto più notizia dei suggerimenti e/o delle proposte presentate in quegli incontri, se non al cambio orario di dicembre.

Nel caso specifico della formulazione degli orari 2019-2020, così come previsto dall’Allegato 3 al Contratto di Servizio “Procedure di aggiornamento del programma di esercizio e servizi connessi” sono stati programmati degli incontri con i vari Comitati dei Pendolari dalla fine di dicembre 2018 a tutto il mese di gennaio 2019, giusta vs. nota prot. n.60565 del 05/12/2018.

In questi incontri, che avete chiamato tecnici, i vari Comitati hanno presentato tutta una serie di proposte di modiche di tracce orarie e/o di incrementi/diminuzioni delle fermate in base alle necessità dell’utenza rappresentata.

Tenuto conto che l’Impresa Ferroviaria Trenitalia Spa, che gestisce il trasporto ferroviario in Sicilia, ha dei tempi tecnici da rispettare previsti dal P.I.R. (Prospetto Informativo della Rete) e dall’Allegato 3 al Contratto di Servizio che prevede come primo step, nel mese di marzo, la richiesta da parte della Regione Siciliana e di Trenitalia delle tracce orarie da richiedere al Gestore della Infrastruttura, Rete Ferroviaria Italiana Spa, per la formulazione dell’orario del mese di Dicembre.
Negli step intermedi diventa vincolanti lo step 5 del mese di luglio che prevede l’invio da parte della Regione a Trenitalia il parere vincolante per l’accettazione del progetto orario con le eventuali osservazioni e/o modifiche necessarie, che Trenitalia invierà al Gestore della Infrastruttura entro la prima settimana del mese di agosto. Da questo preciso momento la proposta commerciale dei nuovi orari diventa definitiva perché dovrà essere accorpata al progetto orario definitivo nazionale approvato dal Gestore della Infrastruttura.

Ebbene, così come previsto dall’art.5 comma 5 del Contratto di Servizio, non abbiamo avuto più notizie su quali e quante delle proposte/modifiche/integrazioni, presentate negli incontri tecnici previsti dalla nota prot. n. 60565 del 05/12/2018, siano state accordate e inserite nella programmazione del nuovo orario, in considerazione di quanto previsto nell’Allegato 3 “Procedure di aggiornamento del programma di esercizio e servizi connessi” viste le varie scadenze degli step.

In merito, invece, all’art.14 comma 8, desideriamo conoscere il “Piano operativo di sicurezza e controlleria”, che doveva essere predisposto entro un anno dalla stipula del contratto e, che prevedeva l’attivazione di iniziative di contrasto all’evasione e all’elusione, nonché a tutela della sicurezza personale del viaggiatore”, che tra l’altro era già un servizio esistente e ancor di più prevista nella Carta dei Servizi 2019.

Ci sembra doveroso segnalare in merito all’art.14 comma 8, che da almeno dieci mesi è letteralmente sparita la “Squadra Antievasione” sui treni regionali della Sicilia a cura della Direzione regionale di Trenitalia. L’attività della squadra antievasione era concentrata soprattutto nelle stazioni e sui treni dove si registrano più numerosi i tentativi di viaggiare senza pagare il biglietto. Tre squadre - una a Palermo, una a Catania e una a Messina - di personale addetto al controllo (in tutto 18 agenti), erano impegnate in accurate verifiche sia a terra, sia a bordo. Contando sull’effetto deterrente, Trenitalia prevedeva una significativa riduzione del fenomeno. Tale attività avrebbe consentito di recuperare risorse da destinare al potenziamento della flotta e al miglioramento dei servizi a beneficio di chi rispetta le regole per viaggiare sui treni”

In conclusione chiediamo di venire a conoscenza della proposta oraria già elaborata dal Dipartimento Trasporti regionale e dall’impresa ferroviaria Trenitalia Spa, per prenderne visione ed eventualmente, visti i margini del P.I.R. e dell’Allegato 3, di poter intervenire sulle richieste e/o proposte indicate, negli incontri tecnici effettuati, e non inserite nell’attuale programmazione oraria 2019-2020.

Chiediamo, inoltre, se e quando verrà attivato, così come previsto nel Contratto di servizio, il “Piano operativo di sicurezza e controlleria” così come è stato effettuato sino a qualche anno fa, ottenendo ottimi risultati.

All’Autorità di Regolazione dei Trasporti
art@autorita-trasporti.it
All’Assessorato Infrastrutture e Mobilità
gabinetto.infrastrutture@regione.sicilia.it
Al Dipartimento Infrastrutture, Mobilità e Trasporti
dipartimento. infrastrutture@regione.sicilia.it
Al Servizio 2° “Piano Regionale dei Trasporti 
Trasporto Regionale Ferroviario”
servizio2.infrastrutture@regione.sicilia.it

Certi della disponibilità, porgiamo cordiali saluti.
Fiumefreddo di Sicilia, 27 agosto 2019 

Giosuè Malaponti Comitato Pendolari Siciliani-Ciufer 

Il trasporto e le infrastrutture ferroviarie in Sicilia languono nell’oblio, negli annunci e anche nei fatti.

E’ assurdo che l’assessore regionale ai trasporti, On. Marco Falcone, dichiari che la Sicilia è stata la prima regione a firmare il contratto di servizio per il trasporto ferroviario. Non ci risulta che sia proprio così, e a dimostrarlo ci sono tutte le nostre battaglie da quel 9 settembre 2009, quando, a Roma, quasi tutte le regioni d’Italia si impegnarono a sottoscrivere il loro contratto di servizio per il trasporto ferroviario, a differenza della Sicilia che volle prendere tempo.

E di tempo dobbiamo costatare che ne è trascorso sui binari ferroviari siciliani, sino alla sottoscrizione dell’intesa tra Regione e Trenitalia a fine giugno del 2015. Intesa che poneva le basi per la realizzazione e la sottoscrizione del primo contratto di servizio definito “Ponte” che inizialmente doveva essere di circa quattro anni, infatti, in altre regioni è stato fatto per cinque anni, ma poi fu sottoscritto per il biennio “Ponte” 2015-2016 e precisamente il 30 dicembre 2015.
Mentre l’attuale contratto di servizio, per il trasporto ferroviario isolano, è stato sottoscritto definitivamente l’8 aprile 2018 per un decennio e precisamente per gli anni 2017-2026.
E’ evidente che non vi è stata una trattativa di sei mesi, come afferma l’assessore, ma esattamente di quindici mesi circa. Afferma ancora che, di fatto, si è aperta una nuova fase nei trasporti ferroviari isolani.
Non si comprende di quale nuova fase parli, l’assessore ai trasporti, giacché sia i Sindacati del settore, sia le Associazioni dei Consumatori, sia i vari Comitati dei Pendolari hanno segnalato e lamentato, come si legge nei vari articoli di stampa, le presunte "carenze di Trenitalia nella gestione del contratto di servizio in Sicilia”. Non è vero che nel nuovo contratto non sono stati previsti aumenti delle tariffe (biglietti-abbonamenti), questo forse sarà sfuggito all’assessore.
Infatti, alla Sezione Seconda del Contratto decennale: Tariffe, orari e investimenti - Art. 14 (Obblighi tariffari e gratuità) e precisamente al comma 4, cito testualmente: “La Regione inoltre stabilisce che le tariffe regionali sono incrementate, dal 1° gennaio degli anni 2020, 2022 e 2024, con prevendita dal giorno 25 dicembre del mese precedente, del 10% per ciascuno degli anni indicati. Gli incrementi delle tariffe sono paritetici per le tariffe regionali e sovra regionali, nel rispetto del documento approvato dalla Conferenza Stato Regioni del 3 agosto 2017, aggiornato in data 21 settembre 2017, e sono automaticamente applicati da Trenitalia, salvo deliberazione contraria della Regione”.
Un’altra iniziativa contrattuale di cui non vi è traccia, è quella delineata dall’art. 14 comma 2 punto 5: “Trenitalia doveva attivare contestualmente una promozione commerciale sperimentale per famiglie e piccoli gruppi composti al massimo da sei persone di cui almeno una adulta pagante, valevole almeno per dodici mesi, con vendita di biglietti con il 50% di sconto per i minori di età compresa tra i dodici e i diciotto non compiuti purché accompagnati almeno da un adulto pagante”.
Per ultimo vorremo conoscere delle date certe sull’entrata in esercizio di questi 4/5 nuovi treni di nuova generazione, perché sempre da notizie stampa, risultano date diverse: “i primi quattro convogli saranno in esercizio entro il mese di settembre 2019”; ”in servizio a novembre cinque nuovi treni elettrici”.
Da quello che si evince nell’allegato ‘A’ della deliberazione regionale n. 69 del 21.02.2019 sembra che i primi 4 convogli dovrebbero essere consegnati a giugno 2019. In conclusione non ci risulta che l’assessore ai trasporti, On. Falcone, abbia convocato alcun incontro operativo fra Regione, Trenitalia e parti sociali prima e/o dopo il 10 di agosto, nonostante abbia dichiarato di volerli incontrare.
Alla luce di questi incontri fantasma, stiamo ancora aspettando l’incontro di fine aprile sulla modifica degli orari dei treni e dei bus sostitutivi della Catania-Caltagirone-Gela. E’ nostro dovere chiedere quando pensa di incontrare le Associazioni dei Consumatori e i Comitati dei Pendolari per la pianificazione e sistemazione della bozza oraria 2019-2020 alla luce delle richieste/proposte presentate nei vari incontri di dicembre e gennaio, presso la sede dell’impresa ferroviaria, tra i Dirigenti di Trenitalia, i Dirigenti del Dipartimento Trasporti e i vari Comitati, non avendo avuto a tutt’oggi alcuna conferma? Nel Contratto decennale all’Art.5 (Obblighi di servizio pubblico e diritti di esclusiva) comma 5, cito testualmente: “Per gli anni successivi al secondo, il Programma di Esercizio ad ogni cambio dell’orario sarà concordato con la Regione entro 270 giorni antecedenti l’entrata in vigore dell’orario stesso, ferma restando la disponibilità delle tracce orarie sull’infrastruttura ferroviaria da parte del Gestore dell’Infrastruttura”.
Non è più possibile che Associazioni dei Consumatori e Comitati dei Pendolari vengano a conoscenza dei nuovi orari a metà novembre dal portale web di Trenitalia.it o, peggio ancora, con un invito in assessorato, a fine novembre per prendere atto del nuovo orario ferroviario 2019-2020, del quale si ignorano i contenuti e nel quale non sono state inserite, né tutte né in parte, le proposte presentate dai Comitati dei Pendolari.
Giosuè Malaponti - Comitato Pendolari Siciliani-Ciufer

giovedì 22 agosto 2019

Attivazione nuova modalità comunicativa per la segnalazione di disservizi relativi al trasporto ferroviario regionale - Form on line

Attivazione nuova modalità comunicativa per la segnalazione di disservizi relativi al trasporto ferroviario regionale - Form on line - Link pubblicato su pagina web del Dipartimento IMT.
Con riferimento alla vostra nota prot. n. 41917 del 07/08/2019, nella quale ci comunicavate l’attivazione di un nuovo ”Form on line” per consentire all’utenza ferroviaria una nuova modalità comunicativa per la segnalazione di suggerimenti, disagi, disservizi, etc. al link: Segnalazione Disservizi - http://www.regione.sicilia.it/infrastrutture/trasporti/form/contact-form.php al fine di regolamentare e razionalizzare le comunicazioni con l’utenza. 
Precisando, infine, un periodo transitorio di utilizzo della mail istituzionale trasportoferroviario@regione.sicilia.it sino al 18 settembre 2019. Facendo presente, nella suddetta nota, che da tale data non saranno prese in considerazione tutte le segnalazioni pervenute all’indirizzo mail: trasportoferroviario@regione.sicilia.it ma saranno prese in carico solamente quelle segnalazioni pervenute al ”Form on line” http://www.regione.sicilia.it/infrastrutture/trasporti/form/contact-form.php.
Ci pregiamo fare presente che l’ulteriore apporto di nuovi strumenti, quali il ”Form on line”, sulla pagina istituzionale del Dipartimento Trasporti possano servire all’utenza in generale per contribuire e collaborare con i funzionari del Dipartimento Trasporto Regionale Ferroviario, con le proprie segnalazioni, al buon funzionamento del servizio ferroviario isolano.
Non condividiamo, ma non per scelta ostruzionistica ma per atto dovuto, la cancellazione dell’account mail: trasportoferroviario@regione.sicilia.it a far data del 19 settembre 2019, in considerazione del fatto che avevamo chiesto e ottenuto di inserire una mail istituzionale per la comunicazione tra l’utenza, i rappresentanti dei Comitati dei Pendolari e delle Associazioni dei Consumatori con il Dipartimento Trasporti, già ai tempi della sottoscrizione del Contratto di Servizio “Ponte 2015-2016.
Tra l’altro ci corre l’obbligo di fare presente che nel Contratto di Servizio decennale “2017-2016” alla Sezione Quarta - Obblighi verso i Viaggiatori Articolo 21 (Reclami e segnalazioni) al seguente comma, è previsto:
1. Per consentire un accesso agevole e semplificato, i viaggiatori possono trasmettere i reclami e le segnalazioni sia a Trenitalia che alla Regione, attraverso i seguenti canali:
• modulistica disponibile presso le biglietterie Trenitalia;
• apposito modulo elettronico sul sito web aziendale di Trenitalia;
• indirizzo e-mail regionale dedicato (trasportoferroviario@regione.sicilia.it).
Riteniamo inammissibile e inaccettabile quanto comunicatoci nella nota prot. n. 41917 del 07.08.2019 a proposito dell’oscuramento della mail istituzionale trasportoferroviario@regione.sicilia.it a far data del 19 settembre 2019, in considerazione del fatto che è stata prevista e inserita nel Contratto di Servizio decennale e quindi riteniamo opportuno e doveroso che tutte le mail indirizzate a questo indirizzo istituzionale e contrattuale debbano continuare a essere introitate e gestite come fatto sino ad oggi.
In conclusione, prendiamo atto del nuovo supporto informatico ”Form on line” che il Dipartimento Trasporto Regionale Ferroviario ha voluto ulteriormente fornire per agevolare l’utenza ferroviaria in generale nel poter anche segnalare sulla pagina web della Regione Siciliana-Dipartimento Infrastrutture, Mobilità e Trasporti, le varie problematiche (suggerimenti, disagi, disservizi, etc.), desideriamo ribadire che la mail istituzionale: trasportoferroviario@regione.sicilia.it non può e non deve essere disattivata essendo stata inserita e prevista nel Contratto di Servizio sino al 2026.

All’Assessorato Infrastrutture e Mobilità
gabinetto.infrastrutture@regione.sicilia.it
Al Dipartimento Infrastrutture, Mobilità e Trasporti
dipartimento.infrastrutture@regione.sicilia.it
Al Servizio 2° “Piano Regionale dei Trasporti  
Trasporto Regionale Ferroviario”
servizio2.infrastrutture@regione.scilia.it
p c Direzione Regionale Sicilia Trenitalia Spa 
direzione.sicilia@trenitalia.it

Fiumefreddo di Sicilia, 22 agosto 2019
Cordialmente
Giosuè Malaponti Comitato Pendolari Siciliani-Ciufer

giovedì 8 agosto 2019

Dipartimento Trasporti Regionale - Attivazione nuovo "Form Online" per la segnalazione di disservizi


Comunicazione- Attivazione nuova modalita' comunicativa per la segnalazione di disservizi relativi al trasporto ferroviario regionale-Form on line- Link pubblicato su pagina web del dipartimento IMT - Nota Prot. n. 41917 del 07-08-19.

giovedì 18 aprile 2019

Tratta ferroviaria Catania-Caltagirone-Gela. Tutto da rifare

Ci è sembrato strano che il territorio, il giorno della riapertura
(16/02/2019) della tratta ferroviaria Catania-Caltagirone alla circolazione, chiedeva più servizi alla politica ma con la nuova proposta commerciale del 15 aprile scompaiono due corse treno dal lunedì al sabato.
Le proposte fatte anche all’assessore regionale ai trasporti a mezzo pec il 3/12/2018, il 15/02/2019 e il 12/03/2019 non hanno avuto risposta ne sono state prese in considerazione.
Queste le proposte avanzate sugli orari in vigore sino al 13 aprile 2019:
-Avevamo chiesto di ottimizzare gli attuali orari creando da Caltagirone il corrispettivo treno del mattino a quello di Catania, considerando l’arrivo a Catania all’incirca verso le 7.10/7.20;
-di spostare la partenza da Catania dalle 13.16 alle 14.20/14.25 creando il corrispettivo treno da Caltagirone grossomodo allo stesso orario e l’ultimo treno da Catania delle ore 17.00 alle 18.30/18.45 e così anche il treno da Caltagirone;
-Avevamo suggerito, a dire il vero, di considerare gli orari standard lavorativi 7.30/13.30 e 8.00/14.00 e di programmare gli orari delle corse prevendo di arrivare 15/20 minuti prima e di ripartire 15/20 minuti dopo l’orario di fine lavoro in fase sperimentale sino a sabato 8 giugno data in cui entrano in vigore gli orari estivi. Ciò avrebbe consentito un attento monitoraggio sulla frequentazione, considerato che la tratta è stata chiusa quasi tre anni. A fronte dei dati rilevati da questa fase sperimentale si poteva rivedere l’intera offerta commerciale della tratta Catania, Caltagirone, Niscemi e Gela;
-Avevamo anche suggerito di voler prendere in considerazione la possibilità di affidare i collegamenti tra Caltagirone, Niscemi e Gela ad una coppia di bus dell’Azienda Siciliana Trasporti, evitando così uno spreco di treno*km fatti con i bus sostitutivi di Trenitalia Spa almeno sino alla ricostruzione del viadotto ferroviario crollato l’11 maggio del 2011 in C.da Angeli-Piano Carbone in territorio di Niscemi oltre ad un risparmio di risorse economiche pubbliche. Da considerare che i km*treno risparmiati (46 km x 5 corse bus sostitutivi) potevano essere impiegati in altre relazioni sino alla ricostruzione del viadotto di Piano Carbone;
-Avevamo anche avanzato la proposta di creare ai bus sostitutivi le coincidenze alla Stazione di Gela con i Ragusa-Caltanissetta-Palermo.
Tutte queste proposte non sono state prese in considerazione da parte di chi aveva garantito più mobilità e più servizi, tenuto conto che a pagare il servizio è la Regione Siciliana.
Tra l’altro con l’ultimo investimento sull’infrastruttura di oltre 10 milioni sono stati migliorati i tempi di percorrenza sull’intero tracciato che scenderanno dagli attuali 110 a 94 minuti rendendo così più appetibile la ferrovia nei confronti del gommato. Ma la strana valutazione dei costi benefici ha fatto sì di far correre sui binari della ferrovia Catania-Caltagirone-Niscemi-Gela il “treno della politica” e non quello dei fabbisogni dei territori e della gente.
Al tavolo tecnico tenutosi a Caltanissetta il 6 marzo scorso, presentataci la nuova rimodulazione dei nuovi orari, avevamo fatto presente che i bus sostitutivi al treno da Caltagirone a Niscemi e Gela non avrebbero avuto più senso perché non avrebbero più assicurato la continuità di viaggio ai treni in arrivo e/o partenza da Caltagirone e Gela.  Occorre infine fare chiarezza sul costo a km dei bus sostitutivi al treno. Infatti sembrerebbe che un km*treno fatto con i bus sostitutivi venga pagato all’impresa ferroviaria Trenitalia circa 2 euro e 70 mentre alle aziende di trasporto private la Regione paga 1 euro e 09 centesimi a km.
Non desideriamo entrare nel merito ma qualcuno ci confermi o smentisca questi dati venuti fuori nell’incontro del tavolo tecnico tenutosi a Caltanissetta lo scorso 6 marzo 2019.
Il servizio sulla Catania-Caltagirone-Gela andrebbe fatto con una coppia di treni (Minuetto e/o Aln668) creando l'incrocio a Lentini Dir.ne o Fildidonna visto che non è possibile poter fare incroci sino a Caltagirone. 
Qualcuno ci spieghi qual è l'utilità del treno festivo 12816 delle ore 12.30 che arriva a Catania alle 14.04 per ripartire da Catania col treno 12817 delle ore 15.00 ultimo treno della sera?
Qualcuno ci spieghi con quali mezzi gli utenti, avendo eliminato il primo treno (12805) da Catania delle ore 5.38 potranno raggiungere Caltagirone per proseguire per Niscemi e Gela?
Qualcuno ci spieghi perchè sono stati programmati e a carico di chi i due bus della Etnatrasporti il primo alle 7.50 da Caltagirone e il secondo da Gela alle 13.15, che nessuno sapeva e che tra l'altro non sono visibili e/o acquistabili sul portale di Trenitalia? 
Qualcuno ci spieghi come fa un pendolare che da Militello deve arrivare a Caltagirone per prendere il bus delle 7.50 visto che il primo treno delle 5.38 da Catania è stato cancellato?
Qualcuno ci spieghi perchè le corse dei bus sostitutivi tra Caltagirone-Niscemi e Gela vengono considerate scolastiche?   
Da queste considerazioni avevamo suggerito che era necessario, opportuno ed urgente sistemare i nuovi orari tra Catania, Caltagirone, Niscemi e Gela e viceversa per evitare enormi disagi a studenti e lavoratori ma così non è stato per volontà politica, già da lunedì 15 aprile 2019.
Giosuè Malaponti - Comitato Pendolari Siciliani - Ciufer

martedì 16 aprile 2019

Una mattinata di disagi sulla relazione ferroviaria ionica.

Catania. Martedì 16 aprile 2019 – I primi treni del mattino della fascia oraria tra le 5.00 e le 9.00 sulla relazione Messina-Catania-Siracusa hanno subito pesanti ritardi.
Nel dettaglio i primi dodici treni penalizzati:
- sei hanno accumulato ritardi per 300 minuti pari a 5 ore (3865, 12865, 26576, 12868, 3866, 12780);
- tre sono stati soppressi e/o limitati  per un totale di 85 treno*km (26577, 26672, 26579);
- gli altri tre hanno transitato più o meno regolarmente (26575, 12866,12861).
E’ divenuto ormai una costante l’annuncio della sala operativa: Guasto temporaneo agli impianti di circolazione” del gestore dell’infrastruttura “Rete Ferroviaria Italiana Spa”. Guasti ormai divenuti normalità per problemi tecnici, per manutenzioni, per condizioni meteo, per problemi ai P.L., per incidenti vari lungo la linea ferrata in quasi tutte le relazioni ferroviarie ma a piangerne sempre le conseguenze è l’utenza che si trova a recuperare ore di lavoro che nessuno mai gli rimborserà. 
Giosuè Malaponti - Presidente Comitato Pendolari Siciliani - Ciufer

lunedì 8 aprile 2019

Dal 15 aprile 2019 molti utenti della tratta ferroviaria Catania-Caltagirone-Niscemi-Gela non avranno modo come raggiungere il proprio luogo di lavoro e/o studio....

Dal 15 aprile 2019 molti utenti della tratta ferroviaria Catania-Caltagirone-Niscemi-Gela non avranno modo come raggiungere il proprio luogo di lavoro e/o studio....

Speravamo nella sua sensibilità, On. Presidente Musumeci, affinché venissero ottimizzati gli attuali orari dei sei treni in circolazione creando per la prima volta un servizio a misura dell’utenza, e ci contavamo che fossero modificati al più presto per dare risposta ai territori e ai cittadini di Scordia-Militello-Vizzini/Licodia-Grammichele e Caltagirone. Invece in virtù dei costi-benefici dal 15 aprile 2019 i treni giornalieri vengono decurtati da 6 a 4. Scompare anche il primo treno delle 5.38 da Catania che era forse l’unico orario sensato nell’ottica lavorativa. A nulla sono valse le nostre richieste di ottimizzazione degli orari. Mi sembra strano che il territorio chieda più servizi alla politica e la politica risponda con i tagli anziché provare, anche in fase sperimentale sino a giugno, di mettere a regime gli orari delle attuali sei corse treno previste sino al 13 di aprile 2019. 
Giosuè Malaponti - Presidente Comitato Pendolari Siciliani - Ciufer

venerdì 5 aprile 2019

Rassicurazioni di Falcone "Caltagirone-Gela per tutelare i pendolari nuovi orari e corse"


Il servizio dei bus sostitutivi dell’ex tratta ferroviaria Caltagirone-Niscemi-Gela sarà mantenuto. Lo ha reso noto l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, il cui esponente del governo Musumeci, il giorno dopo le preoccupazioni manifestate da pendolari e da un Comitato degli stessi, ha precisato che i collegamenti fra il Calatino e i due centri del Nisseno saranno garantiti. Emergono, indirettamente, nel contesto di tali rassicurazioni ancora i dissensi dei pendolari. Quanto detto perché, alla luce dell’entrata in vigore dei nuovi orari, peraltro diramati ieri stesso da Trenitalia, giunge, come un fulmine a ciel sereno, la soppressione di una corsa ritenuta fondamentale. Ebbene il primo bus-treno utile che da Caltagirone partiva alle 8 per le destinazioni Niscemi-Gela, che slitta di ben 6 ore; vale a dire non partirà più alle 8, bensì alle 14,10. La parola passa all’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone. "Nessuno – dice Falcone – ha mai parlato di soppressione del servizio che, anzi, stiamo cercando di potenziare con l’Ast, per renderlo più consono alle esigenze dell’utenza. Non mi aspettavo apprezzamenti dal Comitato pendolari, ma proposte, che avessero alla base una certa onestà intellettuale. A riprova di ciò, grazie all’istituzione dell’osservatorio per i servizi ferroviari, che si riunirà a fine mese a Agrigento, faremo il punto della situazione e, contestualmente, apporteremo i dovuti aggiustamenti alle esigenze dei pendolari". Il presidente del Comitato pendolari siciliani, Giosuè Malaponti non ci sta. "Qui – dice – non è un problema di onestà intellettuale, ma di disagi correlati alla mobilità dei pendolari. Visti i nuovi orari, peraltro non concordati con nessuno, studenti e lavoratori avranno ancora difficoltà a giungere nelle loro destinazioni, giacché il bus che partiva alle 8 da Caltagirone, partirà alle 14,10. Stiamo predisponendo una lettera per chiedere i rimborsi degli abbonamenti mensili acquistati lo scorso 1 aprile. Insomma, non c’è tregue fra le parti, anche perché, sul fronte utenza, giungono altre preoccupazioni. "Il territorio Calatino – dice Angela Barresi, pendolare di Militello che lavora a Gela – non può essere isolato dal servizio di trasporto pubblico. Non ci sono linee private alternative per giungere a Niscemi e Gela". Conclude l’assessore Falcone: "Stiamo lavorando per migliorare anche i tempi di percorrenza dei treni, così come dei bus sostitutivi. Dal 15 aprile riporteremo il treno Minuetto e risolveremo tutte le discrepanze sugli orari dei treni-bus".

Gianfranco Polizzi

mercoledì 3 aprile 2019

Nuovi orari dal 15 aprile sulla Catania-Caltagirone-Gela, stop ai bus sostitutivi al treno

E’ necessario sistemare nell’immediato le percorrenze tra Caltagirone, Niscemi e Gela e viceversa per evitare enormi disagi a studenti e lavoratori che già dal 1 di aprile hanno acquistato un abbonamento mensile del quale non potranno farne uso già da metà mese. Invito tutti i pendolari che non potranno usufruire di tali servizi, quindi servendosi di altri mezzi, di chiedere a partire dal 13 aprile eventualmente il rimborso di parte del titolo di viaggio.

martedì 2 aprile 2019

Catania-Caltagirone-Gela con i nuovi orari diminuiscono le corse


Ci sembra strano che il territorio chieda più servizi alla politica e la politica risponda con i tagli anziché provare, anche in fase sperimentale sino a giugno, di mettere a regime gli orari delle attuali sei corse treno.
E’ notorio che sulla tratta in questione non vi sono dati relativi alla frequentazione sia per la chiusura prolungata (oltre due anni) che per gli orari senza senso delle attuali 6 corse.
Tra l’altro, visti gli 11 mln spesi per l’ulteriore ammodernamento e il miglioramento del tempo di percorrenza sia in andata che in ritorno (sarà di ore 1 e 34 minuti e non più di ore 1 e 50 minuti tra Catania e Caltagirone), avrebbe reso più appetibile il viaggio in treno nei confronti delle corse bus dei privati.
Ma la strana valutazione dei costi benefici ha fatto sì di far correre sui binari il “treno della politica” e non quello dei bisogni della gente.
Altra questione sollevata nel tavolo tecnico tenutosi a Caltanissetta mercoledì 6 marzo con all’odg le problematiche degli orari della Catania-Caltagirone-Gela, quella di aver fatto presente se alle nuove corse treno del 15 aprile fossero stati raccordati i bus sostitutivi al treno tra Caltagirone-Niscemi e Gela attualmente previsti nei vecchi orari sino al 13 aprile. Non ottenendo nessuna risposta.
Fatta questa premessa, tra l’altro, avevamo espressamente richiesto nelle due pec del 3/12/2018, 15/02/2019 e 12/03/2019 ( al Presidente della Regione, all’Assessore ai Trasporti, al Dirigente G.le del Dipartimento trasporti), se fosse il caso di affidare i collegamenti ad una coppia di bus dell’Azienda Siciliana Trasporti, evitando così uno spreco di treno*km fatti con i bus sostitutivi tra Caltagirone-Niscemi e Gela e viceversa, almeno sino al ripristino del viadotto ferroviario di C.da Angeli-Piano Carbone in territorio di Niscemi, crollato l’11 maggio del 2011.
Un’altra domanda avevamo sottoposto, nell’incontro del 6 marzo scorso a Caltanissetta: - quanto costano a km i bus sostitutivi al treno che collegano Caltagirone, Niscemi e Gela?  E quanto costa, invece, un km bus fatto dalle aziende di trasporto? Sembrerebbe che il treno*km con i bus sostitutivi pagato all’impresa ferroviaria Trenitalia sia di circa 2 euro e 70 mentre è di 1 euro e 09 centesimi a km quello che la regione paga alle aziende di trasporto siciliane. Ognuno tragga le proprie conclusioni.
E’ veramente inverosimile che un utente qualunque che voglia spostarsi da Caltagirone a Gela (46 km ferroviari) dal 15 di aprile debba affrontare un viaggio di 7 ore e 39 minuti, partendo da Caltagirone alle 6.11 del mattino facendo prima tappa a Catania alle 7.45, prendersi un altro treno alle ore 8.50 per arrivare a Siracusa alle 9.55, per poi ripartire da Siracusa alle 10.30 passando per Avola, Noto, Rosolini, Ispica, Pozzallo, Sampieri, Scicli, Modica, Ragusa, Donnafugata, Comiso, Vittoria, arrivando a Gela alle ore 13.50, dopo aver effettuato due cambi treno e circa otto ore di viaggio.
Se invece un altro utente vorrebbe da Gela andare a Caltagirone la situazione non cambia potrà partire da Gela alle 9.10 o 15.07 ed arrivare a Caltagirone alle 15.44 o alle 20.49 dopo due cambi treno e nel primo caso con 6 ore e 34 minuti mentre nel secondo caso con 5 ore e 42 minuti. E’ necessario sistemare nell’immediato le percorrenze tra Caltagirone, Niscemi e Gela e viceversa per evitare enormi disagi a studenti e lavoratori che già dal 1 di aprile hanno acquistato un abbonamento mensile del quale non potranno farne uso già da metà mese. Invito tutti i pendolari che non potranno usufruire di tali servizi, quindi servendosi di altri mezzi, di chiedere a partire dal 13 aprile eventualmente il rimborso di parte del titolo di viaggio.
Giosuè Malaponti – Comitato Pendolari Siciliani - Ciufer


martedì 26 marzo 2019

Il tracciato della Catania-Palermo da raddoppio a rattoppo a differenza della Napoli-Bari AV/AC considerata strategica.

Che ben vengano le tante agognate infrastrutture in Sicilia ma è necessario una volta per tutte fare chiarezza, inaugurazioni a parte.
L’amministratore delegato di RFI, Ing. Maurizio Gentile, ha più volte annunciato investimenti in Sicilia per 14 miliardi di euro. Mai nessuno ha chiesto nello specifico a quali infrastrutture ferroviarie erano destinati questi investimenti.
Nella nota stampa di RFI Spa (di ieri), è strano che non si parli più dei paventati 14 miliardi, ma bensì di un piano di investimenti di complessivi 13 miliardi di euro per la realizzazione di nuove infrastrutture e per il potenziamento tecnologico della rete esistente.
Questi gli interventi degli 8 miliardi previsti, dichiarati nella nota stampa di Rete Ferroviaria Italiana:
in corso: finanziati i 2,3 miliardi per il raddoppio diviso in due lotti - Giampilieri-Letojanni e Taormina-Fiumefreddo;
programmati itinerario Messina-Catania-Palermo: Nodo ferroviario di Palermo, Linea Palermo-Messina, Velocizzazione Catania-Siracusa, Palermo-Trapani via Milo, Caltagirone-Gela e Ulteriori interventi.
Di questi lavori programmati desidereremmo conoscere, nel dettaglio, i piani di investimento e i relativi cronoprogramma. Ciò per fare chiarezza ed avere contezza una volta per tutte su questi 14/13 miliardi di investimenti acclarati in ogni conferenza stampa e/o inaugurazione mentre nella nota stampa di RFI Spa si parla solo di 8 miliardi.
Tenuto conto che sono infrastrutture già previste da oltre 15 anni nei vari contratti di programma tra Mit e Rete ferroviaria Italiana Spa.
In conclusione, tra gli svariati annunci che in questi ultimi anni si sono susseguiti e precisamente - alta velocità, velocità light e normale velocità - speriamo che almeno veda finalmente la luce la nuova tratta ferroviaria Catania-Palermo, anche se non sarà un raddoppio ma un rattoppo, a differenza della Napoli-Bari prevista anch’essa nello Sblocca Italia ma realizzata per intero. Ma si sa che quando occorre investire in Sicilia i tempi si allungano e diventa difficile trovare i finanziamenti. Chissà perché!!!
Giosuè Malaponti - Presidente Comitato Pendolari Siciliani - Ciufer

domenica 17 febbraio 2019

La nostra richiesta alla Regione è quella di ottimizzare, nel più breve tempo possibile, gli orari dell Catania-Caltagirone-Gela


Ci pregiamo fare presente alle SS.LL. 
che la riapertura della relazione ferroviaria Catania-Caltagirone con gli attuali orari, non sortirà alcun effetto sulla mobilità dei territori interessati.
Questo  perché da quando la Regione è la committente del  trasporto ferroviario isolano, non ha tenuto minimamente conto dei suggerimenti dei Comitati dei Pendolari  e quindi dei fabbisogni dei territori (Ragusa, Messina-Catania-Siracusa, Catania-Caltagirone-Gela e Palermo-Trapani).  
Fatta  questa premessa, riteniamo importantissimo informare l’Ill.mo Presidente On. Nello Musumeci e l’assessore ai  trasporti, On. Marco Falcone, in merito alla ottimizzazione degli orari e delle relative tracce orarie della tratta ferroviaria Catania-Caltagirone-Gela, in considerazione della riapertura alla circolazione ferroviaria di lunedì 18 febbraio 2019. 
In seguito alla pubblicazione dei nuovi orari, già acquistabili sul portale di Trenitalia.com, vogliamo fare presente che per il terzo anno consecutivo sulla tratta ferroviaria Catania-Caltagirone vengono confermati orari senza alcun senso logico, rendendo del tutto inappetibile l’offerta ferroviaria su un territorio con una sete di mobilità ecosostenibile che unisce due province.  
Tutto ciò, lo riteniamo indispensabile, tenuto conto che il Committente è la Regione Siciliana, e questo dovrebbe assicurare, a differenza di quanto è stato fatto negli anni precedenti, quando la competenza era del Ministero dei Trasporti, una vera mobilità con orari che soddisfino i territori e le esigenze dei cittadini-utenti-pendolari. Soprattutto alla luce degli enormi investimenti che sono stati fatti nell’ultimo decennio per il mantenimento ed il buon funzionamento della tratta ferroviaria Catania-Caltagirone-Gela. 

sabato 16 febbraio 2019

Catania-Caltagirone-Gela rivedere URGENTEMENTE l’offerta commerciale (orari treni)


Al Presidente della Regione Siciliana On. Nello Musumeci 
All’Assessore Regionale Infrastrutture, Mobilità e Trasporti Avv. Marco Falcone 
Al Dirigente Generale Dott. Fulvio Bellomo Dipartimento Infrastrutture, Mobilità e Trasporti 
Al Dirigente Servizio 2° Dott. Giuseppe Di Miceli Piano Regionale dei Trasporti e Trasporto Regionale
Ferroviario 
Agli Organi di Stampa
Loro Sede 
Oggetto: Catania-Caltagirone-Gela rivedere URGENTEMENTE l’offerta commerciale (orari treni).- 
Ci pregiamo fare presente alle SS.LL. 
che la riapertura della relazione ferroviaria Catania-Caltagirone con gli attuali orari, non sortirà alcun effetto sulla mobilità dei territori interessati.
Questo  perché da quando la Regione è la committente del  trasporto ferroviario isolano, non ha tenuto minimamente conto dei suggerimenti dei Comitati dei Pendolari  e quindi dei fabbisogni dei territori (Ragusa, Messina-Catania-Siracusa, Catania-Caltagirone-Gela e Palermo-Trapani).  
Fatta  questa premessa, riteniamo importantissimo informare l’Ill.mo Presidente On. Nello Musumeci e l’assessore ai  trasporti, On. Marco Falcone, in merito alla ottimizzazione degli orari e delle relative tracce orarie della tratta ferroviaria Catania-Caltagirone-Gela, in considerazione della riapertura alla circolazione ferroviaria di lunedì 18 febbraio 2019. 
In seguito alla pubblicazione dei nuovi orari, già acquistabili sul portale di Trenitalia.com, vogliamo fare presente che per il terzo anno consecutivo sulla tratta ferroviaria Catania-Caltagirone vengono confermati orari senza alcun senso logico, rendendo del tutto inappetibile l’offerta ferroviaria su un territorio con una sete di mobilità ecosostenibile che unisce due province.  
Teniamo a precisare che la Catania-Caltagirone è chiusa dal mese di settembre 2017 a tutt’oggi con la seguente motivazione: “lavori di manutenzione straordinaria”. Ma di lavori non se ne sono visti se non in queste ultime settimane, alla luce di un finanziamento di circa 10 milioni di euro.
Le corse treno, in questo anno e mezzo sono state effettuate con bus sostitutivi che hanno viaggiato vuoti. 
Ritornando sugli orari che entreranno in vigore  il 18 febbraio 2019, abbiamo rilevato che così come strutturati non soddisfano in nessun modo le esigenze dell’utenza  che da Catania si sposta verso Caltagirone e viceversa. Questi gli orari e le fermate: 
CATANIA-CALTAGIRONE (Scordia - Militello - Vizzini/Licodia - Grammichele e Caltagirone):  
Regionale 12805 da Catania alle ore 5.38 arrivo a Caltagirone alle ore 7.28 percorrenza h.1:50 
Regionale 12809 da Catania alle ore 13.16 arrivo a Caltagirone alle ore 15.10 percorrenza h. 1:54 
Regionale 34763 da Catania alle ore 17.00 arrivo a Caltagirone alle ore 18.49 percorrenza h. 1:49  
CALTAGIRONE-CATANIA (Grammichele - Vizzini/Licodia - Militello - Scordia e Catania):
Regionale 12806 da Caltagirone alle ore 8.00 arrivo a Catania alle ore 9.38 percorrenza h.1:38 
Regionale 12809 da Caltagirone alle ore 15.23 arrivo a Catania alle ore 16.54 percorrenza h. 1:31 
Regionale 34763 da Caltagirone alle ore 19.18 arrivo a Catania alle ore 20.55 percorrenza h. 1:37 
Attenzionando questi orari, risulta piuttosto evidente quanto siano incompatibili con la tempistica di chi viaggia per motivi di lavoro o di studio. I treni ci sono ma è necessario ed opportuno ottimizzare gli orari per dare la possibilità alla gente di poter avere un treno che li porta ed uno che li ritorna in orari lavorativi. Da queste gravi incongruenze chiediamo che vengano immediatamente modificate le tracce orarie degli attuali treni considerando la possibilità di strutturare i nuovi orari in base agli orari standard lavorativi: 7:30/13:30 -  8:00/14:00 dando la possibilità di arrivare 15/20 minuti prima dell'orario di lavoro e far ripartire 15/20 minuti dopo la fine dell'orario di lavoro.
Avendo voluto controllare le corse dei bus di alcune aziende di trasporto su gomma sempre sulla stessa linea Catania-Caltagirone, abbiamo riscontrato che vengono effettuate 12 corse giorno dall’Azienda Siciliana Trasporti (AST) tra Catania-Caltagirone (e viceversa) e 4 corse giorno dalla Etnatrasporti tra Catania-Caltagirone (e viceversa), tra l’altro in tempi di percorrenza più brevi e con meno costi di viaggio.  Quindi, chi mai prenderà il treno, visti gli orari insensati, che da Catania a Caltagirone impiega due ore circa e pure ad un costo di ticket superiore a quello delle altre aziende?
Quello che in questi anni, ad ogni cambio orario abbiamo cercato di far capire al Dipartimento Trasporti Regionale, è che non chiedevamo di avere più treni durante l’arco della giornata ma di ottimizzare le tracce orarie esistenti per renderle più vicine alle esigenze dell’utenza pendolare e dei territori. 
Ci chiediamo dunque: come mai il Dirigente Responsabile U.O. Servizio 2.01 del Dipartimento Trasporti, Ing. Michele Zambuto, che si occupa dell’affidamento dei servizi di trasporto pubblico ferroviario, della gestione, controllo e monitoraggio dei Contratti di servizio, della determinazione del livello dei servizi minimi e dei rapporti con l'utenza del servizio ferroviario regionale, non abbia mai pensato di rivedere questa offerta commerciale sulla Catania-Caltagirone?
La nostra richiesta è quella di ottimizzare, nel più breve tempo possibile, gli attuali 170 mila km*treno annui, altrimenti sarebbe più conveniente abbandonare la ferrovia.  Perché così come è strutturato l'orario è uno spreco di risorse economiche pubbliche e uno sperpero di treno*km, che potrebbero essere impiegati in altre relazioni, lasciando la Caltagirone-Catania al gommato visto che sulla stessa tratta vengono impiegati 16 coppie di bus ogni giorno.
In conclusione chiediamo al Presidente della Regione, Nello Musumeci e all'assessore regionale ai trasporti, Marco Falcone, che in tempi brevi venga rivisto l'orario ferroviario della Catania-Caltagirone in funzione delle esigenze della mobilità dei cittadini dei comuni di Grammichele, Vizzini-Licodia, Militello, Scordia, affinché questo spreco di risorse pubbliche e sperpero di km*treno perpetrato oramai da anni, sulla tratta ferroviaria Caltagirone-Catania, abbia fine. 
Siamo convinti che questo tratto di ferrovia debba asservire alle esigenze non dell'impresa ferroviaria ma alle effettive esigenze di mobilità dei cittadini. 
E’ opportuno che nella questione intervengano i Sindaci dei territori interessati dalla ferrovia per garantire ai propri cittadini un trasporto ferroviario efficiente ed efficace.  
Tutto ciò, lo riteniamo indispensabile, tenuto conto che il Committente è la Regione Siciliana, e questo dovrebbe assicurare, a differenza di quanto è stato fatto negli anni precedenti, quando la competenza era del Ministero dei Trasporti, una vera mobilità con orari che soddisfino i territori e le esigenze dei cittadini-utenti-pendolari. Soprattutto alla luce degli enormi investimenti che sono stati fatti nell’ultimo decennio per il mantenimento ed il buon funzionamento della tratta ferroviaria Catania-Caltagirone-Gela.
F.to  Giosuè Malaponti Presidente Comitato Pendolari Siciliani – Ciufer
Catania, 15 febbraio 2019 a mezzo PEC