venerdì 18 gennaio 2013

I disservizi di Trenitalia in Sicilia non sono un caso isolato

Non è un caso isolato, quanto è accaduto ieri sulla relazione ferroviaria Messina-Catania-Siracusa, e non corrisponde al vero quanto ha dichiarato l’ufficio stampa di Trenitalia sui quotidiani. Abbiamo chiesto volutamente alle Istituzioni di intervenire sulla questione, perché ormai è divenuta una problematica costante. A dimostrazione di quanto è accaduto ieri (17 gennaio 2013) desideriamo rendere pubblici i dati rilevati nei giorni 9-10-11 gennaio ed i dati del 18 gennaio 2013 (all’indomani dei disservizi). Questi i dati:

09 gennaio su 16 treni monitorati:
n.10 in ritardo tra i 2 e 31 minuti
n.  3 in anticipo tra i 3 e 7 mininuti
n.  1 soppresso
n.  1 non rilevato
n.  1 in orario

10 gennaio su 16 treni monitorati:
n.10 in ritardo tra i 2 e 19 minuti
n.  5 in orario
n.  1 non rilevato

11 gennaio su 16 treni monitorati:
n.11 in ritardo tra i 2 e 22 minuti
n.  4 in anticipo tra i 3 e 6 minuti
n.  1 non rilevato

18 gennaio su 16 treni monitorati:
n.13 in ritardo tra i 2 e 74 minuti
n.  3 in anticipo tra i 1 e 6 minuti

RIEPILOGO SOPPRESSIONI E RITARDI nei giorni 9-10-11-18 GENNAIO 2013
Ritardo in minuti
Treno
delle ore
Da
A
09-gen
10-gen
11-gen
18-gen
1
3866
5.05
Siracusa
Messina
13
5
14
3
2
12866
5.10
Catania
Messina
7 anticipo
7
4 anticipo
2 anticipo
3
8575
5.20
Taormina
Siracusa
2
3
2
4
4
3865
5.25
Messina
Siracusa
2
10
5
7
5
12868
5.46
Catania
Messina
19
10
17
3
6
12865
5.50
Messina
Catania
31
8
8
13
7
8576
6.00
Catania
Fiumefreddo
3 anticipo
0
3 anticipo
1 anticipo
8
8580
6.05
Siracusa
Taormina
8
5
7
16
9
3868
6.30
Siracusa
Messina
0
12
6 anticipo
2
10
1955
6.35
Messina
Siracusa
74
11
12867
6.45
Messina
Catania
21
0
8
6 anticipo
12
12870
6.45
Catania
Messina
27
0
8
13
13
8577
6.47
Fiumefreddo
Bicocca
Soppresso
13
6
19
14
8579
7.12
Taormina
Catania
10
0
3
4
15
722
7.33
Siracusa
Messina
13
19
22
21
16
12869
8.00
Messina
Catania
3 anticipo
0
3 anticipo
22
 
Giosue Malaponti - Coordinatore Comitato Pendolari Siciliani

 

giovedì 17 gennaio 2013

Pendolari Siciliani infuriati: su 19 treni 16 in ritardo

La situazione del trasporto pubblico ferroviario non è più tollerabile. Il diritto alla mobilità deve essere garantito dalle istituzioni, non dalle aziende di trasporto. Tempi duri per i pendolari che utilizzano il treno sulla Messina-Catania-Siracusa. Oggi 17 gennaio 2013 sui primi 19 treni del mattino ( dalle ore 5.05 alle ore 9.40) che percorrono la Messina-Catania-Siracusa e viceversa,  16 sono i treni che hanno avuto un ritardo tra 5 e 86 minuti, uno soppresso e due in anticipo tra 2 e 5 minuti. Questi i treni nel dettaglio:


Treno
delle ore
Da
A
Ritardo in minuti
1
3866
5.05
Siracusa
Messina
12
2
12866
5.10
Catania
Messina
5 anticipo
3
8575
5.20
Taormina
Siracusa
5
4
3865
5.25
Messina
Siracusa
86
5
12868
5.46
Catania
Messina
19
6
12865
5.50
Messina
Catania
21 e soppresso
7
8576
6.00
Catania
Fiumefreddo
2 anticipo
8
8580
6.05
Siracusa
Taormina
5
9
3868
6.30
Siracusa
Messina
25
10
1955
6.35
Messina
Siracusa
47
11
12867
6.45
Messina
Catania
7
12
12870
6.45
Catania
Messina
35
13
8577
6.47
Fiumefreddo
Bicocca
15
14
8579
7.12
Taormina
Catania
24
15
722
7.33
Siracusa
Messina
32
16
12869
8.00
Messina
Catania
17
17
8581
8.32
Taormina
Catania
5
18
3870
8.45
Siracusa
Messina
19
19
12871
9.40
Messina
Catania
14













venerdì 11 gennaio 2013

Coordinatore Pendolari «Treni e disagi Crocetta trovi una soluzione»

«Le problematiche che al momento affliggono tutto il territorio siciliano e che coinvolgono quotidianamente oltre 50.000 pendolari del trasporto ferroviario che si spostano per motivi di lavoro, studio o altro, sono molte e di diversa natura»: a parlare è Gosuè Malaponti attuale coordinatore dei pendolari siciliani (Comitato Pendolari Me-Ct-Sr, Comitato Pendolari S. Agata Milit! ello-Messina, Comitato Pendolari Caltagirone-Gela e Pendolari Ragusa).
«Vorrei ora - aggiunge Malaponti - richiamare l'attenzione del neo Governo regionale su due articoli dello statuto speciale della Regione Sicilia e precisamente l'articolo 17 e l'articolo 22.
Alla luce di quanto è previsto nei suddetti articoli, chiediamo al presidente Crocetta di voler intervenire su alcune problematiche che paralizzano la Sicilia ormai da parecchio tempo. Ecco l'elenco: diritto alla continuità territoriale (ferroviaria-marittima-aerea) quasi del tutto inesistente; contratto di servizio per il trasporto ferroviario a oggi non ancora sottoscritto; mancato rispetto dell'accordo sottoscritto da parte di Trenitalia con la Regione Sicilia nel giugno 2007, che prevedeva l'aumento del 7% delle tariffe per finanziare più treni; l'aggiunta di posti a sedere negli Intecitynotte da Siracusa e da Palermo».
«E poi ancora il recupero di tutti i treno/km non effettuati dal 2004 a oggi, cos! ì come previsto dal piano di ammortamento per il cofinanziamen! to dei treni Minuetto, l'attuazione del Piano Regionale dei Trasporti e della mobilità già approvato nel 2002, la mancanza di un piano di trasporto intermodale per raccordare più modi di trasporto, fattore rilevante all'interno delle politiche volte a favorire la mobilità sostenibile urbana ed extraurbana».
Malaponti passa poi alla questione delle infrastrutture per cui, si chiede un intervento immediato ed incisivo per il completamento dei restanti 42 km del raddoppio ferroviario Fiumefreddo-Giampilieri dell'asse Messina-Catania-Siracusa, finanziato dal 2005 dal Cipe (1970 milioni di euro) e mai realizzato; l'ammodernamento e la velocizzazione del tracciato esistente della Catania-Palermo, nonostante già finanziato con 30 milioni di euro dal Cipe ed inserito nel Contratto di Programma di Rete Ferroviaria Italiana del 2010 e non l'opera faraonica del raddoppio; la riattivazione della linea Caltagirone-Niscemi-Gela, da oltre un anno chiusa a causa del crollo del ponte; i! l completamento del raddoppio ferroviario Fiumetorto-Castelbuono»
«Mi sembra giusto chiedere - conclude il coordinatore - alla politica siciliana, di conoscere quali saranno le richieste di intervento a tutela e salvaguardia della continuità territoriale, del trasporto ferroviario regionale e del trasporto universale da e per il nord che, già in Sicilia, è quasi del tutto inesistente. e quanto ci spetta di diritto, così come viene sancito dalla Costituzione all'articolo 3, all'articolo 16 e all'articolo 117».
- La Sicilia - Mercoledì 09 Gennaio 2013 Catania (Cronaca) Pagina 26 

Chiusi edicola, bar e negozi. Benvenuti alla stazione fantasma

«Catania centrale» Il triste declino dello scalo ferroviario di piazza Giovanni XXIII iniziato con la soppressione dei treni a lunga percorrenza. Resiste solo il tabaccaio. I disagi per lavoratori e studenti gli unici che utilizzano il treno.

L'edicola è chiusa. Chi vuole prendere un caffè, per tenersi sveglio prima della partenza, deve rivolgersi al chiosco nella vicina piazza Giovanni XXIII. Stesso discorso per coloro che vogliono comprare un giornale. Più complessa, invece, la situazione per chi desidera affittare un'auto oppure comprare un profumo.
Questo è il quadro della "Stazione Centrale" di Catania in un giorno qualunque della settimana. Nessun servizio, nessun punto di ristoro ed informazioni con il contagocce. I più fortunati sono i fumatori che hanno la possibilità di comprare le sigarette nell'unico negozio che resta ancora aperto all'interno dell'edificio.
La Stazione resta così vittima di un processo di desertificazione dei servizi. Un luogo dove la crisi si è fatta sentire. Eccome. Qui l'unica area affollata è la sala d'attesa. Poi, passato il treno, non resta quasi più nessuno. Sono soprattutto lavoratori e studenti fuori sede quelli che lamentano uno scalo dove i disagi sono sotto gli occhi di tutti: «Sembra di essere in una stazione di qualche paesino sperduto dell'entroterra siciliano e non in una grande città come Catania - spiega l'universitario Federico Di Gregorio - da qui fino a Furci Siculo il viaggio è molto lungo. L'attesa del treno diventa noiosa e per ammazzare il tempo bisogna portarsi delle riviste da casa».
«I negozi chiusi danno ! un senso di abbandono - gli fa eco Roberta Moschella, dipendente di un albergo a Taormina - la "Centrale" avrebbe bisogno di una rivalutazione anche strutturale. Il motivo? Le uscite transennate, con i vetri rotti, che impressione possono dare ai turisti che vengono in città per la prima volta? ».
Gli spazi commerciali della struttura sono gestiti dalla "Centostazioni" (Gruppo FS Italiane) che spiega come «la chiusura di alcuni esercizi commerciali, presso la stazione di Catania, si inserisce nel quadro di crisi economica che sta investendo il Paese, con ricadute anche nel settore commerciale. Proprio in considerazione del particolare momento, l'azienda sta valutando soluzioni e proposte più flessibili, per venire incontro alle esigenze dei potenziali partner». Purtroppo la soppressione dei treni a lunga percorrenza ("Catania- Milano", "Torino-Siracusa" e "Siracusa-Venezia" su tutti), il complessivo ridimensionamento dei collegamenti con il resto d'Italia, il taglio dei convogli notturni e i lunghissimi tempi di percorrenza non rende appetibile l'utilizzo del traffico su rotaie. Qui l'ultima volta che la stazione e l'utilizzo dei treni ha fatto registrare il "soldout" è stato nel 2010. Quando, a causa della nube del vulcano islandese, furono cancellati tutti i voli nello scalo di "Fontanarossa". Il traffico su binari o gomma era l'unica alternativa agli aerei. Da allora il nulla.
La conseguenza inevitabile è che la "Stazione Centrale" paga un prezzo altissimo in termini di servizi ed utenza. La gente insomma preferisce muoversi con i voli "low cost" o con gli autobus a lunga percorrenza. Per i commercianti dello scalo di Catania si chiude così un'epoca e, con i costi di affitto alle stelle, molti hanno già abbassato la saracinesca. Gli ultimi a chiudere bottega sono stati il bar e l'edicola lo scorso maggio. C'è rimasto il tabaccaio. Un "sopravvissuto" che potrebbe avere, però, le ore contate.«La "Catania Centrale" ha progressivamente perso "appeal" agli occhi della gente - sottolinea l'imprenditore Cristiano Ragusa - ogni giorno qui arrivano e partono migliaia di persone che non trovano i servizi basilari. Dovrebbe migliorare l'intera struttura per poter risolvere i problemi di sempre. Oggi in Sicilia viaggiare sui treni è un'odissea ma, con la stazione in completo stato di abbandono, lo scalo è destinato ad una morte certa. Per rendersene conto - prosegue Ragusa - basta guardare il monumento della vecchia locomotiva. Un simbolo quasi completamente corroso dalla ruggine e, fino a poco tempo fa, utilizzato come riparo notturno dai senza tetto».
Damiano Scala
- La Sicilia - Mercoledì 09 Gennaio 2013 Catania (Cronaca) Pagina 26